Il Team Veneto saluta il suo capitano

Il Team Veneto oltre che ad essere una grande squadra si caratterizza per essere una grande famiglia. Chiunque si avvicini a questa realtà non può restare indifferente. Io l’ho provato in prima persona: il supporto tecnico e formativo, il costante confronto, le opportunità per crescere e formarsi, per poter essere un tecnico migliore. Il tutto condito da sorrisi, passione e amore per il proprio lavoro. La consapevolezza di dover crescere ragazzi non solo come atleti ma anche come persone. La stanchezza di una stagione arrivata alla fine, lo sconforto di quando le cose non vanno come si vorrebbe. E la certezza di non essere mai soli. Di avere sempre qualcuno del Team con cui confrontarsi, sfogarsi, cercare soluzioni. Non sono banalità o cose scontate…no.

Davide Pontarin, che attualmente è presidente del Team Veneto, è stato anche allenatore di Andrea Toniato. E quando gli chiedo di Andrea la sua prima reazione è un grande sorriso.

Se dovessi raccontarti di Andrea potrei parlare per giorni, forse anche settimane. Mi limito a tre aneddoti che mi porto gelosamente nel cuore. Il primo è legato ad un ritaglio di giornale che è rimasto nel bagagliaio della mia auto per anni e mi ha accompagnato in lungo e in largo per l’Italia per quasi 400.000 km. 

Quando Andrea fu convocato alle Olimpiadi di Rio nel 2016 non puoi immaginare la mia gioia: era un altro pezzetto del suo mosaico, della sua carriera, che andava a posto. Il secondo ricordo che mi riaffiora alla mente è legato al nostro grande Maestro Gianni Gross che, dopo un record italiano ragazzi sfiorato di pochi centesimi per un arrivo fatto male nei 200 misti, lo soprannominò “nano veloce”. Da allora lo ha sempre chiamato così, e per lui ha sempre avuto buone parole, conoscendo bene la dedizione e la volontà di Andrea. Il terzo è legato all’ultima stagione vissuta fianco a fianco, quando venne a chiedermi “Ponta, hai voglia di allenarmi ancora?” e iniziammo la stagione 2017/2018 come se gli anni in mezzo non ci fossero mai stati. Bastava uno sguardo per capirsi; è stata una stagione impegnativa sia per me che per lui: Andrea stava sistemando casa e si stava preparando per il matrimonio con Elisa Cappellotto (ovviamente atleta Team Veneto!) e io ho perso mia madre. Ci siamo accompagnati l’un l’altro, ci siamo sostenuti e siamo riusciti ad arrivare alla medaglia ai Campionati Assoluti e la convocazione per i Giochi del Mediterraneo. E’ stato un onore per me essere poi presente al suo matrimonio e vederlo realizzato. 

Ci sono dei ragazzi che fanno gli atleti, poi ci sono degli atleti che diventano campioni, e poi ci sono quelli come Andrea, che diventano campioni ma soprattutto UOMINI. E credo di essere un allenatore fortunato ad averlo incontrato nel mio percorso, perché se è vero che il tecnico è importante nella carriera di un atleta, è anche vero che un atleta come lui ha permesso a me di crescere e di diventare un tecnico migliore!

Andrea Toniato insieme a Davide Pontarin e Cesare Butini

Alessandro Zulian e Nicola Zanon sono allenatori presso l’impianto Centro Nuoto Cittadella, dove Toniato è cresciuto come nuotatore. Zanon lo ha seguito da esordiente; Zulian era suo vicino di casa ed era il secondo allenatore al fianco di Pontarin, lo seguiva nella preparazione a secco e lo accompagnava nelle varie manifestazioni o collegiali.

Zanon: Ho seguito Andrea per 4 anni, da esordiente B ed A, un ragazzino veramente sul pezzo, con cui ho lavorato bene fino a portarlo, nel 2004, da esordiente A, a vincere 2 titoli italiani ai categoria estivi di Roma, nei 100 rana e 200 misti. Epiche, in quegli anni, le sfide nei 200 delfino con la fidanzatina dell’epoca, Elisa Cappellotto, con cui ora è felicemente sposato, dove, puntualmente, lei negli ultimi 50 metri metteva la mano davanti. Veramente un bravo ragazzo.

Zulian: Andrea per me è l’esempio di Atleta vero e proprio, quello con la A maiuscola, cosa che non tutti meritano. Parlo spesso di lui ai ragazzi più giovani perché possano trarre insegnamento da quello che è stato il suo percorso. E’ sempre stato un atleta completo, attento, meticoloso, sempre umile e rispettoso, cercava sempre la perfezione ben consapevole delle sue capacità, voleva superare i suoi limiti dando estrema fiducia a chi lo seguiva a bordo vasca.

Alessandro Chinellato è allenatore presso il Centro Nuoto Tezze, altro impianto annesso al Team Veneto. E’ stato per Andrea Toniato compagno di allenamento in corsia, compagno di squadra nel Team Veneto e nelle Fiamme Gialle, suo tecnico e compaesano.

