Spadafora: il mondo dello sport ha fatto squadra. Barelli: bene i primi interventi, ma la base rimane a rischio

Il Consiglio dei Ministri ha licenziato il Decreto “Cura Italia”, che prende in considerazione anche il mondo dello sport. A stretto giro è arrivata la nota stampa del Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport Vincenzo Spadafora, che riportiamo integralmente:

Il mondo dello sport ha davvero fatto squadra. Nelle ultime ore io e i miei uffici siamo stati in contatto costante con il CONI, il Comitato Paralimpico, Sport e Salute, le Federazioni sportive e gli Enti di Promozione per studiare insieme le misure urgenti e indifferibili per dare una prima, importante risposta alla crisi del settore a causa del Coronavirus. Ci siamo mossi in grande sintonia, e voglio ringraziare ciascuno per la disponibilità dimostrata e la collaborazione. Ho rinnovato a tutti i miei interlocutori, trovando immediata adesione, l’invito a convocare entro due settimane una giunta straordinaria del CONI e del CIP, naturalmente in teleconferenza, per iniziare subito a studiare le norme e le azioni da mettere in campo, speriamo al più presto, per rilanciare le attività sportive a tutti i livelli. I prossimi Decreti saranno dedicati al rilancio del Paese e dell’economia.

MISURE A SOSTEGNO DEL MONDO SPORTIVO NEL DECRETO LEGGE “COVID-19”

1. TUTELA UNIVERSALE LAVORATORI
Cassa integrazione in deroga. La cassa integrazione in deroga prevista per i lavoratori dipendenti vale anche per il mondo sportivo.
Indennità per autonomi e collaboratori. Grazie ad una norma specifica inserita nel Decreto Legge, l’indennità di 600 euro una tantum per gli autonomi e i collaboratori è stata ampliata per comprendere anche i collaboratori delle società sportive e delle associazioni dilettantistiche e degli enti di promozione sportiva, i quali per il loro status giuridico sarebbero rimasti esclusi. Nel computo sono compresi anche coloro che restano sotto la soglia dei 10.000 euro annuali.

2. SOSPENSIONE DEI VERSAMENTI

Per le associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, gli enti di promozione nonché soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri natatori, è prevista la sospensione dei versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 31 maggio 2020. I versamenti sospesi ai sensi del periodo precedente sono effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 30 giugno 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di giugno 2020.

3. SOSPENSIONE DEI CANONI

Per le associazioni e le società sportive, professionistiche e dilettantistiche sono sospesi fino al 31 maggio 2020, i pagamenti dei canoni di locazione e concessori relativi all’affidamento di impianti sportivi pubblici dello Stato e degli enti territoriali.

In aggiunta a tali norme, ve ne sono altre di carattere più generale comunque applicabili al settore dello sport. Come ad esempio, le norme concernenti le misure di sostegno finanziario alle piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19 e il riconoscimento di un credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro.

È prevista inoltre una misura che consentirà ai Comuni beneficiari dei finanziamenti per il piano “Sport e Periferie”, a valere sui Fondi di Sviluppo e Coesione, di aumentare la quota in anticipazione dal 10% al 20%.

In attesa della puntuale disamina di Roberto Bresci, segnaliamo che poche ore dopo le dichiarazioni rilasciate in merito a un possibile rinvio delle Olimpiadi Paolo Barelli (nella foto insieme allo stesso Spadafora) torna ai microfoni, questa volta di SPR/ADN Kronos, per un commento a caldo.

Bene i primi interventi, ma lo sport di base rimane a rischio. Il mio pensiero va al dopo virus e non vorrei  trovare gli impianti sportivi chiusi perché falliti, non solo le  piscine, a causa di questa crisi.

Il mondo dello sport sa soffrire, ma servono presto risorse dirette e robusti interventi di sostegno perché le somme  stanziate, ancora poche, devono ora favorire il sistema sanitario ed  emergenziale. Il Ministro dello sport Vincenzo Spadafora, mi rendo  conto, ha fatto tutto il possibile in un momento difficilissimo dove  ogni categoria chiede un supporto e sono certo che è già al lavoro per il mondo dello sport che ben rappresenta nel Governo. Ma occorre fin  d’ora individuare altre risorse per evitare la chiusura di migliaia di società sportive che utilizzano e gestiscono impianti sportivi costosi con marginalità scarse.

Ai cittadini è garantita l’attività  motoria grazie alle settantamila società sportive italiane e al
milione di volontari, tecnici e addetti. Se gli impianti chiudono  chiude lo sport. Ringrazio i Ministri Spadafora e quello dell’Economia Gualtieri per aver dato allo sport un primo importante acconto che va completato

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