Tokyo 2020 s’ha da fare? Tre mesi per decidere

“Questo matrimonio non s’ha da fare” risuonava nelle orecchie di Don Abbondio negli anni del dominio spagnolo della Lombardia, negli anni della peste bubbonica. Un’epidemia che il Manzoni descrive alla perfezione, così come la psicosi dilagante della popolazione.  Quasi quattro secoli l’Italia è il terzo paese più colpito dal CO-VID 19, noto ai più come Coronavirus, il primo dell’era dei social network. Piscine chiuse, manifestazioni sportive annullate e supermercati assaliti per far scorta di scatolami e cibi a lunga conservazione: quasi come nel 1600, quasi come se il Lazzaretto fosse di nuovo realtà.

Proprio in queste ultime settimane il Coronavirus sembra aver raggiunto il picco e al più grande evento sportivo dell’anno mancano “solo” centoquarantanove giorni. Ebbene si, i Giochi olimpici di Tokyo 2020 sono a rischio: se l’epidemia non si placherà, non ci saranno piani B, non sarà posticipata la rassegna. Un’ipotesi che fa tremare tutti gli appassionati di sport, ma che sarà inevitabile in caso di situazione ancora instabile.

La decisione ufficiale arriverà fra tre mesi, quando il Cio si riunirà e valuterà sul da farsi, ma intanto Dick Pound ha subito smentito la possibilità del cambio di location. O Tokyo, o niente. O a luglio o se ne riparlerà fra quattro anni.

Troppo complicato, troppi costi e se ora è giusto andare dritti come da piano per capire come evolve la situazione è altrettanto vero che poi sarà tardi per ricollocarle. Posticiparle? Parliamo dell’evento più seguito al mondo non si può tenere dentro una bolla. Speriamo, se poi qui parliamo di un virus che diventa come l’influenza spagnola è chiaro che le priorità sono altre.  (Dick Pound)

Centoquarantanove giorni non sono pochi, è vero, e ci si aspetta che con l’arrivo della primavera il virus scompaia. Tuttavia l’accensione della fiamma Olimpica è imminente: il 12 marzo la fiaccola dovrebbe iniziare il suo viaggio dalla città di Olimpia, ma come potrà aver luogo se gli assembramenti saranno ancora limitati?

In attesa di nuovi sviluppi, possiamo solo sperare che questa Olimpiade “s’ha da fare” e che il finale sia lieto. Proprio come quello di Renzo e Lucia.

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