Bracciate Azzurre: Walter Bolognani

Uno dei segreti della straordinaria crescita del nuoto è certamente la qualità del lavoro svolto a livello giovanile e alla sinergia fra la nazionale maggiore e quella junior. Ne parliamo con il commissario tecnico delle squadre nazionali giovanili, nonché colonna portante di Nuoto•com, Walter Bolognani.

Nuoto•com – Si sta concludendo un quadriennio che sicuramente è stato significativo per l’Italia del nuoto. Non è ancora tempo di bilanci, poiché mancano ancora alcuni mesi per l’appuntamento olimpico a Tokyo, ma come è stato questo percorso fino ad ora?

Walter Bolognani – Il triennio 2016-2019 ha rappresentato per l’Italia un crescendo che nessun Paese europeo è stato in grado di produrre. Una qualità complessiva ed una attuale profondità del movimento di alto profilo di cui è capace solo la Russia in Europa. Già questo da solo basta per definire quale sia stata la strada verso Tokyo. Ora rimane l’ultimo tassello, il più difficile, ma sono certo che il nuoto italiano sarà premiato per quello che merita …. e merita molto.

NPC – Dal 2008 è responsabile tecnico delle squadre giovanili: in che cosa consiste il suo ruolo?

WB – Realizzare un quadro più completo possibile del movimento giovanile, di quella base che costituirà domani la squadra assoluta. Il tutto senza omologarlo, ma conoscendo e stimolando le realtà operative del nostro Paese, confrontandomi con i tecnici, osservando centinaia di atleti, raccogliendo informazioni certo utili a me nel presente ed alla squadra assoluta nel futuro. Ma soprattutto utili ad una sempre più precisa operatività federale sul territorio. Riconducendo il tutto ad alcuni termini: viaggiare, osservare, offrire una disponibilità totale, condividere e indirizzare ove necessario. E ancora, gratificare ogni atleta con cui io entri in contatto, indipendentemente dalla sua posizione nei ranking regionali o nazionali.

NPC – Lei vive a stretto contatto con le nuove generazioni: che evoluzione c’è stata tra i giovani nuotatori da un punto di vista tecnico?

WB – C’è più attenzione ai cosiddetti dettagli, ma non ancora in modo sistematico. Mi riferisco a tutti i momenti in cui la tecnica di esecuzione può portare a differenze notevoli nel risultato finale. Il guaio è che se, io per primo, continuiamo a definirli dettagli, si finisce con il sottovalutare un elemento cardine per l’ottenimento della prestazione e si rimane in una direttrice fatta di serie e tempi, scordando che nello sviluppo a medio-lungo termine il “come” si fanno le cose prevarrà sempre sul “quanto”, inteso in termini di tempi di percorrenza. Questo deve essere il mantra dei giovani e per i giovani.

NPC – E per quanto riguarda l’approccio mentale? È tutto un gioco o c’è tra i giovani la consapevolezza e la ricerca di voler fare del nuoto una scelta di vita?

WB – Per quanto concerne i giovani è fondamentale lavorare sulla consapevolezza dell’importanza e del costo in termini di impegno, costanza e stile di vita che comporta l’aver scelto la strada dell’agonismo. I ragazzi sanno benissimo che non si tratta di un gioco ma di una opzione che prevede il mettersi in discussione. L’aspetto leggero, divertito, magari un po’ scanzonato fa parte dell’essere giovane e guai a toglierlo. Non scordiamo che la prima risposta che si riceve da un giovane alla domanda “perché nuoti?” è “perché mi piace”. Quanto al farne una professione, non direi che questo aspetto sia in cima ai loro pensieri.

NPC – Qual è la difficoltà maggiore nel relazionarsi con le “giovani leve”?

WB – Non trovo delle difficoltà oggettive. Da quando mi è stato proposto questo incarico ho cercato di applicare le direttive e lo stile federale interpretandolo con le mie caratteristiche quanto a sensibilità, approccio e gestione. L’ho sicuramente modulato a seconda delle situazioni e degli atleti che ho accompagnato. Non sta a me la valutazione sulla qualità del mio lavoro, deve invece essere mia la consapevolezza che rappresento un grande Paese e devo tutelare il lavoro dei colleghi che mi affidano i loro atleti. La “difficoltà” maggiore non riguarda la relazione con i giovani, l’unico ed inevitabile problema è rappresentato dalla mia carta d’identità, ossia dagli anni che passano. Giovane è sinonimo di freschezza nell’accezione più ampia, e di questo il giovane ha bisogno.

BOLOGNANI Walter ITA
Warm Up
Day00 24/08/2015 – OCBC Aquatic Center
V FINA World Junior Swimming Championships
Singapore SIN Aug. 25-30 2015
Photo A.Masini/Deepbluemedia/Insidefoto

 

NPC – Dovendo gestire e coordinare i giovani atleti, ritiene che sia da tenere sotto controllo in modo importante la gestione dell’identità digitale social network?

