L’incontro di Johnny col Nuoto

La scoperta dell’acqua.

Il contatto con l’acqua di John Weissmuller prima degli otto anni si limitava all’orribile esperienza del bagno del sabato sera.  Mamma Elisabeth lo piazzava in una vecchia vasca da bagno in porcellana e lo strigliava per bene. Un giorno, però, gli comprò un paio di braccioli e lo spedì a mollo nel lago Michigan, al largo di Fullerton Beach, a Lincoln Park.
John raccontò così quel momento: “Non so davvero spiegarlo, ma per me è stato come tornare a casa. Avevo trovato il mio elemento”. Il Nuoto un inferno? Per me è stato più facile che imparare a camminare”.

Salvarsi la vita.

Si disse spesso che Elisabeth avesse portato John in spiaggia su consiglio del medico, per salvarlo da una cattiva salute che lo avrebbe portato alla tomba. Niente fu più falso.  Ma forse il nuoto gli salvò davvero la vita. Per sua stessa ammissione, John nella sua giovinezza era stato un selvaggio. Aveva cominciato facendo scherzi infantili, come strappare coni gelato alle vecchiette, ed era passato a infrazioni più pesanti come spezzare i cavi del tram o far saltare lattine di tabacco riempite di sali di potassio esplosivi sulle rotaie. Poi era finito agli scontri di strada tra bande.

La lezione.

Un giorno si trovò all’angolo. Sei teppisti della parte avversa minacciavano di fargliela pagare. Lui si sentiva un duro, anche perché faceva un po’ di boxe, ma quella volta se la vide davvero brutta. Per fortuna nel momento peggiore saltò fuori il classico poliziotto di strada irlandese che intervenne e mise fine al tutto. La cosa strana fu che invece di portarlo dentro, quello sbirro, gli diede una pacca sulla testa e gli fece i complimenti per il coraggio dimostrato. Il prete della parrocchia della sua scuola, però, non gli fece nessun complimento. Quando seppe della cosa gli diede una gran pacca sul sedere e gli ordinò una lunga penitenza da fare in ginocchio a suon di Ave Maria. Probabilmente non ci furono solo le Ave Maria, perché Elisabeth lo trovò quasi svenuto e pieno di segni sulle dita da colpi di righello e così lo portò via da lì e lo iscrisse, insieme al fratello Pete, alla Menier Public School, un luogo decisamente migliore per la formazione di un giovane. Jhon aveva 12 anni e in quella scuola cominciò con nuoto e boxe. Ad un certo punto fu talmente preso dallo sport, che dichiarò pubblicamente di preferirlo alle ragazze.

La scelta.

Il padre Petrus era stato un allibratore. Sia Jhon che Pete erano caduti in quella tentazione. Per John tutto finì quando iniziò col nuoto. Il suo entusiasmo per il nuoto fu tale che dimenticò qualsiasi altra cosa. Mentre Pete affondava sempre più profondamente in quella vita di tentazione, John si drogava col suo programma di preparazione atletica . Buona salute e lavoro duro diventarono il suo vangelo. Ad un certo punto dovette abbandonare la scuola per lavorare. In casa servivano soldi. Fece il fattorino, il lift man, lo strillone. Ma nel tempo libero non smise mai di frequentare la scuola di nuoto. Nel 1916, entrò a far parte della squadra YMCA, un vero colpo. Non passò troppo tempo che fece l’incontro della vita. La provvidenza gli mise davanti quasi per caso, l’uomo che avrebbe fatto di lui la più famosa star del nuoto olimpico. Nella foto il giovane Johnny Weissmuller con un gruppo di amici “Lifeguards”.

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