La gara più importante di Rikako Ikee

Ogni grande manifestazione porta con sé delle storie, dei protagonisti. Mentre ci affacciamo alla diciottesima edizione dei Campionati mondiali, un pensiero va a chi non potrà disputarli. Va a Rikako Ikee, la giovanissima fuoriclasse giapponese che a febbraio annunciò di avere la leucemia. L’Oriente è ancora sotto shock, ma Ikee è forte.

“La batterò, si può guarire“.

Tutto cominciò durante un collegiale in Australia, la diciannovenne si sentì male e tornò a casa per i dovuti accertamenti. E poi quel Tweet a febbraio, da far gelare il sangue: “Mi è stata diagnosticata la leucemia. Non riesco a crederci e sono sconvolta“. È una battaglia più dura di una vittoria mondiale. La piccola stella nipponica non ci sarà a Gwangju, ma userà tutta la sua forza per sconfiggere la malattia.

“Mi dedicherò alle cure e mi sforzerò di mostrare una Rikako Ikee ancora più forte”.

Le parole di una ragazzina minuta dal coraggio immenso, le parole di chi vuole tornare ad allenarsi il prima possibile, di chi non si arrende.

Specialista della farfalla, ha rinunciato ai Campionati nazionali di Aprile fondamentali per la qualificazione alla rassegna iridata in Corea. Malgrado la giovanissima età, Ikee era già sotto le luci della ribalta del mondo del nuoto con le superprestazioni ai Giochi asiatici, dove portò a casa un bottino di sei medaglie del metallo più prezioso.

È dura, è durissima, ma non voglio perdere

È ciò che scrive su Twitter. Tanto il supporto intorno a lei:  tifosi, amici, e anche da parte delle avversarie, sul piano vasca, ma non nella vita. Una commossa Sarah Sjostrom le ha mandato tutto il suo affetto attraverso un post Instagram, con una foto che le ritrae insieme, sorridenti, durante una seduta di allenamento, ciò che più amano fare. Lo stesso ha fatto Daichi Suzuki, oro olimpico di Seul 1988.

Un incubo che sembra ricalcare quello vissuto dal nuotatore di acque libere Martin Van Der Weijden, che come Ikee scoprì a diciannove anni di avere la leucemia. L’ha accettata e con tenacia  e determinazione si è messo in gioco. L’ha sconfitta ed è tornato in mare, più forte di prima.  Nel 2008, a Pechino a vinto l’oro Olimpico nella 10 km. E proprio Ikee era stata scelta come icona delle Olimpiadi di Tokyo 2020 e ad un anno di distanza, la speranza è quella di vederla volare in vasca.  E che il finale sia lieto, che sia una bella storia proprio come quella di Martin. Ganbatte, Ikee.

Foto © Giorgio Perottino/Deepbluemedia/Insidefoto

 

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