“Amelia era un missile, io devo vivere come lei”

A quasi un anno dalla scomparsa della figlia, Corrado Sorrentino ha rilasciato un’intervista ai microfoni dell’Unione Sarda, della quale riportiamo alcuni passaggi particolarmente significativi.

Ricordiamo che sabato 16 novembre alle 16.30 nella chiesa di San Giacomo (Cagliari) verrà celebrata la messa per il primo anniversario, mentre  domenica 17 nella piscina Sicbaldi di Terramaini si terrà il primo trofeo Amelia Sorrentino organizzato dalla società sportiva Atlantide.

Il 16 novembre del 2018 sono morto, questo è l’unico modo per provare a rinascere. Sfruttare l’opportunità che mia figlia ha dato a me, a mia moglie e alla comunità: essere persone migliori.

Non sono credente. Se devo credere in qualcosa io credo in lei. L’ho vista nascere, crescere e morire. E morire in un modo per nulla normale. Deve esserci un senso.

Non ho perso nulla. Non potrò mai perdere nulla: mia figlia è con me. Fa parte di ogni cosa, del mio vissuto, non la perderò mai. Lei non era un treno, era un missile. Io devo vivere come lei.

In quest’anno ho avvertito la vicinanza di migliaia di persone. Alcune che neanche conoscevo, sono state colpite dalla vicenda e hanno deciso di starmi accanto. Mi arrivano messaggi in continuazione da persone che mi dicono: è successo questo e ho pensato a quello che dici tu, che senso ha arrabbiarsi?

Senza l’associazione non sarebbe esistito un percorso. Non potrei aiutare nessuno e allora nulla avrebbe più senso

A questo link trovate tutte le indicazioni per sostenere le attività della APS Amelia Sorrentino

Ascolta l’intervista completa sull’Unione Sarda.

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

 

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