Gregorio Paltrinieri: “Olimpiadi? Si, ma solo con le giuste condizioni”

Let’s stop, dicevamo qualche settimana fa. Ha senso parlare di Olimpiadi a fronte di un’emergenza sanitaria globale? È vero, lo sport è vita, ma senza salute non ci sarebbe sport. Si tratta di priorità. Tutti aspettavamo con ansia Tokyo 2020. Sin dal giorno dopo il sipario sulla bella Rio de Janeiro, abbiamo iniziato a guardare dall’altra parte del mondo per dare il via al countdown. Più veloce della Fiamma Olimpica, invece, dall’Oriente é arrivato Covid-19, un virus letale che ha messo l’Italia e altri 166 stati in ginocchio. Il risultato: quarantena, immagini forti in televisione e sistema sanitario al collasso. Il problema è grave, tanto che anche lo sport ha deciso di fermarsi. Proprio ieri anche la Russia ha abbandonato l’idea di svolgere i trials Olimpici e gran parte dei protagonisti non possono allenarsi, perché gli impianti sono chiusi.

Tuttavia è lecito che ogni atleta non conoscendo il suo destino si chieda: che ne sarà dei Giochi olimpici? Il CIO al momento ha confermato tutto, ma l’emergenza si fa sempre più grave. I contagi non calano e persino il viaggio della Fiamma si è concluso.

Servirebbe una pronta risposta da parte del Comitato Olimpico. Io le Olimpiadi le disputerò, quando si faranno. Qualora fossero confermate è perché significa che ci sono le giuste condizioni di sicurezza, altrimenti meglio rimandare” ci racconta Gregorio Paltrinieri, oro a Rio 2016.

Lui il biglietto per Tokyo lo stringe già tra le mani, consapevole della delicata situazione attuale. “Tanti atleti non possono nuotare e si sono fermati, altri si fermeranno. Io penso che in questo momento l’importante sia la sicurezza e la tutela della nostra salute. Tutto il resto é secondario. Oggi la situazione è incerta, cerco di non fare programmi e di vivere la giornata, ma sicuramente questo clima non permette a nessuno di lavorare con serenità. Vorrei avere un responso, qualunque esso sia perché poi potrebbe essere troppo tardi. I Giochi li fanno gli atleti, non gli sponsor, non i dirigenti. “

Sulla stessa lunghezza d’onda, ieri il Presidente della Federnuoto Paolo Barelli ha sollecitato una risposta da parte del CIO. E allora, ancora una volta, noi ci chiediamo: ha senso parlare di Olimpiadi?
Riflettiamo bene: scenderanno in campo oltre 10.000 atleti provenienti da tutto il mondo, ha senso farli rischiare per garantirci spettacolo? È vero, il cuore di noi appassionati si spezzerebbe, é stato investito tempo e denaro, ma rimandarle non sarebbe tragico. Anzi, il livello delle competizioni si alzerebbe e le medaglie brillerebbero ancora di più, perché significa che Covid-19 l’abbiamo sconfitto. Significa serenità e libertà. Non rischiamo e prima di tutto pensiamo a loro, i diretti interessati. Prima come uomini e donne e poi come atleti. Prima come uomini e donne e poi come campioni.

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