La seconda volta del nuoto olimpico: Parigi 1900

 

   Tribune fluttuanti alle Olimpiadi di Parigi.

 

La seconda volta del nuoto Olimpico fu ancora un’esperienza polimorfa. La sensazione che sarebbe diventato l’appuntamento più importante del nuoto, però, cominciava a diffondersi. In Inghilterra, per esempio, fu spostata appositamente la data dei campionati ASA, e finalmente approdarono ai Giochi alcuni dei migliori nuotatori del mondo. I nuotatori presenti erano soprattutto francesi, ben 117. Quelli che venivano da fuori erano 50. Ancora poca roba. Tra questi c’erano  24 “professionisti”: un’anomalia di quei Giochi, a metà tra spettacolo e grande competizione atletica, ancora in conflitto con le posizioni di De Coubertin (la stessa cosa, cioè la presenza di professionisti avvenne anche per i maestri di scherma e i tiratori di pistola).

propaganda

Per far sapere ai nuotatori che c’erano le gare, nel mese di marzo, l’organizzazione aveva mandato ai presidenti dei club, alle piscine e ai giornali sportivi di tutto il mondo un opuscolo con il programma e il regolamento.

campo gara

Il campo gara era ancora un campo precario. Niente piscina. Per le gare fu recintata una parte della Senna e si nuotò lì.  Le gare si svolgevano tra Corbevoie e il ponte di Asnieres. Corde tese tra pali piantati sul fondo segnavano i confini di quello che fu chiamato l'”ippodromo“.  Perché si vedessero  c’erano sui pali delle piccole bandiere. Anche i segnali coi numeri delle diverse corsie erano sistemati su pali simili. Ogni corsia terminava con un altro palo che serviva da punto di virata. I nuotatori potevano scegliere da che parte passare, se a destra o a sinistra. Ma chi lasciava la sua corsia era squalificato, come chi si fosse appoggiato ad un qualsiasi supporto galleggiante.

spogliatoi

Per cambiarsi gli atleti usavano una grande tenda a baldacchino che era stata allestita appositamente sopra uno dei grandi pontoni del fiume.

contatti proibiti

Il regolamento proibiva anche i contatti: usare la mano per dare un colpo o bloccare l’avversario era passibile di squalifica, mentre i calci, che potevano essere involontari, erano tollerati. In caso di mancanza di spazio per il sorpasso era possibile passare sott’acqua, ma il regolamento stabiliva che se l’uscita era a meno di un metro di distanza, il nuotatore superato aveva il diritto di spingere sott’acqua il suo avversario, poggiandogli una mano sulla testa.

numeri identificativi

Un sorteggio prima dell’inizio di ogni gara assegnava un numero a ciascun nuotatore. Questo numero andava riportato sulla cuffia bianca di tela, molto simile alla calottina per la pallanuoto che si usava negli anni 60. La cuffia era obbligatoria. Chi partecipava a più gare manteneva il suo numero. Per la decenza, poi, ogni nuotatore doveva indossare la “sea bathing”, una specie di canottiera che non doveva essere né bianca, né rosa, né blu pallido.

               Freddie Lane all’uscita dalla gara con in testa la cuffia col suo numero identificativo. Il 71.

procedure

Un suono di tromba annunciava l’inizio delle gare. Una volta pronti, i nuotatori salivano su piccole barche dalla chiglia piatta, che li portavano al pontone di partenza. Quando erano in posizione, un secondo colpo di tromba annunciava la partenza imminente. Il via veniva dato da un colpo di pistola. Un altro suono di tromba richiamava i nuotatori in caso di falsa partenza e un altro colpo di pistola era sparato quando un concorrente raggiungeva il traguardo.

Programma gare

Le gare si disputarono tra il 12 e il 19 agosto. Il programma gare era completamente diverso da Atene. Prevedeva 200, 1000 e 4000 metri a stile libero e la novità dei 200 dorso. Poi si aggiungevano tre competizioni astruse, che facevano il paio con le corse nei sacchi e l’albero della cuccagna, che sminuirono i programmi atletici di quell’edizione: 220 metri a ostacoli, 60 metri  sott’acqua e gara a punti per squadre.

200 metri

La gara dei 200 metri prevedeva un percorso rettilineo tra il pontone della Société nautique de la basse Seine a Coubevoie e il ponte d’Asnieres. Si gareggiava in favore di corrente per cui si riscontrarono tempi particolarmente favorevoli, tra cui il record del vincitore, l’australiano Freddie Lane, che comunque all’epoca era uno degli uomini più veloci del pianeta, capace di nuotare 60 secondi nelle 100 y. Lane era un esperto di Double Over arm side stroke, una variazione del trudgen, mentre il secondo classificato, l’ungherese Zoltan De Halmay utilizzava una specie di crawl senza gambe.

1000 metri

Per fare i 1.000 metri invece, occorreva virare. Cinque volte dovevano essere ripetuti i 200 metri del percorso. John Jarvis, talento indiscusso del nuoto inglese e maestro dell’ over, vinse la prova in 13’40” e 2, lasciando un minuto all’ottimo Otto Wahle,  l’austriaco che, trasferitosi in America, avrebbe contribuito all’invenzione dell’American Crawl.

