Il sogno di Olympia

Chi era De Coubertin?

Pierre De Coubertin (1863/1937) era un nobile. Non solo d’animo. Era barone. Ebbe una formazione cattolica in un mondo sempre più laico e studiò parecchio. Lo interessavano soprattutto la letteratura, la storia, la pedagogia e la  sociologia. Il suo pallino era fare qualcosa per migliorare il sistema educativo e la sua idea più bella fu quella di usare lo sport per farlo.

I suoi viaggi.

Naturalmente aveva viaggiato. Dai suoi viaggi nacquero molte delle sue ispirazioni. Lo colpì soprattutto la visita ai college inglesi e americani. In particolare gli piacque ciò che si faceva nel collegio di Rugby e il gioco  che aveva preso quello stesso nome. Quel gioco e la sua simbologia di legame tra gli uomini, lo appassionarono moltissimo.

La campagna di promozione.

La sua campagna di promozione dello sport scolastico cominciò con pubblicazioni di piccoli libri e articoli. Quei testi parlavano di rigenerare la società attraverso l’educazione fisica e morale delle élite. In Francia c’era stata la guerra coi prussiani e la comune di Parigi. Due carneficine che avevano demolito la nazione. Lo sport avrebbe ridato ai francesi  lo spirito per prepararsi alle lotte della vita che li aspettavano.

Studi sull’antica Grecia

Come tutti gli uomini colti del suo tempo era affascinato dall’archeologia. Nel 1875 e nel 1881 una spedizione tedesca aveva ritrovato i resti di Olympia (spedizione Curtius). Quella scoperta fu per lui una folgorazione che risvegliò dall’immaginario della sua infanzia le storie che lo avevano scaldato. Così scaturì l’idea che ci voleva. Avrebbe ridato vita ai Giochi Olimpici.

L’annuncio

Annunciò la sua profezia a 26 anni, il 25 novembre 1892. Espose la sua idea alla Sorbona, davanti ad un pubblico notevole. Nessuno capì cosa volesse fare davvero, ma il suo entusiasmo fu contagioso. Tra i suoi primi seguaci ce ne furono due che avrebbero contato molto: Charles Herbert, il segretario della Amateur Athletic Association (AAA) e William Sloane, professore dell’Università di Princeton.  Dalla amicizia con loro nacque il più bel progetto sportivo che si sarebbe mai visto nella storia. Nella foto i resti dello stadio di Olympia.

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