Bracciate Azzurre – Andrea Vergani: “Il 2020 a tutta per dimenticare il 2019”

Torino, Milano, Riccione. Un trittico fondamentale di questi tempi per tanti nuotatori e tra questi anche Andrea Vergani, che ieri ha scaldato i motori nel galà della velocità alla Swim-To, la manifestazione di questo weekend al Palanuoto del capoluogo piemontese.

Ieri pomeriggio, subito un buon riscontro per il ventiduenne dei Nuotatori Milanesi, che ha sfrecciato nei 50 stile libero in vasca corta, una delle gare del Galà della velocità che ha ha aperto la rassegna torinese, trionfando in 21”76. Domani, Andrea va a caccia di conferme anche in lunga, per tornare quello che nel 2018 sì isso sul terzo gradino europeo e per dimenticare un 2019 non facile. L’Olimpiade di Tokyo è nel mirino.

 

Nuoto•com: Come è iniziato il suo 2020?

Andrea Vergani: Il weekend scorso ho gareggiato a San Marino e le sensazioni in acqua erano migliori rispetto a quelle del 2019. La Swim-To mi serve perché dà la possibilità di gareggiare sia in vasca lunga sia in corta nello stesso weekend. La corta si basa sulla tecnica, mentre in quella da cinquanta si lavora sulla nuotata: per cui ho la possibilità di vedere come sono messo su entrambi i fronti. Mi piace molto come è strutturato il trofeo.

Andrea Vergani alla conferenza stampa di presentazione del meeting Swim-TO

 

NPC Qual è il suo obiettivo in questo momento della stagione?

AV Avvicinarmi il più possibile in vasca lunga al 22”0 o al 21”9, per poi fare un salto di qualità quando scarico in vista degli Assoluti.

 

NPC Quale sarà il suo avvicinamento in vista di Riccione?

AV Dopo Torino, farò il Trofeo Città di Milano, che è il mio meeting di casa. Gareggiare davanti ai miei amici è bello, mi diverto sempre a gareggiare nella piscina in cui mi alleno tutti i giorni. Il livello è molto alto. Sarà l’ultima tappa prima degli Assoluti e devo arrivare in condizioni buone.

 

NPC Il 2019 è stato un anno molto difficile per lei, come l’ha vissuto?

AV Un po’ tutti sanno che quello che mi è successo non è una questione di vero doping, ma quello che viene chiamato “doping ricreativo”. Mi sono preso la mia squalifica giustamente e sono stato un po’ zitto. Sono riuscito ad allenarmi, poi sono arrivato ai Mondiali di quest’estate che non ero pronto mentalmente, ero molle.

 

NPC Come è stato riaccolto in squadra?

AV Devo ringraziare i miei compagni e il dt Cesare Butini perché non mi hanno classificato come la “persona dopata” che viene in Nazionale. Mi è piaciuto perché non mi hanno trattato come un reietto. Anche gli altri atleti erano dispiaciuti per me e han visto che non ero cambiato.

 

NPC Quanto le è mancato il confronto in gara?

AV In allenamento faccio più fatica che in gara, mi mancava fare qualche meeting. Mi sono trovato un po’ spiazzato e, pur partecipando al Mondiale, non sono riuscito a dare quello che potevo dare. Anche adesso, nella seconda parte del 2019 ho fatto un po’ di fatica dopo l’estate fermo, però ci sto dando dentro.

 

NPC Dunque, sta tornando l’Andrea del 2018?

AV Speriamo. Nei 50 stile è tutta una questione mentale: se tu riesci a essere tranquillo mentalmente, poi il fisico ti segue. Se, invece, ti presenti sul blocco già agitato, non vai da nessuna parte.

 

VERGANI Andrea
100 Stile Libero Uomini
Campionato Italiano Assoluto UnipolSai Primaverile di Nuoto 04/04/2019
Nuoto Swimming
Stadio del Nuoto di Riccione
Photo © Giorgio Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

 

NPC Quanto c’è di tecnico nei 50 stile libero?

AV Tantissimo, lo si nota già in allenamento. Quando si pensa solo alla velocità, si rischia di sbracciare e perdere efficacia. Invece, c’è tanta tecnica: basta vedere uno come Bruno Fratus. Non ha un fisico come Manaudou che spacca il blocchetto di partenza, però nella parte nuotata è nettamente più forte. Ci sono tanti piccoli aspetti, anche avere il giro di braccia più lento, ma con più presa, può fare la differenza. Un altro esempio è Caeleb Dressel, con cui ho nuotato nella stessa scuola, lui all’Università e io al Liceo.

 

NPC Dov’eravate?

AV In Florida, a Jacksonville. Io sono esploso quella stagione, era il 2015/2016, quando facevo quarta liceo. Ho fatto gli Europei giovanili, ma mi ricordo che a volte mi dicevano che la bracciata era troppo veloce e che si poteva lavorare sulla velocità giusta per migliorare l’efficacia. Magari la sensazione in acqua è buona, ma poi si fanno movimenti inutili. Ognuno deve lavorare sui punti di forza.

 

NPC E se le dico Tokyo?

AV È l’obiettivo di tutti i nuotatori. A dicembre, volevo qualificarmi, ma 21”5 era un tempo tosto. Non è andata come doveva andare, vediamo adesso a marzo. Quest’anno ho messo anche da parte gli studi per concentrarmi sul nuoto.

 

NPC Chi è stato il suo modello nello stile libero?

AV Qualche anno fa l’obiettivo era raggiungere Luca Dotto.  Era uno dei miei idoli con Marco Orsi e con i ragazzi che vincevano in Italia. Adesso che sono ai loro livelli, si sono trasformati nei miei amici. Ora, come persone da seguire guardo Manaudou o Dressel, anche come stile di vita, perché fanno la vita da nuotatori.

 

NPC Si spieghi meglio

AV Loro vivono di quello, l’avevo già visto durante il mio anno in America e come sta cercando di creare l’Energy Standard con un gruppo di agonisti di altissimo livello. In Italia, siamo tutti un po’ sparsi: io sono a Milano, Miressi è a Torino, Dotto e Vendrame a Roma ma in piscine diverse, Orsi a Bologna. È un po’ difficile trovarsi e avere dei confronti per ognuno di noi.  Quest’anno, per fortuna, sono in programma tanti collegiali nella stagione olimpica.

 

Foto copertina © Andrea Staccioli Deepbluemedia / Inside

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