Ci conosciamo ormai da più di vent’anni; ho avuto la fortuna di essere suo compagno di squadra e nell’ultimo anno e mezzo sono diventato il suo allenatore. Se penso a lui come atleta ho solo bei ricordi…Il periodo da tecnico per me è stato molto particolare: non lo so se sono riuscito a dargli qualcosa, ma sicuramente lui ha dato tanto a me. Mi ha fatto crescere, ha condiviso le sue esperienze e ha contribuito a far crescere un gruppo di giovani che sicuramente gli saranno sempre grati per quanto trasmesso. Dopo la sua ultima gara ci siamo abbracciati, ben consapevoli che si trattava di un arrivederci, perchè Andrea è stato e sarà parte integrante del Team Veneto.

Alessandro Zulian, Cesare Butini, Davide Pontarin e Alessandro Chinellato durante il Gran Galà di apertura della stagione 2019/2020

Luca Dotto, atleta azzurro e compagno di squadra di Andrea.

Il mio rapporto con Andrea nasce veramente un sacco di anni fa. Abitavamo a due passi l’uno dall’altro e alla fine ci siamo ritrovati a condividere l’esperienza olimpica insieme. Se ci pensi bene è una cosa incredibile. Stesso paese di origine, stesso impianto in cui abbiamo cominciato a nuotare (Centro Nuoto Cittadella), addirittura compagni di corsia! Fino a quando io sono andato a Roma a nuotare, e poi di nuovo insieme in ambito nazionale. Un sogno che ci accompagnava fin da quando eravamo piccoli e che poi si è effettivamente realizzato. Credo che io e Andrea dobbiamo veramente molto al Team Veneto: sono ben tre gli atleti che da un impianto così piccolo hanno realizzato il sogno più grande per un atleta, l’Olimpiade. Questo significa che la qualità del lavoro svolto dai tecnici non ha eguali! Abbinato poi alle qualità fisiche e caratteriali come quelle di Andrea, il risultato era garantito.

Arianna Barbieri, atleta azzurra, è stata un’altra compagna di avventure di Toniato: insieme sia nel Team Veneto che nelle Fiamme Gialle.

Non credo di sbagliare dicendo che conosco Andrea da più o meno 15 anni. Abbiamo mosso i primi passi al Centro Nuoto Cittadella e affrontato le prime fatiche e le prime vittorie (soprattutto lui) a livello giovanile. Negli anni successivi quando io mi sono spostata a Bologna  abbiamo condiviso l’arruolamento nel gruppo sportivo delle Fiamme Gialle e rappresentato la stessa squadra militare. Abbiamo gareggiato insieme con la maglia della nazionale italiana e la più recente è stata ad ottobre 2019 ai mondiali militari. Per me Andrea è sempre stato un amico in queste circostanze, un vero esempio di dedizione e passione per lo sport che amiamo tanto. E il mio compagno di disavventura in qualche gara andata male. Lui con una sola parola sa sempre dire la cosa giusta e trasmettere i valori dello sport. Mi mancherà moltissimo il mio collega, perché adesso con chi parlerò in dialetto veneto?! Gli auguro il meglio per la sua nuova vita e sono sicura che lo rivedrò in piscina.

Maria Laura Simonetto, ex nuotatrice della nazionale italiana, ex atleta team Veneto.

Conosco Andrea da quando era bambino e Gianni Gross (il nostro amato fondatore) lo chiamava “nano veloce”. Era giovanissimo quando si affermò come primo ranista del Team Veneto e partecipava alle competizioni nazionali di squadra come la Coppa Brema e il Campionato a squadre con noi più “vecchi”. Spesso a queste gare era il più giovane ma non per questo il più impreparato. Era sempre agguerrito e pronto a dare il centodieci per cento per la squadra. Andrea è sempre stato un animo gentile, sempre pronto ad aiutare e sempre allegro. Molto protettivo nei confronti dei giovani e pronto ad incoraggiarli dopo una gara andata male o durante gli allenamenti più duri. Quando era piccolino era soprannominato “World” da World Champion, perché tutti noi credevamo che sarebbe diventato il campione che poi ha dimostrato di essere, tanti anni dopo ha partecipato a europei, mondiali e Olimpiadi spesso arrivando da favorito. Andrea è l’atleta che tutti gli allenatori vorrebbero. Gran lavoratore, infaticabile, sempre pronto a quella serie in più, sempre pronto a dare il massimo. Infine vorrei sottolineare come Andrea sia stato per me un amico. Ho smesso di nuotare dieci anni e ogni volta che vedo lui e sua moglie adoro trascorrere del tempo in loro compagnia.

Ebbene si, lo sport è anche tutto questo. Ci sono le medaglie: alcune si mettono al collo e altre si mettono nel cuore.

 

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