Massimo Giuliani, un CT che ha accompagnato la crescita del nuoto in acque libere

Nessun Commissario Tecnico ha mai potuto raccontare, osservare e condizionare la crescita di una disciplina sportiva per così tanto tempo. Vederla “nascere”, crescere e raggiungere risultati inaspettati. 25 anni di un settore che inizialmente era vissuto in modo quasi-pionieristico e che oggi rappresenta una realtà di riferimento a livello internazionale. Un gruppo di lavoro come pochi: l’esperienza di Giuliani, l’esperienza sul campo di Stefano Rubaudo e giovani tecnici che si mettono in discussione, sono gli ingredienti per un progetto vincente. Un gruppo che al suo interno si apprezza e si valorizza.

“Quello del Commissario Tecnico è un ruolo molto complesso, non si deve sostituire ai tecnici di società; per la Federazione deve supportare lo sviluppo, non solo attraverso i risultati ma anche con proposte ed idee. Il CT deve avere una visione condivisa con i vertici federali e fare da collante con l’attività delle società”. Questa e l’idea di un determinato e fiero Massimo Giuliani, oggi forte più che mai dell’esperienza di Commissario Tecnico, ma anche dell’importante percorso da amministratore pubblico, prima assessore e poi Sindaco del Comune di Piombino (fino allo scorso giugno – 2019).

 

NPC Il nuoto in acque libere: che evoluzione ha avuto questo settore negli anni? 

MG Ancora negli anni ’50, nei verbali di gara, i giudici per regolamento dovevano specificare se l’acqua fosse dolce o salmastra. L’abitudine al nuoto in piscina ha portato un repentino allontanamento dal mare. Poi in Italia, intorno alla fine degli anni ottanta, iniziò a svilupparsi e costituirsi il settore “fondo”.
Il mio rapporto con il nuoto in mare è iniziato per caso. Io facevo l’allenatore di nuoto: un mio atleta, Roberto Merlini (ora tecnico ndr), mi spinse a prepararlo per le acque libere, finché conquistò un titolo italiano.
Il settore è cresciuto in modo un po’ pionieristico, empirico, fino alla fine degli anni novanta. Poi nel 1998, in occasione dei Campionati del Mondo di Perth, si sono registrati i primi risultati importanti, tra tutti emergeva Luca Baldini. Dal 2000 il settore si è evoluto ulteriormente, tanti grandi risultati con Viola Valli, che dal 2000 al 2003 ha vinto tutto ciò che era possibile.
Nel 2005 venni contattato da uno dei referenti di settore della FINA, che mi comunicò l’ingresso della 10 Km in acque libere nel programma olimpico, a partire dai Giochi di Pechino 2008. Un risultato ed una notizia epocale per il nostro settore, una spinta per fare ancora meglio. Cosi, tra il 2005 ed il 2006, in particolare dopo i Mondiali di Napoli (2006) in cui la nazionale raccolse solo due medaglie di bronzo, abbiamo dovuto e voluto rivedere completamente il progetto, con particolare attenzione al settore femminile. Dal 2006 è iniziato un nuovo percorso che ci ha portati a raccogliere riscontri senza precedenti, soprattutto nel settore femminile: Consiglio, Bruni, Grimaldi, Franco.
Alle Olimpiadi di Pechino 2008 abbiamo portato due atleti: Valerio Cleri e la giovanissima Martina Grimaldi; non riuscimmo ad esprimere al meglio le nostre potenzialità, Cleri purtroppo arrivò quarto. Il 2008 però sancì un ulteriore momento di rinascita, che portò a successi e vittorie internazionali. Infine ci fu la medaglia di Bronzo di Martina Grimaldi a Londra 2012. Nel frattempo, con la crescita di altri atleti tra cui ad esempio Rachele Bruni e Simone Ruffini, cominciò a costruirsi una tradizione importante. Siamo arrivati a Rio 2016 e poi ad oggi, con le qualificazioni Olimpiche per Tokyo (intervista a Rubaudo – ndr).

GIULIANI Massimo, BONIFAZI Marco, MORINI Stefano ITA
Yeosu South Korea 13/07/2019
Open Water Men’s 5km
18th FINA World Aquatics Championships
Expo Ocean Park
Photo © Andrea Masini / Deepbluemedia / Insidefoto

 

NPC Su cosa si è puntato per la crescita del settore? 

MG Si continua a sperimentare attraverso studio e tecnologia. Nel recente convegno per Allenatori FIN, per esempio, Fabrizio Antonelli ha portato una relazione molto interessante sul controllo ed il monitoraggio degli atleti con rilevazione cardiaca in telemetria. Grazie al supporto della Federazione Italiana Nuoto abbiamo iniziato ad utilizzare i cardio-frequenzimetri nel nostro settore già dal 2005, quando la tecnologia non era così precisa e avanzata come ora. L’utilizzo di questi strumenti ci ha permesso addirittura di contribuire al loro sviluppo, dando riscontri alle aziende su criticità e problematiche.
Abbiamo creato inoltre una sorta di intranet di settore, con cui venivano condivisi calendari, articoli, allenamenti, e commenti, per poter condividere e confrontarci. Qui i tecnici davano anche feedback sul percorso di allenamento e sulla risposta degli atleti. Testimonianza dell’indiscutibile crescita del settore è anche vedere campioni di nuoto in corsia vivere parallelamente l’esperienza delle acque libere, Gregorio Paltrinieri ne è testimonianza.

Massimo Giuliani
Convegno Allenatori di Nuoto 2019
Federazione Italiana Nuoto – Settore Istruzione Tecnica
FIN – SIT
Riccione (RI) 22-24 novembre 2019 22/11/2019
Palariccione
Credits: Claudio Zamagni/Deepbluemedia

 

NPC Quanto questo percorso di crescita del settore ha contribuito a creare cultura del movimento, anche al di fuori delle competizioni ?

MG In effetti oltre al movimento Master si è creata una vera e propria cultura dell’attività natatoria in acque libere. L’Italia è piena di splendide coste che possono essere valorizzate tramite le attività in acque libere, con attenzione al territorio e al turismo sportivo. In effetti le coste ed i porti, da sempre, sono le anticamere dell’entroterra: ospitalità ed accoglienza delle città bagnate dal mare sono storicamente uniche. Di fatto attraverso lo sport si può fare cultura sportiva ma anche far conoscere storia e tradizioni del territorio.
Nuoto e sicurezza sono due concetti che vanno a braccetto, grazie al gran lavoro che ha fatto e che sta facendo la Federazione Italiana Nuoto.

PALTRINIERI Gregorio, GIULIANI Massimo ITA
Yeosu South Korea 15/07/2019
Open Water Training
18th FINA World Aquatics Championships
Expo Ocean Park
Photo © Andrea Masini / Deepbluemedia / Insidefoto

 

NPC Qual è il ruolo della comunicazione nello sport oggi ?

MG Un ruolo fondamentale. I mezzi sono cambiati e con loro la modalità di comunicazione in funzione dello strumento e del target di riferimento.
Chi fa comunicazione ha l’importante responsabilità di dare informazione precisa e puntuale.
Winston Churchill nel 1950 diceva ‘nel tempo in cui la verità si mette i pantaloni, la bugia ha già fatto il giro del mondo’, oggi la bugia farebbe migliaia di volte il giro del mondo nello stesso tempo…
Il tema dell’immediatezza è caratteristico della comunicazione di oggi, anche per la facilità di reperimento delle informazioni, però è fondamentale anche la conoscenza, andare oltre, dare fondamento a quanto si racconta.

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