Anche Philippe Lucas indica al modello italiano

Dopo le pressioni mediatiche di Frédéric Vergnoux e di Mireia Belmonte circa l’impossibilità di allenarsi regolarmente in queste giornate di emergenza coronavirus, gli fanno eco le parole del tecnico francese Philippe Lucas che come i colleghi spagnoli porta ad esempio la tutela degli atleti di alto livello in Italia.

I francesi come gli spagnoli, ad oggi non sono autorizzati ad allenarsi per le Olimpiadi del 2020 che dovrebbero svolgersi “normalmente” questa estate, Olimpiadi che Lucas definisce “Giochi di legno” per la mancanza di equità nella possibilità di partecipare e nella preparazione degli atleti in gara.

Seguono alcune dichiarazioni e proposte di Lucas rilasciate ai media francesi, a fondo pagina il link agli articoli.

“Da lunedì gli italiani nuotano in impianti aperti appositamente per loro, ma chiusi al pubblico, con gruppi di allenamento di 2-5 persone. E noi niente, niente allenamento, fermi, quindi dov’è l’equità? Se mi dicono che i Giochi sono rinviati aspettiamo e basta, ma sappiamo bene che i Giochi si terranno per motivi economici a meno che l’OMS non dica “Stop, non si fanno i Giochi”, ma tra di noi sappiamo molto bene che i Giochi si terranno, saranno giochi di legno.”

“I Giochi avranno luogo. Gli altri non hanno nulla a che fare con i nostri problemi. I giapponesi si stanno allenando, i cinesi si sono sempre allenati come gli australiani e gli americani … Tutti si stanno allenando. Tranne noi! “

“Non capisco perché non chiediamo all’INSEP (Istituto Nazionale dello Sport) di mettere insieme tutti i nostri atleti probabili finalisti ai Giochi di Tokyo, rinchiusi per tutto il tempo necessario vietando loro di uscire, potrebbero allenarsi liberamente mentre si trovano in quarantena. È quello che hanno fatto in Italia, hanno requisito due impianti per nuotare, uno a Verona e l’altro nella zona di Roma, in modo che tutti i loro migliori nuotatori possano continuare ad allenarsi, e funziona. Ci sono foto dei loro allenamenti, quando i miei nuotatori le vedono sono ancora più disgustati. Perché l’Italia può e noi no? Se ciò fosse accaduto nel 2024, poco prima dei Giochi di Parigi, ti assicuro che avremmo trovato delle soluzioni. I miei nuotatori sanno che se l’interruzione degli allenamenti dura 40 o 45 giorni, è finita …  Ho visto l’articolo del Ministro Roxana Maracineau che dice “i nostri atleti troveranno soluzioni , saranno più forti nelle loro teste”, questo mi ha fatto ridere … Se non ti alleni, non hai nessuna possibilità.”

“Inoltre, nella tua testa, quando sai che hai tagliato un pò di preparazione non sei lo stesso, sei forte quando ti alleni, e quando non ti alleni sai di essere più debole.”

“Non capisco una cosa: perché facciamo votare la gente domenica e lunedì non possiamo più allenarci. Non è per fare polemica ma è la realtà delle cose. Non possono prenderci per idioti. Parlo per tutti gli sportivi che da quattro anni hanno si stanno preparando, è il loro lavoro, è il loro sostentamento, anche se alcuni non guadagnano molto. Ho dei nuotatori che hanno problemi a mangiare alla fine del mese. Ciò significa che domani se non vai ai Giochi Olimpici non hai i bonus dal club, non hai i bonus della Federazione,  i ragazzi perderanno sponsorizzazioni perché le aziende che le supportano avranno anche problemi finanziari a causa della crisi, è catastrofico per gli atleti”.

“Quando lavori non sei sicuro di riuscire. Quando non lavori, sei sicuro di non avere successo”.

Collegamenti agli articoli integrali

 

Photo G.Scala/Deepbluemedia/Insidefoto

 

 

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