Cesare Butini: pronti a ripartire con l’entusiasmo e la passione di sempre!

Anche in un momento dove regna l’incertezza, il Direttore Tecnico delle Squadre Nazionali Cesare Butini riesce a fare una fotografia chiara di questa situazione, mettendo insieme il pensiero e l’atteggiamento che dovrebbero essere propri di atleti, tecnici e dirigenti.

Stiamo vivendo una situazione senza precedenti. L’OMS ha dichiarato la pandemia e questa è un’emergenza alla quale non eravamo preparati. Il nostro Paese ha fronteggiato in passato molte situazioni critiche e difficoltose uscendone a testa alta. Non è facile per chi è alla guida prendere delle decisioni, soprattutto quando si fa fatica a ipotizzare la direzione che prenderanno gli eventi. Ma penso che stiano facendo delle scelte coraggiose e il mio primo pensiero e il mio primo ringraziamento vanno a tutti gli operatori sanitari che con il loro impegno e la loro abnegazione stanno fronteggiando questa emergenza. Per quanto riguarda il nostro mondo, e la Squadra nazionale in particolare, posso dire che stiamo vivendo questo momento con la consapevolezza che tutti dobbiamo fare la nostra parte.

Anche nella sua posizione non è semplice dare risposte quando queste a volte non ci sono. Che suggerimenti sta dando ai ragazzi della nazionale e ai loro tecnici?

Come accennavo prima, questa è una situazione alla quale non eravamo preparati. Cercare di dare ad ogni costo delle risposte o delle indicazioni potrebbe rivelarsi controproducente oltre che errato. C’è una situazione di assoluta incertezza in questo momento e fare delle scelte sarebbe come tentare la sorte, cosa che assolutamente non ci appartiene. Le risposte potranno essere fornite nel momento in cui avremo la possibilità di focalizzare i nostri programmi su quelli che saranno gli obiettivi internazionali. Parlando con i colleghi, le indicazioni sono, laddove sia possibile, di mettere in atto dei programmi di mantenimento. La Federazione italiana nuoto sta cercando, per quanto possibile e nel pieno rispetto delle norme indicate nei vari DPCM, di consentire al più vasto numero di atleti di interesse nazionale di svolgere l’attività di allenamento. Da un punto di vista logistico le cose non sono sicuramente semplici. L’unico modo è quello di mantenere un rapporto con i colleghi e gli atleti e attualmente è possibile farlo a livello mediatico. Per fortuna la tecnologia ci aiuta a essere virtualmente più vicini.

Questa edizione dei giochi olimpici si sta “allontanando” sempre di più…è veramente difficile non pensarci. L’Olimpiade è l’obiettivo massimo per un atleta, per il suo tecnico e per la sua squadra. Come immagina i prossimi mesi?

Le notizie ci fanno intendere che l’attività internazionale di tutte le discipline si sta rimodulando. Dobbiamo attendere con pazienza le indicazioni da parte delle organizzazioni sportive europee e mondiali. Spero che i Giochi Olimpici possano essere disputati. Sia perché questo starebbe a significare una normalizzazione dell’attuale situazione e sia perché rappresenterebbe il coronamento degli sforzi fatti da tutti in questi quattro anni.

Lei è una persona che nasce come atleta e come tecnico ha fatto tutta la gavetta a bordo vasca. Può comprendere molto bene lo stato d’animo di istruttori e allenatori. Che consiglio si sente di dare loro in questo momento così difficile?

È una situazione nella quale possiamo contribuire attenendoci alle regole; quindi il mio consiglio è quello di essere pazienti ma allo stesso tempo mantenere la determinazione perché dobbiamo essere pronti a ripartire con l’entusiasmo e la passione di sempre.

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

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