Gianni Nagni: “Abbiate pazienza, torneremo a nuotare tutti insieme e con più voglia di prima”

Un nuotatore non può proprio stare lontano dall’acqua, eppure, in questo momento di difficoltà per il mondo intero, anche la passione di una vita passa in secondo piano. Basta parlare con Gianni Nagni, l’anima del Circolo Canottieri Aniene, la società che può vantare alcuni dei talenti più cristallini del nostro movimento come Federica Pellegrini, Simona Quadarella o Benedetta Pilato, soltanto per citare le tre donne che ci hanno fatto sognare ai Mondiali della scorsa estate a Gwangju.

Anche stando a casa, Nagni è un moto perpetuo: «Proprio ieri ho mandato una mail a tutti quanti i miei tecnici e alle società satellite, indicando la nostra linea in questi giorni. Il momento è molto importante, ho dato delle indicazioni, malgrado alcuni scalpitino. Capisco anche i ragazzi, che pensano di essere invincibili e vorrebbero allenarsi, però adesso è meglio stare fermi ai box, ho dato indicazione a tutti di stare in casa e seguire le normative del nostro Governo».

 

Nessuna eccezione nemmeno tra i campioni gialloblù nella Capitale per questa settimana, mentre dalla prossima i big potranno tornare ad allenarsi. «Anche Quadarella, Panziera e Codia e tutti gli altri si sono fermati – prosegue Nagni -. Tanto le manifestazioni nazionali e internazionali si sono fermate e non sappiamo quando riprenderanno. E poi, dopo gli Assoluti ci saremmo fermati qualche giorno prima di cominciare un terzo ciclo che ci avrebbe portato fino agli appuntamenti dell’estate. Quindi adesso siamo esattamente in quella fase, così ho dato lo stop a tutti per cercare di collaborare per far scendere le possibilità di contagio nel nostro Paese. In più, ho identificato gli atleti di altissimo livello, quelli che arrivano sul podio degli Assoluti, ovvero una ventina di persone sui duecento e passa tesserati che abbiamo. Loro sono stati sottoposti in settimana a una visita messaci a disposizione dalla Federazione col medico Lorenzo Marugo così, se non ci sono ulteriori indicazioni, da lunedì potranno riprendere a fare qualcosa per mantenere un po’ di condizione».

In pratica, utilizzeranno la vasca del Centro di preparazione olimpica dell’Acqua Acetosa, grazie alla collaborazione del direttore tecnico azzurro Cesare Butini. Diverso il discorso per Federica Pellegrini, che è a Verona e ha disposizione la piscina del Centro federale. «Le nostre piscine ovviamente sono chiuse e ho avuto anche un’ispezione in settimana della Questura centrale per verificare che stessimo rispettando le normative – spiega Nagni -. L’impianto grosso, l’Aquaniene, è sul suolo comunale. In questo momento è giusto che siano fermi tutti e io da subito ho bloccato l’attività».

Il futuro è ancora nebuloso e toccherà attendere il mese prossimo per capire che ne sarà dei prossimi grandi appuntamenti. Il rinvio del Giro d’Italia di ciclismo, con le prime tre tappe (9-11 maggio) che avrebbero dovuto tenersi in Ungheria, fanno pensare che anche per la rassegna continentale tra le corsie di Budapest (11-24 maggio) non ci siano notizie rosee all’orizzonte.

«Non sappiamo in previsione di cosa torneremo a nuotare. A mio parere, gli Europei non si faranno e può darsi che non vengano recuperati. Quello che sta succedendo da noi in Italia si allargando a macchia d’olio. In questo momento parlare di preparazione non ha senso. Tanti ragazzi si preoccupano perché non si allenano, ma devono pensare che come si fermano a metà agosto per le vacanze estive, anche stavolta non risentiranno dello stop forzato, anche perché, grazie a Dio, non è per infortuni o problemi fisici. La ripresa sarà grandiosa e lo dimostrano le prestazioni pazzesche fatte già a dicembre da gente come Pellegrini e Margherita Panziera a stagione appena cominciata. Anzi, sono convinto che i nostri ragazzi si alleneranno ancora con più voglia di prima dopo che avremo superato questo momento difficile e torneremo a nuotare tutti insieme. Le Olimpiadi? Mi auguro che riusciremo a farle perché vuol dire che siamo riemersi da questo problema, ma la mano sul fuoco non ce la metto».

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