Speciale gruppi sportivi militari: le Fiamme Oro

Il 4 novembre 1918 terminava la prima Grande Guerra, entrava in vigore l’armistizio di Villa Giusti e l’impero austroungarico si arrendeva definitivamente. Un anno dopo, il 4 novembre diviene ufficialmente festa nazionale, e ad oggi è l’unica ad aver attraversato decenni di storia italiana, dall’età liberale, al fascismo all’Italia repubblicana. Le celebrazioni del Giorno dell’Unità nazionale e della Giornata delle Forze Armate rappresentano un importante momento di unione e di identità nazionale, ma anche un punto d’incontro tra Forze Armate e popolo italiano. Oggi, come allora, le Forze Armate sono coloro che garantiscono l’Unità Nazionale e operano nell’ambito di coalizioni promosse dalle principali organizzazioni internazionali di riferimento quali l’ONU, la NATO e l’Unione Europea. Cogliamo l’occasione per presentare i gruppi militari sportivi, concentrandoci sugli sport acquatici. La prima puntata è dedicata Al Gruppo Sportivo Fiamme Oro.

Fondato nel 1954, comprende 41 discipline sportive praticate in 9 centri nazionali, dove il più importante è a Roma. Il medagliere del Gruppo sportivo della Polizia di Stato conta ben 78 medaglie olimpiche, 275 titoli mondiali, 278 titoli europei e 4.465 nazionali. Per approfondire il settore sport acquatici, abbiamo intervistato l’Ispettore Superiore Roberto Bonanni, coordinatore del settore sport acquatici. Lui, nato e cresciuto sportivamente nelle Fiamme Oro, si è laureato Campione del mondo nel salvamento per ben due volte e ha collezionato primati nazionali, continentali e mondiali: una carriera che ricorda con orgoglio. Tante sono le soddisfazioni che porta con sé anche dopo il ritiro dalle competizioni, in veste di tecnico e dirigente.

Ci racconta come si struttura il Gruppo Sportivo Fiamme Oro?
Il Gruppo sportivo delle Fiamme ha 9 centri sportivi nazionali dislocati su tutto il territorio nazionale, nei quali si svolgono 42 discipline con un totale di 328 atleti.Vi sono, inoltre, più di 40 sezioni giovanili con oltre 3.000 atleti tesserati e ci attiveremo anche per tutti i settori delle giovanili degli sport acquatici. Alla base della struttura c’è il Presidente, il dottor. Francesco Montini e il Vice Presidente Funzionario il dott. Flavio D’ Ambrosi. Io mi occupo di coordinare il settore sport acquatici, che si compone di nuoto, tuffi, nuoto sincronizzato e pallanuoto. Per quanto riguarda il nuoto c’è il Direttore tecnico Angelo Lorenzini, al quale riportano i tecnici: Germano Proietti, Andrea Nava, Mattia Pesce e Francesco Bonanni. Il Direttore Tecnico dei tuffi è Fabrizio De Angelis, e vi sono i tecnici Francesco Dell’Uomo, Luca Valenti e Anna Paola Tocchio. Io stesso ho aperto al nuoto sincronizzato e sono anche Direttore tecnico ad interim e poi c’è Mariangela Perrupato in veste di tecnico. Lei è una sincronetta meravigliosa: ha fatto due Olimpiadi, ha inventato esercizi di pregevole fattura e molto apprezzati durante gli assoluti. Sono molto contento della scelta: è davvero brava. Dallo scorso anno abbiamo aperto anche alla pallanuoto femminile e speriamo si possano qualificare per le Olimpiadi e infine il nuoto pinnato. Abbiamo anche otto atleti paralimpici, l’unico Gruppo sportivo per quanto riguarda gli sport acquatici.

In base a quali criteri selezionate i vostri atleti? Che caratteristiche devono avere?
Chiaramente devono essere atleti molti forti, di altissimo livello. Io voglio creare un gruppo compatto e affiatato, non a caso sono sempre sul campo gara. Dieci anni fa, prima del mio arrivo, i predecessori non erano riusciti a creare i presupposti per comporre una squadra vincente e di così alto livello (e lo siamo in tutti i settori). Per quanto mi riguarda, io voglio creare un team forte, per questo sono piuttosto attivo, mi sposto sempre, sono ovunque, mi piace essere presente e vivere le competizioni. Lascerò questo ruolo tra un anno e mezzo, andrò in pensione abbandonando definitivamente lo sport con estremo piacere e soddisfazione: farò spazio a qualcuno che avrà voglia di dare supporto e motivazione a tutti gli atleti. Noi, come gruppo sportivo, puntiamo particolarmente sui giovani, poiché prevediamo che possano avere un grande futuro, pertanto abbiamo abbassato il limite da 18 a 17 anni. Questo, anche per una questione di concorrenza, nonostante cerchiamo di avere un buon rapporto con tutti gli altri gruppi, anzi con alcuni siamo piuttosto legati e tendiamo a cooperare, ma è normale volere gli atleti più forti, no?

