Speciale gruppi sportivi militari: Il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito

Dopo la prima puntata dedicata alle Fiamme Oro, continua il nostro excursus tra i gruppi sportivi militari. Il mese di dicembre lo dedichiamo al Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito, attraverso un’intervista con il Capo della 1^ Sezione Agonistica, il Tenente Colonnello Marco Pietro Carfì. Costituitosi nel 1960 con il nome “Centro Sportivo Esercito” in occasione delle Olimpiadi di Roma, nel 2008 ha avviato un progetto finalizzato alla massima espressione durante i Giochi Olimpici di Rio 2016, che ne ha conseguito la nuova e attuale denominazione. In dieci anni, il Gruppo ha contribuito notevolmente ad arricchire il medagliere internazionale azzurro e vanta ben otto delle trentadue medaglie azzurre conquistate nella spedizione olimpica brasiliana: quattro di esse appartengono alla sezione nuoto e tuffi.

Ci racconta come si struttura il Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito?
La struttura del Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito è comandata dal Colonnello Remo Del Favero ed è coordinata dall’Ufficio Sport del V Reparto dello Stato Maggiore dell’Esercito, che definisce la policy e le discipline sportive di interesse della Forza Armata, che fanno riferimento alle relative Federazioni sportive nazionali. Il compito dei Dirigenti e dello staff tecnico è quello di assicurare ai propri atleti le migliori condizioni per allenarsi per figurare al meglio sia in ambito nazionale che internazionale. Siamo orgogliosi dei nostri risultati, specie di quelli ottenuti nell’ultima olimpiade, che dimostrano il livello di professionalità e la passione che animano tutto il personale dell’Esercito. Il nostro team si impegna concretamente per tenere alto il tricolore nazionale. Grazie a tale lavoro, siamo riusciti nel nostro obiettivo di trasmettere valori concreti di passione, professionalità, rispetto delle regole, affrontando ogni giornata con coraggio, spirito di sacrificio, lealtà e abnegazione.

Quali sono i risultati che vorrebbe mettere maggiormente in risalto?
In primo luogo, quelli Olimpici: le due straordinarie medaglie di Gabriele Detti nei 400 stile libero e 1500 stile libero, il meraviglioso argento di Rachele Bruni nella 10 km in acque libere, di cui andiamo particolarmente fieri, trattandosi di una atleta che si allena presso il nostro centro sportivo e seguita direttamente dal nostro tecnico Fabrizio Antonelli, coadiuvato da tutto il nostro entourage. Da non dimenticare anche le varie medaglie europee e mondiali conquistate da Fabio Scozzoli, Federico Turrini, Piero Codia, Simone Sabbioni, Arianna Bridi, Federico Burdisso e di tutti i nostri rappresentanti nelle staffette, che hanno contribuito a rendere grande la Nazionale azzurra degli ultimi anni.

Oltre ai medagliati olimpici mondiali ed europei, avete tanti altri atleti degni di nota…
Abbiamo un gruppo di cui andiamo molto fieri, ricco di grandi campioni ma soprattutto di persone meravigliose anche a livello umano. Al maschile abbiamo i due capitani Fabio Scozzoli e Federico Turrini, mentre Erika Ferraioli e Laura Letrari sono le trascinatrici del movimento al femminile. Tuttavia, il gruppo è in continua evoluzione, i grandi sono ormai dei veterani e forti della loro esperienza, stanno indicando la strada ai più giovani, quali, tra tutti, Zazzeri, Vendrame, Ciampi, Burdisso che a loro volta rispondono al meglio, seguendo le orme di chi li ha preceduti con grande impegno e professionalità. Lato nostro, siamo orgogliosi e vogliamo sostenerli al massimo in questo percorso. Anche al femminile abbiamo un bel gruppo di ragazze, che desiderano emergere e fare bene: hanno tutte le carte in regola per puntare a Parigi 2024.

Lo scorso ottobre ha avuto luogo in Cina, la 7^ edizione dei Giochi mondiali militari, come giudica tale esperienza?
Questa manifestazione mi ha lasciato dei ricordi e delle emozioni indelebili. Innanzitutto ho avuto modo di constatare il crescente apporto fornito allo sport globale dalle forze armate, attraverso il CISM (ndr: Consiglio Internazionale dello Sport Militare). Un evento che ha potuto contare su circa 8000 atleti provenienti da 109 Paesi, che si sono confrontati in 32 sport al motto “Friendship Through Sport” . La Cina ha dimostrato un predominio quasi assoluto, frutto di investimenti che sono impossibili, attualmente, nel resto del mondo. Per quanto riguarda le gare in vasca, il livello è stato molto elevato: per raggiungere il podio erano necessarie prestazioni uguali o migliori rispetto ai primati personali degli atleti convocati. Questi essendo in un periodo di preparazione generale, tipico dell’inizio della stagione agonistica, non sono stati ovviamente in grado di migliorarsi, come prevedibile. Per quanto questo evento si svolga in un periodo non particolarmente favorevole della stagione agonistica, rappresenta ormai un ottimo banco di prova in vista degli obiettivi stagionali sia per il livello di organizzazione sia per il livello dei partecipanti. Considerati i numeri in campo , i risultati conseguiti dalla nostra delegazione sono stati ritenuti soddisfacenti e costituiranno la base da cui partire per le prossime sfide.

Secondo lei qual è il valore aggiunto che l’Esercito da ad atleti e società sportive?
Ad oggi, l’Esercito ha acquisito una fiducia crescente da parte della società civile. Trovo che questo sia un segno concreto di riconoscenza per ciò che i militari garantiscono in termini di sicurezza nazionale e internazionale, ma anche i valori che questi trasmettono quotidianamente attraverso lo sport. I militari specializzati del settore sportivo, come tutto il personale impiegato nelle operazioni in Italia e all’estero, incarnano pienamente il senso di responsabilità, l’efficienza e la professionalità che, a mio avviso, sono alla base di qualsiasi progetto vincente e sono quindi qualità ricercate sia dalle società sportive sia dagli atleti. Per questo ringrazio anche le società sportive civili per il lavoro fatto quotidianamente.

In che modo selezionate i vostri atleti?
La selezione degli atleti avviene in base ad una attenta osservazione delle caratteristiche degli stessi. Noi diamo un particolare occhio di riguardo alla loro possibile proiezione futura e cerchiamo di arruolare atleti che riteniamo in fase di crescita, poiché desideriamo contribuire al loro sviluppo e dare ad ognuno di loro l’opportunità di investire sulla propria carriera sportiva e professionale in modo sereno e competente.

Quali sono gli obblighi che devono osservare gli atleti?
Tutti gli atleti dell’Esercito devono essere consapevoli del proprio ruolo. Appartengono ad un’organizzazione che, orgogliosamente, rappresenta il Paese. Una volta raggiunta tale consapevolezza, si sviluppa in maniera naturale il senso della disciplina, lo spirito di sacrificio, la determinazione e tutte le attitudini che rendono un atleta un campione.

In conclusione, volevo ringraziare nuoto.com per questa opportunità. In occasione delle festività natalizie colgo l’occasione per augurare, a tutti gli sportivi e a tutti i militari impegnati in operazione in Italia o fuori dai confini nazionali, serene feste e soprattutto un nuovo anno all’insegna dei successi e della serenità.

 

Centro Sportivo Olimpico dell’Esercito: il sito ufficiale

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