Bracciate azzurre – Vincenzo Boni: “A Tokyo 2020 con la cazzimma per dimenticare l’amarezza di Londra”

La cazzimma per il riscatto. Da buon napoletano, Vincenzo Boni si è già messo alle spalle il Mondiale di Londra dello scorso settembre, in cui non sono arrivate le medaglie sperate dopo che il trentunenne delle Fiamme Oro e del Caravaggio Sporting Village aveva fatto da portabandiera azzurro nella Cerimonia d’apertura. Lo sguardo di Vince è già verso Tokyo, dove l’aspetta la seconda avventura paralimpica dopo la prima volta di quattro anni fa a Rio con tanto di bronzo nei 50 dorso S3, da vivere insieme alla fidanzata e compagna di Nazionale italiana, Carlotta Gilli.

Nuoto•com: Questo 2020 cosa vuol dire per lei?

VINCENZO BONI Non posso dire che sarà l’anno della svolta, perché sto andando incontro alla seconda Paralimpiade, qualcosa che non avrei mai pensato a inizio carriera agonistica. Dev’essere, invece, l’anno del riscatto dopo aver affrontato un Mondiale non da Vincenzo, con l’ansia e la paura che l’hanno fatta da padrone.

NPC Che cosa non ha funzionato?

VB Sono andato nel pallone da subito, quando gli altri gareggiavano e io non ero ancora sceso in vasca. Ho visto i loro risultati e mi sono spaventato: sono partito sconfitto ancor prima di gareggiare, qualcosa che non mi appartiene. Sto lavorando perché questo non accada a Tokyo: qualunque sia il risultato, voglio che arrivi con tempi che mi soddisfino e che dimostrino che ce l’ho messa tutta, medaglia o non medaglia.

NPC E dire che a Londra si era presentato da alfiere azzurro…

VB Essere il portabandiera ha fatto sì che aprissi il Mondiale in uno status emozionale alle stelle. Poi però, vedere l’Italia vincere il medagliere, ha accentuato il mio malessere per non aver contribuito a questo risultato: delle 50 medaglie, nessuna portava la mia firma. Per me è stato qualcosa di inusuale perché in passato ci ero riuscito sia agli Europei (5 nel 2016 e 3 nel 2018) sia ai Mondiali (3 nel 2015 e 3 anche nel 2017). Lo zero di Londra è ancora difficile da mandare giù.

 

Vincenzo Boni sfila con Alessia Scortechini nella Cerimonia d’apertura di Londra 2019 – Foto di Augusto Bizzi

 

NPC Da dove riparte la sua rincorsa al podio?

VB Dalle World Series di Lignano Sabbiadoro, a fine mese.  Sto nuotando con una testa diversa, ho lavorato molto sotto aspetto psicologico. In vasca, col mio allenatore Alessio Sigillo che mi segue dal 2015, abbiamo impostato allenamenti diversi rispetto all’anno scorso, visto anche un problemino alla spalla destra che non mi permette di esprimermi come vorrei, ma non mi limita mentalmente. Metto da parte dolore e stanchezza e Lignano voglio far vedere a chi mi dà già a fine carriera che può prendere questo pensiero e lanciarlo dalla finestra.

 

NPC Dunque, superati tutti gli scogli che l’avevano limitata nella passata stagione?

VB Questa paura di vincere è stata un qualcosa che mai avevo provato. In camera di chiamata, ero terrorizzato. Mi ha stupito perché in gara disolito mi trasformo in una bestia, mentre a Londra ero un agnellino: ho provato cosa vuol dire essere sconfitto e spero che non mi ricapiti più. Se proprio dovevo fallire una manifestazione, meglio farlo l’anno prima della Paralimpiade. Ora sono pronto a rimetterci la “cazzimma” che ho sempre avuto.

Vincenzo in azione – foto di Speedo International

NPC E come va con le “piccole paralimpiadi quotidiane” come le definisce il presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Luca Pancalli?

VB Vivo in centro a Napoli, a un paio di km dalla piscina. Per andare allenamento mi muovo in macchina, grazie ai comandi sul volante e, se non c’è traffico, faccio relativamente in fretta. Girare Napoli in carrozzina, invece, è un po’ complicato, trovi sempre la barriera archittenonica o il furbo di turno che te la crea. Viverla in piedi con scarsa deambulazione o in carrozzina è difficile: col “triride”, quando posso annullo le piccole barriere e mi godo la città in autonomia.

NPC Che cosa fa quando non nuota?

VB Quando non sono in vasca, in questo momento studio per qualche concorso. Adesso mi sto preparando per quello della Regione Campania, in attesa che si aprano concorsi per entrare in Polizia: sin da quando sono bambino sogno di vestire la divisa.

NPC E il gruppo sportivo delle Fiamme Oro, assieme alla sua società civile l’aiutano a inseguire i suoi sogni acquatici.

VB Sono l’unico agonista paralimpico della mia piscina, realizzata nel 2013, in cui c’è anche una squadra che sta crescendo a livello Fin, il Caravaggio Sport Village. Nuoto sempre da solo, ma per fortuna in trasferta posso respirare lo spirito di squadra grazie alle Fiamme Oro. Nei miei primi anni di agonismo ero veramente da solo e non conoscevo nessuno: entrare nel gruppo sportivo mi ha cambiato la visione di questo sport.

NPC E poi le ha permesso di conoscere anche la sua ragazza, Carlotta Gilli, anche lei campionessa tra le corsie…

VB È una fortuna sia come compagna di Nazionale sia di squadra. So che c’è posso contare sul suo supporto quando ho bisogno di qualcuno che condivida le mie emozioni, positive o negative che siano, perché sa cosa provo. Comunque, non ci isoliamo, so quando è tempo stare con i compagni e quando è tempo di riservarci un piccolo spazio per noi.

 

Carlotta e Vincenzo ai Mondiali di Londra 2019 – Foto di Augusto Bizzi

 

NPC Parlate mai di Tokyo e dei vostri sogni?

VB (Ride) La stimolo e la provoco. Se le dico “quando vincerai”, mi risponde: “Non cominciare”. È più “napoletana” di me, molto scaramantica. Comunque, avendo già vissuto l’esperienza di Rio, le racconto come funziona il villaggio olimpico, che cosa l’aspetta e così via. Ci piacerebbe fare una vacanza post Tokyo, ma non prenotiamo ancora, anche perché dopo ci sono eventi che possono richiedere la nostra presenza e preferisco che anche se li goda.

NPC Da spettatore, la scorsa estate ha vissuto anche un grande evento come l’Universiade nella sua città: com’è stato?

VB La Cerimonia d’apertura mi ha ricordato quella di Rio. Poi ho seguito qualche gara alla piscina Scandone ed è stato bella vederla rimessa a nuovo. Sono felice che Napoli abbia ospitato un evento del genere, è una meta che merita di essere vista da tutto il mondo.

NPC Le è piaciuta la Isl?

VB È stata un’esperienza pazzesca e ringrazio Speedo Italia per avermi invitato a un appuntamento così prestigioso. Mi è piaciuto tutto, dallo scenario al format di gara, una dopo l’altra. E poi c’erano grandissimi campioni in vasca: Dressel, Le Clos, Sjostrom, Pellegrini e tanti altri ancora. Credo che sia il futuro del nuoto perché è una manifestazione stimolante sia per gli atleti sia per il pubblico. Bello che la tappa di Napoli sia stata riconfermata per il 2020.

 

Foto di Augusto Bizzi e Speedo International

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