Questa sarà una stagione importante. Quali sono gli obiettivi principali?
Assolutamente le Olimpiadi. Si tratta di una manifestazione unica e ci stiamo impegnando al massimo dall’inizio del quadriennio, non appena terminate quelle di Rio de Janeiro nel 2016. In Brasile abbiamo assistito tutti alla meravigliosa Casa Italia, ma c’era anche la nostra “Casa Fiamme Oro”. Un appartamento per noi coordinatori e Direttori tecnici di ogni sport, fatto appositamente per stare più vicino agli atleti e supportarli al massimo. Qualcosa di favoloso, che pensiamo di ripresentare anche in occasione di Tokyo. Vorrei che si qualificassero più atleti possibili e che ci regalino tante emozioni,così come tante medaglie. In particolare, tengo tanto anche agli atleti Paralimpici. Vorrei fare un concorso ad hoc per farli entrare in polizia come ruoli civili. Sono atleti forti.

Parliamo del  valore aggiunto che date agli atleti e società.
Grazie al Presidente della Federazione Italiana Nuoto Paolo Barelli, il grande vantaggio è che il 100% del punteggio che l’atleta acquisisce in gara viene dato sia alle società civili sia al gruppo militare di appartenenza. In ogni caso, chi gode particolarmente del nostro supporto sono gli atleti: diamo loro la possibilità di costruirsi un futuro, una carriera anche dopo il ritiro dalle competizioni. Poco prima dei trent’anni la maggior parte smette e deve costruirsi una vita, ricominciare da capo; invece questo modo, abbandonato l’agonismo sono tutelati: hanno una vera e propria professione da portare avanti e una retribuzione garantita.

Avete tanti atleti forti in squadra, chi sono le vostre punte di diamante?
In primis direi Gregorio Paltrinieri, un ragazzo fantastico,serio e umile. Nel 2016 avrebbe potuto cambiare società, invece grazie alla FIN, al suo essere lungimirante e al legame che ha con il Gruppo Sportivo Fiamme Oro è rimasto. E sarà così fino a Tokyo, poi deciderà lui che strada prendere. Da sempre siamo in simbiosi con lui, con il Centro federale di Ostia, la Federazione e con il suo allenatore Stefano Morini. Abbiamo anche altri talenti quali Ilaria Cusinato, i Campioni europei Margherita Panziera, e Alessandro Miressi. Atleti giovani come Niccolò Martinenghi e Thomas Ceccon, ma anche più esperti come Martina Caramignoli, Diletta Carli o Matteo Rivolta. Siamo una squadra fortissima e numerosa, perciò non vorrei dimenticare nessuno. Ricordo il primo atleta che ho preso Marco Orsi, ma anche Luca Leonardi, o Stefano Pizzamiglio, che quando è esploso da junior era davvero forte. Marco ha un talento e una potenza fisica esagerata, ha ancora qualcosa da dare al nuoto: se vuole, sono certo che può anche qualificarsi per le Olimpiadi di Tokyo.

A cosa sono dovuti i vostri risultati straordinari?
Posso affermarlo con certezza: abbiamo un organizzazione e una struttura all’avanguardia. Il grande merito va al Presidente Nazionale, dott. Francesco Montini e al Vice Presidente Flavio Montini. Due motori che hanno fatto delle opere straordinarie per il bene e la crescita del Gruppo. Un esempio sono i due concorsi l’anno per garantirci una squadra forte e di valore. Oltre a questo, sono molto abili in quanto a strategie e organizzazione, sono semplicemente i numeri uno, ed è grazie a loro che noi abbiamo gli strumenti per ben fare il nostro lavoro. Ci piacerebbe disputare nuovamente la coppa Brema, ovviamente non è più possibile per dar luce alle società civili, ma era un modo per avere maggior visibilità. Una manifestazione davvero molto avvincente, ma è giusto che la FIN sia democratica e che vada incontro a tutti.

Ci parli dei Paralimpici, categoria a cui tiene particolarmente. Se non erro siete l’unico Gruppo Sportivo Militare ad averli?

Si, nel gruppo ci sono: Marco Dolfin, Vincenzo Boni, Francesco Bocciardo, Francesco Bettella, Efrem Morelli, Giulia Ghiretti, Carlotta Gilli e Antonio Fantin. Sono una parte del mio cuore. Sono tutti Campioni del mondo e medagliati olimpici. Siamo l’unico Gruppo sportivo militare che negli sport acquatici vanta di atleti paralimpici, e anche molto forti. Sono persone fantastiche sotto tutti i punti di vista:serie, laureate con una forza morale pazzesca. A volte vorrei farli convivere con quelli normodotati in una gara o in un collegiale ad esempio, perché potrebbe essere un grande insegnamento. Questi ragazzi, nonostante tutti i lori problemi sono favolosi, maturi e sempre positivi. Ognuno di loro ha una storia da cui possiamo trarre ispirazione e capire che siamo persone fortunate. Tengo tanto a questi atleti. L’obiettivo è fare un concorso ad hoc per farli entrare in polizia come ruoli civili. Lo ripeto: sono l’emblema della forza.

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