Le storie degli altri

Nel 1831 in Francia si contavano 78 stabilimenti per i bagni pubblici, con 1374 vasche a disposizione della comunità: prova della diffusione dell’importanza attribuita al bagno e al nuoto come pratica d’igiene pubblica.
Quest’attività era talmente considerata da far organizzare anche un sistema di bagni a domicilio con 1059 vasche mobili da utilizzare a richiesta.

Nel 1833 furono organizzate le prime gare di nuoto ufficiali in Germania. A volerle fu uno dei capiscuola della ginnastica europea, Johann Guts Muths, la cui importanza per lo sviluppo del nuoto, come disciplina che si opponeva alle leggi della gravità e del movimento, secondo lo spirito romantico delle discipline ginnastiche, non si riduceva al compito d’esecutore. Nel 1798 aveva curato la pubblicazione di un testo Kleines Lehrbuch der Schwimmkunste, edito a Berlino, oggetto di pratica e di studio per molto tempo che traduceva l’opera del canonico napoletano Oronzio De Bernardi, del 1775 L’uomo galleggiante, ovvero l’arte ragionata del nuoto. A questo lavoro fece seguito un accurata opera di proselitismo verso il nuoto e l’insegnamento basato sull’apprendimento a secco.

La storia del nuoto ungherese è abbastanza antica e gloriosa. Nel 1833 per esempio si sa che un facoltoso imprenditore, un certo Gyorgy Mayer, aveva aperto sul Danubio uno stabilimento balneare con funzione di bagno pubblico e scuola di nuoto per borghesi. La costruzione, realizzata da zattere e chiatte, abbracciava un largo perimetro di costa vicino a Pest. Il notevole successo dell’iniziativa, con cinquecento-seicento giovani ad imparare il nuoto ogni anno, trovò una aperta ostilità dei militari di Buda che difendevano il primato della loro scuola, sorta nel 1817 (nella foto la squadra ungherese alle olimpiadi del 1896).

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