Olimpiadi dell’Appennino: il progetto prende forma

“Olimpiadi 2032 a Firenze e Bologna”: quella che sembrava poco più di una boutade lanciata dal sindaco di Firenze lo scorso 9 settembre rischia di diventare una candidatura ufficiale e credibile.

Il gruppo editoriale QN – La Nazione – Il Resto del Carlino ha organizzato a Palazzo Strozzi di Firenze un convegno moderato dall’editore Andrea Riffeser Monti e dai direttori dei due quotidiani, Agnese Pini e Paolo Giacomin e al quale hanno partecipato numerose personalità dello sport della politica e dell’imprenditoria.

Dario Nardella, sindaco di Firenze: “Un piccolo miracolo, l’aver messo insieme due presidenti di regione e due sindaci di città capoluogo. L’idea delle Olimpiadi a Firenze e Bologna non è nuova per Firenze e non è una boutade velleitaria. Parliamo di un progetto che può essere realizzabile concretamente e sostenibile, in due città che rappresentano in pieno il meglio del made in Italy. Il Comitato olimpico internazionale ha modificato i criteri: non si assegnano i giochi più a una sola città, ma anche a una regione intera. In questo momento il candidato più accreditato nel 2032 è il Queensland, una regione dell’Australia più grande di tutta l’Italia messa insieme. Quindi c’è un’attenzione verso un sistema di città e di regioni più che verso una sola città. Questo aspetto potrebbe essere per noi vincente”.

Virginio Merola, sindaco di Bologna: “Il percorso è tanto importante quanto l’obiettivo finale, abbiamo bisogno come comunità nazionale di condividere dei grandi obiettivi, Questa può essere un’Olimpiade sostenibile e diffusa. Abbiamo acceso la miccia, adesso si tratta di mettersi al lavoro perché deve essere una miccia lunga. Credo che abbiamo tutte le condizioni per provare a candidarci e a vincere su un’idea nuova di Olimpiade: non usa e getta, non accentrata in una sola città, ma un’Olimpiade che sia anche l’esposizione delle bellezze di un Paese com’è il nostro. Tutti vogliamo bene alla nostra capitale, ci rappresenta come italiani. Non starei a impazzire a capire dove si fa la celebrazione del comitato olimpico. Possiamo chiedere alla sindaca della capitale che sia Roma a rappresentare la celebrazione iniziale e anche l’evento finale”.

Eugenio Giani, consigliere CONI: “Nei nostri territori si potrebbero fare tante gare in scenari splendidi. Per farcela dobbiamo essere coraggiosi e crederci con continuità, costanza e forza”.

The Olympic Logo ©IOC

 

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