200 metri sul dorso

Per la prima volta all’Olimpiade comparve il dorso (200 metri). Vinse un tedesco, Ernst Hoppenberg, impiegando due minuti e quarantasette secondi. Quanto il tempo fosse strepitoso, e quanto fosse il vantaggio dato dalla corrente, lo possiamo capire dal fatto che il primo record mondiale dei 200 dorso, quello del tedesco Oskar Schiele, datato 1909, era di 3’04.4. Dietro arrivò un austriaco Karl Ruberl, mentre il favorito, il britannico Robert Crawshaw, non finì la gara. In finale era presente anche un italiano, Paolo Bussetti, che si piazzò settimo, nuotando 4.09.2.  Il campione tedesco, tradito dalla foga dell’arrivo, al termine della gara fu tirato fuori dall’acqua mezzo annegato. Nell’euforia della vittoria aveva rischiato di ingoiare la dentiera.

200 ostacoli

Una delle genialate dei Giochi di Parigi fu la gara a ostacoli. I nuotatori, partiti  da un palo piantato sul fondo, dovevano passare sotto una fila di barche e superarne un’altra salendoci sopra. Anche in questa prova vinse Lane, avvantaggiandosi col fatto che per lavoro aveva una certa abilità a salire e scendere dalle barche galleggianti del porto di Sidney.

                                      Parigi 1900. Passaggio sopra una barca nella gara a ostacoli.

Nuoto subacqueo

L’altra gara strana del programma era il nuoto subacqueo. Ogni nuotatore doveva percorrere un massimo di 60 metri  sott’acqua, ma il punteggio era assegnato in modo astruso: un punto veniva dato per ogni metro percorso sott’acqua e due punti per ogni secondo di permanenza sotto. La gara fu così vinta da Charles Devendeville dei Tritons de Lille, davanti ad Andrè Six, dello stesso club, che impiegò meno tempo di lui. Questo tipo di gara, in effetti, non veniva dal nulla. Era una gara tipicamente francese, molto popolare nel nord del paese e quasi sconosciuta fuori dai suoi confini.

4000 metri

Nel bacino di Suresnes si svolsero invece le due prove sui 4.000 metri. Una per dilettanti, una per professionisti. Anche queste gare avevano un percorso in linea retta. Gare come questa erano  molto apprezzate dal pubblico, in quanto erano viste come pura lotta dell’uomo contro gli elementi  avversi della natura, per cui erano seguitissime. Roba romantica, ma pericolosa. Per questo ogni nuotatore disponeva di una barca d’appoggio con due vogatori.  All’arrivo, la Società dei Bagnini di Courbevoie si prendeva cura degli arrivati nella tenda spogliatoio, dove si verificava il loro stato di salute.

Parigi 1900. Partenza dei 4000 metri.

partecipanti e ordine di arrivo

Dei 56 dilettanti coinvolti,  presero il via in 40 e di questi ben 28 si ritirarono durante la gara. Si affermò ancora John Jarvis che impiegò 58 minuti e 24 secondi, dieci minuti in meno dell’ungherese de Halmay, che arrivò secondo. Sesto fu un altro italiano, Fabio Mainoni, col tempo di 1 ora 18 minuti, 25”e2/5. La differenza di tempo, però, dovette moto al fatto che Mainoni era l’unico a nuotare tutta la gara a breastroke, mentre gli altri usavano in tutta la gara, o a tratti l’over, decisamente più efficace. Nella prova per professionisti partirono in 24. Samuel W. Greasley, britannico, la vinse in 1 ora 8 minuti e 33 secondi. Fatto particolare è che impiegò ben dieci minuti in più del dilettante Jarvis.

gara a squadre

La gara a squadre consisteva in una prova di cinque atleti per nazione sulla distanza di 200 metri, con punteggi ottenuti da ciascuno in base al tempo impiegato. Solo le prime due squadre furono premiate: cinque opere d’arte del valore di 100 franchi per i primi e cinque opere d’arte del valore di 60 franchi ai secondi. Non erano ancora in vigore le medaglie. I vincitori furono i tedeschi della Deutscher Schwimm Verband di Berlino con 32 punti, secondi i francesi della Tritons Lillois, con 51 punti , terzi quelli della Pupille di Nettuno con 61 punti.

premi

I premi e i premiati erano diversi in base agli eventi. Nei 1.000 metri erano premiati i primi cinque classificati che ricevettero opere d’arte per un valore totale di 800 franchi. Anche i primi cinque classificati nei 200 stile libero, nei 200 ostacoli e nella gara subacquea furono premiati con opere d’arte, ma per un valore complessivo di 500 franchi. Nei 200 dorso, invece, i premi, consistenti sempre in opere d’arte, andarono solo ai primi tre. Il loro valore era di 400 franchi a scalare (250 franchi al primo, 100 franchi al secondo e 50 franchi al terzo). Anche nei 4.000 metri si premiavano i primi tre, ma gli “amateurs”, ricevettero un premio in opere d’arte per un totale di 1.500 franchi, mentre i “professionisti” ebbero i soldi: 1.500 franchi il primo, 700 il secondo e 300 il terzo. De Coubertin, probabilmente, di nascosto, si stava rivoltando con malcelata rabbia intorno alle sue stesse budella.

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