Speciale Gruppi Sportivi Militari: Il Centro Sportivo Carabinieri

Con il mese di febbraio siamo giunti al quarto episodio dello Speciale Gruppi Sportivi Militari. Con Alessandro Mencarelli, Responsabile tecnico della sezione nuoto, presentiamo uno corpi più affascinati, avendo alle spalle un’importante storia e tradizione che risale al 1964: il Centro Sportivo Carabinieri.

 

Come si struttura il Centro Sportivo Carabinieri?

La struttura del nostro gruppo ha subito delle evoluzioni nel corso del tempo. Abbiamo cercato di diventare più professionali, poichè il contesto sportivo è cresciuto notevolmente: ad oggi il 90% degli atleti olimpici è composto da coloro che appartengono a gruppi militari. Il Centro Sportivo Carabinieri ha un organizzazione strettamente codificata con un comando ben preciso, dove a capo di tutto c’è il Colonello Gianni Massimo Cuneo. Il cuore è rappresentato dal reparto comando che sbriga tutte le pratiche che permettono agli atleti di avere tutta l’assistenza necessaria a svolgere il proprio lavoro in maniera ottimale. Al fianco di quest’ultimo, vi sono le sezioni sportive: ognuna di esse ha un proprio comandante e nel nuoto tale compito spetta al Maresciallo Capo Eric Del Bianco. Da non dimenticare anche le figure preposte al supporto degli atleti: primo su tutti il reparto tecnico, sia negli allenamenti che nelle gare, e lo staff sanitario composto da fisoterapisti, ortopedici, dottori, psicolgi e nutrizionisti. Nel 2017 la sezione nuoto ha aumentato il proprio blasone, grazie all’incorporamento del Corpo Forestale dello Stato, che ha portato un numero importante di atleti con un background ed un palmares di spessore. Tale fusione ha generato una ventata di entusiasmo tra gli atleti e tra i dirigenti che stanno facendo ingenti sforzi in termini di investimento per migliorare la rosa del team con ulteriori arruolamenti in una Federazione, la Federnuoto, che ad oggi è la più vincente in Italia.

Quali sono gli obiettivi principali di questa stagione?

Senza alcun dubbio le Olimpiadi di Tokyo di fine luglio e i Campionati europei di vasca lunga che si terranno a maggio a Budapest. È ovvio, che per arrivare a queste manifestazioni di alto livello sarà necessario qualificarsi ai prossimi Campionati italiani il mese prossimo: a tal proposito tutta la squadra sta lavorando per preparare al meglio questo appuntamento.

Qual è il valore aggiunto che apportano i Gruppi Sportivi militari al nuoto, ma anche allo sport in linea generale?

Potrebbe sembrare una risposta scontata, ma mi preme sottolineare che il valore aggiunto risiede nella possibilità di avere una struttura professionale che collabora sinergicamente con la Federazione per aumentare il livello prestativo degli atleti. Chiaramente, ogni ragazzo deve avere l’intelligenza di cogliere il massimo da questa opportunità di lavoro e pensare che l’arruolamento non sia la fine di un percorso ma l’inizio dello stesso. Posso affermare con certezza che in Italia, il trend sta cambiando molto, grazie a delle sezioni ben strutturate e di alto livello. Ad esempio, i nuovi ingressi, pur essendo molto giovani, sono in grado di trarre beneficio da un’opportunità come questa: coltivano la loro passione sportiva in totale serenità, certi di uno sbocco lavorativo una volta terminata la carriera agonistica.

Parliamo degli atleti, Il Centro Sportivo Carabinieri vanta la presenza di grandi protagonisti nel nuoto italiano, ma anche internazionale. Chi sono i trascinatori del gruppo?

Il Centro Sportivo Carabinieri ha avuto tra le proprie fila campioni del calibro di Marcello Guarducci, Massimiliano Rosolino, Davide Rummolo, ed Emiliano Brembilla, solo per citarne qualcuno, e nel tempo ha provato a mantenere uno standard qualitativo di altissimo profilo. Credo che ad oggi abbiamo il giusto equilibrio tra atleti molto esperti e giovani dalle buone prospettive; un ottimo presupposto per crescere ulteriormente. Sarebbe bello parlare di tutti, perché sono splendidi, educati e professionali, ma farò solo i nomi dei due attuali capitani: Samuel Pizzetti e Silvia Di Pietro, grandi atleti e dotati di forte carisma.

I risultati di cui va particolarmente orgoglioso?

Davvero difficile individuarne uno solo: tecnicamente mi sono emozionato parecchie volte. Io credo che tutti gli atleti arruolati in tutti questi anni abbiano dato un grande contributo e lasciato un segno indelebile tra i miei ricordi. Se devo proprio citarne uno, scelgo l’argento mondiale di Luca Dotto a Shanghai nel 2011. Quella medaglia, bella ed inaspettata, mi rese estremamente orgoglioso e sicuramente fu un apripista per la crescita di tutto il nostro movimento. Come concetto di squadra ricordo con estremo piacere tutte le staffette ai Campionati italiani assoluti dove gli atleti hanno lottato sempre per il gradino più alto del podio.

Quali sono i tratti distintivi dei vostri atleti? E una volta entrati nell’Arma, quali sono i loro doveri?

Gli atleti vengono selezionati in maniera diversa a secondo delle strategie di squadra e delle opportunità che man mano si vengono a creare. Abbiamo un dialogo molto fitto con tutte le Società ed i loro tecnici, pertanto cerchiamo di arrivare sugli atleti con delle prospettive importanti.
L’obiettivo è quello valorizzare atleti giovanissimi, ma allo stesso tempo di creare opportunità con atleti più esperti; in passato abbiamo arruolato atleti del calibro di Elena Gemo o la stessa Elena Di Liddo che sono arrivati nel gruppo, possedendo già un background di spessore. Grazie anche al nostro supporto hanno fatto un salto di qualità. I doveri principali per quanto ci riguarda sono: la serietà e la professionalità che tutti i giorni devono impiegare sia in piscina che fuori, perché rappresentano un’istituzione che merita un rispetto profondo. Essere Carabinieri è uno stile di vita.

Per concludere: quali sono i vostri punti di forza?

Dal mio punto di vista, la struttura e la storia che abbiamo alle spalle sono la nostra forza.  Grazie alle numerose figure professionali che da anni si confrontano con lo sport di alto livello,riusciamo a essere sempre vicino alle esigenze dei nostri atleti e offriamo loro un supporto costante nel percorso quotidiano. Inoltre, tutti gli atleti arruolati sono chiamati a fare un corso formativo ed addestrativo della durata di circa 30 giorni. Concluso l’iter, noto che i ragazzi maturano in fretta e il loro senso di appartenenza si arricchisce in maniera profonda verso l’istituzione. Il giuramento solenne con la divisa da cerimonia rimarrà uno dei ricordi più belli della loro vita.

 

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