Cerchi all’asta

Cerchi

Tutti sanno che i cinque cerchi sono i cinque continenti. Africa , America, Asia, Europa e Oceania. L’Africa è rappresentata dal nero, l’America dal rosso, l’Asia dal giallo, l’Europa dal verde, l’Oceania dal blu. Il barone De Coubertin li ha inventati nel 1913. Si dice che i colori degli anelli insieme al bianco dello sfondo, includessero i colori che componevano la bandiera di ogni nazione che in quel momento partecipava ai Giochi Olimpici. I cinque cerchi , invece, rappresentavano l’unione tra i continenti. Dicevano che gli uomini erano legati da una fratellanza irrinunciabile che superava i confini delle nazioni. Non sappiamo invece più, che dire quelle cose allora, era come pronunciare una immensa bestemmia. In quel momento, infatti, tutti si stavano preparando con un impensabile dispendio di mezzi e volontà, a realizzare la più grande carneficina mai vista tra le nazioni del mondo. Nessuno voleva più pensare ad andare incontro all’altro.

1913

I cinque cerchi  apparvero per la prima volta nel 1913, nell’intestazione di una lettera di De Coubertin. Li aveva disegnati  lui stesso. Il suo disegno originale era in grafite e gouache (un tipo di colore a tempera), fatto su un pezzo di cartoncino bianco alto 21 centimetri e largo 27,5. Sul disegno c’era anche il suo autografo. Era un disegno semplice, che diceva cose complicatissime.

All’asta

Quel disegno sarà messo all’asta a Cannes Domenica 26 Luglio. La casa d’aste  stima che l’offerta per quell’oggettino apparentemente insignificante, proveniente da una collezione privata svizzera, raggiungerà una cifra tra gli 80.000 e 100.000 euro. La cifra direbbe che c’è sempre interesse per le cose del barone. Lo scorso dicembre il manifesto olimpico elaborato da lui per il rilancio dei Giochi olimpici è stato venduto per la cifra record di 8.806.500 euro durante un’asta tenuta a New York. E’ un manoscritto di 5.000 parole che diceva il perché del suo progetto: Offrire al mondo sempre in conflitto una competizione pacifica.

quanto vale un’idea?

E’ stato un miliardario russo Alisher Usmanov, il presidente della Federazione internazionale di scherma, ad acquistare quel documento e a regalarlo al Museo Olimpico di Losanna. Il gesto è interessante e le cifre sono astronomiche. Forse ci dicono quanto vale la storia che rappresentano.  O forse ci dicono solo quanto conti per un uomo l’apparire. Ma la domanda che noi ci facciamo è invece un altra:  valgono ancora quegli ideali per la società del nostro tempo? E  valgono, per noi, almeno tanto quanto i suoi cimeli?

 

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