Omero: nuotare per fuggire

Iliade

Ilio, uno dei nomi di Troia, la capitale dell’Ellesponto, da il nome ad uno dei testi più studiati ed amati dell’antichità: l’Iliade. Come dice il proemio non racconta la guerra di Troia ma i cinquantun giorni dell’ira di Achille. L’ira funesta del piè veloce Achille, partito per vendicare l’affronto di Priamo. Essendo un testo così importante, per noi sono importanti gli accenni sul nuoto che si possono trovare in mezzo ai suoi versi. Uno, in particolare, riguarda la necessità dei guerrieri di nuotare per fuggire. Si trova nel libro XXI.

Libro XXI.

In preda a una furia selvaggia, Achille spinge i Troiani prima verso la pianura, poi verso il fiume Xanto, conosciuto anche come Scamandro, che si trova nei pressi Troia. La violenza dei suoi colpi costringe i troiani a gettarsi in acqua. Il fiume, ormai, è gonfio di corpi.

Hera spargeva una nebbia davanti a loro per intralciarli. L’altra metà si accalcava sul fiume profondo, dai gorghi d’argento; si tuffarono con grande frastuono, ribollirono le alte correnti e le rive echeggiavano forte da entrambe le rive. Con urla di spavento quelli cercavano di nuotare ma venivano trascinati dai giri dei vortici. Come quando divampa il fuoco, volano via le cavallette per fuggire verso il fiume; arde l’incendio instancabile, sorto all’improvviso, ed esse vanno a rannicchiarsi nell’acqua. Così, all’assalto di Achille, la corrente del vorticoso Xanto si riempì di grida e di strepiti, di cavalli e guerrieri.

la furia di Achille

Ma non bastava quella fuga ad Achille. L’eroe vuole la vendetta. Per questo si butta nell’acqua anche lui per compiere la strage fino alle ultime conseguenze.

Allora l’eroe discendente di Zeus lasciò la lancia sulla riva, appoggiandola sui tamarischi: poi si tuffò, simile a un demone; aveva in mano solo la spada: non pensava che a fare strage e colpiva da ogni parte. Il lamento dei Troiani si levava sotto i colpi dell’arma: l’acqua era tutta rossa di sangue”.

Epilogo

Chi riesce fugge, ma il terrore è troppo forte. Chi può cerca un rifugio tra le rocce per sottrarsi ai colpi mortali.

“E come davanti a un delfino dal vasto ventre gli altri pesci scappano via, si mettono negli angoli di un porto spazioso, in preda al terrore come sono (quello li divora, se li prende): così i Troiani, lungo il corso del fiume impetuoso, cercavano scampo sotto le rocce”.

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