FIN Lombardia: possibilità di allenamenti e gare a porte chiuse

Il Comitato Regionale Lombardo della Federazione Italiana Nuoto ha emesso un nuovo comunicato per le società per quanto riguarda la possibilità di effettuare allenamenti e gare a porte chiuse.

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale in data odierna un Decreto del presidente del Consiglio dei Ministri con ulteriori disposizioni attuative del Decreto-legge del 23 febbraio 2020 contenente misure urgenti di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus.

All’articolo 1, lettera A del Decreto, si prevede testualmente che “in tutti i comuni delle Lombardia, tranne gli 11 compresi nella cosiddetta ‘zona rossa’ del Lodigiano, sono sospesi gli eventi e le competizioni sportive di ogni ordine e disciplina ma resta consentito lo svolgimento dei predetti eventi e competizioni, nonché delle sedute di allenamento, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse”.

Il Comitato Regionale Lombardo pertanto invita i dirigenti delle società affiliate a prendere contatto con i sindaci dei Comuni di riferimento per concordare le modalità di attuazione del sopra citato Decreto.

La news dal sito finlombardia.eu

Il Presidente del Comitato Regionale Lombardo FIN Ing. Danilo Vucenovich ci spiega qual è la strada che si vorrebbe perseguire per ripristinare un po’ di ordine nelle attività, al fine di garantire la sicurezza degli utenti degli impianti ma anche di tutelare le società sportive:

“Stiamo cercando di ottenere l’applicazione, su tutta la base regionale, del decreto del presidente del consiglio dei ministri del 25 febbraio 2020, che peraltro era già stato anticipato in quello dell’ordinanza regionale del 23 febbraio. Oggi sarebbe già un successo ottenere un’applicazione uniforme su tutto il territorio regionale, perché allo stato attuale questo ancora non succede. Ovviamente va esclusa la zona rossa dove, essendoci il focolaio, è proibita qualsiasi attività. Nel vicino Veneto, con lo stesso principio, viene addirittura garantita la funzionalità dell’attività corsuale. Riteniamo che questa sia un’ingiustizia e stiamo cercando di convincere le autorità locali ad un’applicazione puntuale e pedissequa dell’ordinanza regionale.

Fino ad ora abbiamo potuto contare sulla collaborazione di tutte le autorità locali competenti: abbiamo trovato ascolto e comprensione dei problemi, ma purtroppo qualche difficoltà nell’individuare le soluzioni”.

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