Olimpiadi sempre più a rischio. Il ministro: “le cose potrebbero andare diversamente”

Con il Giappone di nuovo sotto l’assedio del Coronavirus, cresce il numero di autorità che iniziano a mettere in discussione la possibilità di ospitare i Giochi olimpici senza rischi per la salute pubblica.

Per mesi dirigenti sportivi e politici giapponesi hanno escluso ulteriori ritardi e cancellazioni di un evento per il quale hanno investito 12 miliardi di dollari (9,93 miliardi di euro), ma oltre agli allarmi sanitari anche i sondaggi indicano un cambio di orientamento della popolazione. La percentuale di giapponesi contrari alle Olimpiadi è salita dal 50% dello scorso ottobre al 70% di dicembre e all’80% dei giorni scorsi, tanto che il ministro Taro Kono, ha dichiarato che “le cose potrebbero andare diversamente”, proprio nelle stesse ore in cui il membro uscente del CIO Dick Pound ammetteva che “non ci sono garanzie” sullo svolgimento della manifestazione.

Il presidente dello stesso CIO Thomas Bach ha ribadito che non sono pensabili ulteriori slittamenti, quindi i Giochi inizieranno il 23 luglio o non inizieranno affatto, posizione ribadita dal presidente del Comitato organizzatore Yoshiro Mori, che continua a professare ottimismo: “Sta arrivando la primavera, sarà un risveglio dopo una lunga notte buia. Una celebrazione di solidarietà e unità dell’intero genere umano”.

Metafore a parte, resta il fatto che ai ritmi attuali la maggior parte dell’umanità non sarà vaccinata prima della prossima estate, e le autorità ritengono che sia irrealistico pensare che gli oltre 10.000 atleti, oltre a tecnici e ufficiali gara, arriveranno in Giappone già immunizzati. Il ministro dello sport Seiko Hasmimoto afferma che le autorità stanno prendendo in considerazione “un’ampia gamma di contromisure, in particolare relativamente agli spostamenti da e per l’estero e restrizioni sugli spostamenti all’interno del Villaggio olimpico, in modo da poter ospitare le Olimpiadi in sicurezza senza l’obbligo della vaccinazione”.

La responsabile delle comunicazioni olimpiche del CIO, l’italiana Lucia Montanarella, ha anticipato che i contatti della stampa con gli atleti saranno rigidamente contingentati; gli spostamenti dei giornalisti saranno tracciati e sarà loro proibito di spostarsi nel paese ad eccezione dei trasferimenti dagli alberghi ai campi gara e ai media center.

Leggi la notizia su the Japan Times [ENG]

Ph. ©Francesco Ungaro @Pexels

 

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