WB – La mia presenza nei social-media (Facebook) è sostanzialmente finalizzata a conoscere meglio gli atleti attraverso la loro (iper)attività nella rete. I millennials hanno aperto gli occhi in un momento in cui è esplosa la frenesia da “presenza/like nei social” e vivono tutto questo come “la normalità”. La problematica a mio avviso sta nel fatto che tutte le generazioni precedenti avevano avuto negli adulti in generale i riferimenti che proponevano loro le basilari dinamiche di interazione sociale. Per la prima volta nella storia dell’uomo sono i ragazzini a proporre agli adulti una modalità diversa e comunque a possedere uno strumento dalle potenzialità mostruose e del quale la conoscenza dei “vecchi” è inferiore a quella dei teen-agers. Una sorta di corto-circuito generazionale che cerchiamo di modulare sia pure con enorme fatica. Diciamo pure che per ora non ce la stiamo facendo, e questo ci indirizza ancora di più verso la costruzione di una consapevolezza e di una scala di priorità. Serve a tutti (noi e loro) un confronto sereno, semplice e pacato (i giovani possono essere inesperti, ma non sono certo scemi)

NPC – Dalla giovanile alla nazionale assoluta: alcuni atleti ce la fanno! Su cosa si basa il costante confronto che necessariamente deve esserci con Cesare Butini, il direttore tecnico della nazionale assoluta?

WB – Si traduce in un fitto scambio di informazioni di carattere tecnico, comportamentale e su quelle che sono le peculiarità di ogni atleta che si potrà approcciare alla nazionale maggiore o che potenzialmente ha i presupposti per distinguersi ora o in futuro. Per favorire e codificare in modo semplice il flusso di informazioni ho realizzato da poche settimane un form online in cui tutti i tecnici di atleti giovani (2002 e seg. maschi e 2003 e seg. femmine – ad oggi in 170 hanno risposto spontaneamente) possono inserire le informazioni chiave per una raccolta dati che serva a dare una immagine meglio definita del nuoto giovanile (qui il link al questionario). Questo passaggio, aggiunto ai diversi feedback che trasferisco al DT, ha per me una grande importanza.

BOLOGNANI Walter BUTINI Cesare ITA
1st European Olympic Games
Baku Azerbaijan 12-28/06/2015
Photo Andrea Masini/Deepbluemedia/Insidefoto

 

NPC – Membro della Commissione Tecnica della Confederazione Mediterranea di nuoto COMEN, Web Communication Manager per LEN. Come riesce a conciliare il tutto?

WB – Gli appuntamenti COMEN sono un paio nell’anno mentre l’attività per LEN è stimolante e mi permette di coltivare la passione per la comunicazione che ho da sempre. Anche il recente inserimento nel direttivo della World Swimming Coaches Association non si sostanzia con impegni che inficiano la mia attività principale, quella federale. Nella vita si possono fare molte cose, l’importante è cercare di farle al meglio delle proprie capacità ed avendo ben chiare le priorità, altrimenti è opportuno saper dire di no e ringraziare.

NPC – Quale è stata, fino ad ora, la sua più grande soddisfazione professionale?

WB – Stare a bordo vasca con dei giovani che ti regalano la loro fatica inseguendo il loro sogno è il massimo che si possa chiedere dalla vita ed è la situazione ideale per tenere alta la tua adrenalina e la tua volontà di restituire loro tutto quello di cui disponi.
Se invece mi attengo strettamente alla domanda, le risposte sono: come allenatore di club penso a Trento ed alle due Olimpiadi a cui ha partecipato un mio atleta (Renè Gusperti 1992-1996) a cui aggiungo il titolo italiano assoluto riportato a Modena nel 2004 dopo oltre 50 anni da una atleta della città Emiliana, Sara Giovannoni.
Come tecnico federale non posso che rispondere che me ne sono state regalate troppe per stilare una classifica.

NPC – Una federazione come nessun’altra, risultati eccellenti in continua crescita. Qual è il segreto dal suo punto di vista? Quali sono gli ingredienti fondamentali?

WB – La formazione dei tecnici, un buon numero di impianti sul territorio, una grande competitività a livello giovanile, una reale interazione tecnica, metodologica, esperienziale con quella che giustamente non si chiama più “periferia”. In Italia non ci sono “favelas” sportive contrapposte allo scintillio di grandi centri sportivi. Ci sono potenzialità di risultato ovunque. E questo è un altro aspetto raro o unico nel pianeta.

NPC – Che suggerimenti si sente di dare agli allenatori che seguono il settore giovanile?

WB – Studiare, osservare, informarsi e confrontarsi. Chiedere per sapere, per documentarsi, per avere un parere anche diverso dal proprio. Regalare la propria esperienza ad altri colleghi, svincolarsi dal credere di avere il segreto del successo in tasca, ma piuttosto cercare continuamente di raccogliere spunti per migliorarsi. Da ultimo non scordare che si è gestori di individui coscienti, non conduttori di mezzi meccanici.

NPC – Un saluto per i lettori di Nuoto•com

WB – Buona navigazione a tutta la tribù! Teneteci d’occhio e soprattutto grazie per aver scelto la nostra pagina per aggiornarvi sul mondo acquatico. Dateci una mano con i vostri suggerimenti ed indicazioni che possano essere utili per proporvi un servizio sempre più adeguato alle vostre esigenze. Grazie.

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