“Studiate, approfondite, informatevi”: l’invito di Marco Bonifazi

Non si finisce mai di imparare. Dietro la prestazione di un nuotatore si cela un universo di significati e di dinamiche complesse. Diamo la parola al Coordinatore tecnico scientifico Marco Bonifazi, che si concentra sugli aspetti prettamente tecnici del nuoto, ed esorta il pubblico a formarsi e in-formarsi.

In che misura l’approccio scientifico aiuta il miglioramento della performance natatoria? E come può un allenatore di club costruire un ambiente favorevole allo sviluppo dell’alta prestazione?

La conoscenza scientifica è fondamentale dal punto di vista culturale. Non è semplice orientarsi nelle varie modalità di trasferimento di tale aspetto, sono letture piuttosto ostiche dal punto di vista della comprensione, quindi da trent’anni stiamo cercando di svolgere un lavoro di traduzione e divulgazione di tali conoscenze affinché possano essere applicate al lavoro di tutti i giorni. Credo che il Settore istruzione tecnica della Federazione guidato da Roberto Del Bianco abbia fatto un lavoro importante che ha accresciuto la cultura generale e l’approccio, cercando di trasferirlo anche all’attività quotidiana degli allenatori, oltre che ai livelli più alti. Certo, queste informazioni devono essere cercate, è necessario partecipare agli incontri di aggiornamento e di formazione promosse dalla FIN, informarsi e leggere le riviste. Abbiamo “La Tecnica del Nuoto” , ad esempio, scaricabile dal portale federale. Siamo sempre disponibili e aperti al contatto. Personalmente spesso rispondo agli allenatori che mi scrivono e-mail e cerco di farlo in tempi rapidi: le curiosità in questo ambito vanno rispettate e soddisfatte.

Da quale momento della crescita dell’atleta un allenatore deve preoccuparsi degli aspetti metabolici (applicazione dei modelli di allenamento)? E da quale momento questi diventano, se lo diventano, preponderanti rispetto ai contenuti tecnici della preparazione?

L’orientamento metabolico nell’allenamento ha conosciuto il massimo sviluppo negli anni Ottanta. Sempre insieme a Roberto Del Bianco e alcuni allenatori, tra cui Stefano Morini o Sergio Pasquali, a cui rivolgo un pensiero affettuoso, abbiamo creato le basi affinché ci siano criteri metabolici che tutti gli allenatori conoscono. Al tempo stesso questo ha comportato un po’ di rischio, cioè un’eccessiva enfasi sugli aspetti appunto metabolici, anche in giovane età. In realtà la tecnica, intesa come efficienza e fluidità della nuotata e come riduzione delle scosse energetiche, conta più di tali aspetti. L’allenatore deve sapere in che ambito metabolico gestisce il suo allenamento, per distribuire lo sforzo e il recupero in maniera ottimale. Ma ciò che conta davvero nella performance è la riduzione della spesa energetica del nuotatore: questo si può ottenere solo migliorando la tecnica.

A cosa attribuisce l’attuale fioritura di talenti del nuoto italiano, e come vede il futuro del nostro sport?

La diffusione di tali conoscenze va oltre le società. Mi riferisco soprattutto a territori: anche in provincia finalmente ci sono strutture e organizzazioni, ma anche competenze e cultura per far crescere atleti dotati e talentuosi. Non amo particolarmente il concetto di talento, ma può essere inteso come la potenzialità di arrivare a determinati livelli. In secondo luogo, è necessario dare al talento tutta l’attenzione che merita. La Federazione ha la responsabilità di sostenere le società di provincia e gli allenatori più giovani, preservando l’appartenenza al club di formazione e quindi mantenendo un decentramento. Per continuare a sviluppare talenti, per noi è fondamentale supportare nella formazione e nell’esperienza gli allenatori più giovani che hanno avuto la bravura e la fortuna di avere disposizione questi giovani dotati.

Che giudizio dà del modo in cui l’informazione si occupa del nostro sport?

Noi non possiamo che essere grati agli atleti di alto livello che continuano la loro attività. In particolare mi riferisco a Federica Pellegrini, sempre straordinaria, che continua ad esprimersi ad alti livelli. In occasione della conferenza stampa di apertura del trofeo Sette Colli abbiamo ascoltato il Presidente Paolo Barelli che la invita a  continuare fino al 2022, dato l’annuncio della candidatura italiana per i Campionati europei. Gran parte della diffusione del nuoto nasce da processi imitativi legati ai nostri grandi campioni di un tempo. Adesso abbiamo una generazione che si è avvicinata al nuoto vedendo le imprese di Rosolino, di Fioravanti e dell’epoca d’oro di Sidney 2000, quindi c’è un effetto di trascinamento indispensabile. Questa comunicazione allargata avviene principalmente attraverso media che non si occupano di aspetti sportivi, in quanto marginali ed elitari. I media sportivi tendono a occuparsi maggiormente delle questioni private. Tuttavia fa parte del gioco, ma non bisogna limitarsi a tutto ciò. È un elemento di spinta, ma è necessario che si parli anche degli aspetti tecnici, per stimolare lo studio e l’approfondimento che gli allenatori devono svolgere.

Possiamo chiederle un saluto per i lettori e i follower di Nuoto•com?

Saluto tutti volentieri, perché coloro che si occupano di nuoto sono amici, in senso lato. Sono amici di questo mondo, sul quale io ho investito praticamente tutta la mia attività professionale e la maggior parte del mio tempo, pertanto li sento molto vicini. Oltre a salutarli e ad invitare a seguire le gesta dei nostri atleti, esorto tutti quelli che lavorano in questo settore a studiare, ad approfondire: è l’unico elemento che può fare la differenza.

Ph. ©Giorgio Scala/DeepBlueMedia

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