Consiglio CONI. Barelli sulla riforma “modifiche sostanziali per garantire attività alle società sportive”

Il Consiglio Nazionale del CONI si è riunito ieri a Palazzo H per discutere, principalmente sulla Riforma dello sport, oggetto di polemiche e indecisioni politiche.

In chiusura sono stati discussi termini delle attività di Federazioni Sportive Nazionali, Enti di Promozione Sportiva e Discipline Associate, in particolare su tempi, modalità e organizzazione delle assemblee elettive.

Ma il tema principe del Consiglio è stato appunto quello della riforma proposta dal Ministro Vincenzo Spadafora.

Il Presidente Giovanni Malagò ha approfondito l’argomento legato ai decreti attuativi della legge delega, ripercorrendo i vari passaggi che hanno determinato lo scenario attuale e analizzando, nello specifico, i contenuti legati al provvedimento normativo, emersi dalle anticipazioni del testo. 

Sono poi intervenuti i Presidenti di Federazione, chiaramente preoccupati per la nuova riforma sullo sport.  Nel suo intervento il Presidente Federnuoto Paolo Barelli ha evidenziato come le criticità del testo della riforma siano importanti. Già evidenziate da partiti della maggioranza di Governo.

Necessità di sostanziali modifiche o una riscrittura garantisca innanzi tutto alle società sportive di proseguire le attività già in crisi e a rischio di chiusura dall’emergenza coronavirus. Sono solo le società sportive le entità che possono garantire ai cittadini l’attività motoria. Spero che tutti si rendano conto che questo è il problema principale su cui tutti devono da affrontare e risolvere.

Il Consiglio Nazionale CONI ha prodotto un comunicato che il Presidente Malagò ha condiviso:

Il Consiglio Nazionale del CONI respinge all’unanimità, in ogni sua componente (FSN, DSA, EPS, AB, Rappresentanti territoriali, Atleti, Tecnici e membri CIO) – nelle forme e nei contenuti – alcuni articoli e passaggi dei testi della legge delega relativa allo sport italiano che, in base alle anticipazioni emerse, non rispecchiano le istanze del movimento. La situazione di grande incertezza generale, tra l’altro, mette a serio rischio gli impegni internazionali assunti dal Governo e dai suoi Ministri nei confronti del CIO, relativamente all’adeguamento temporale dell’impianto normativo ai dettami della carta olimpica.

Il Consiglio ha dato mandato al Presidente Giovanni Malagò di interloquire con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e con il Ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport, Vincenzo Spadafora, per trovare una rapida ed equa soluzione che rispetti la storia e la tradizione dell’Ente e di tutte le realtà che lo caratterizzano, dall’alto di una storia gloriosa che ha dato lustro all’Italia facendo diventare il nostro Paese, attraverso innumerevoli successi e trionfi, uno dei leader mondiali nello sport.

Il CONI, ente pubblico non economico, soggetto al controllo della Corte dei Conti, anche per evitare che un giorno i suoi rappresentanti debbano essere chiamati a rispondere di atti contrari all’interesse dell’ente, si riserva sin da ora di verificare in tutte le sedi i propri diritti maturati e maturandi che sono, o possono essere, messi a rischio da atti e determinazioni non conformi alle leggi e alle sentenze dello Stato Italiano che nel corso degli anni si sono susseguite, non soltanto da un punto di vista normativo ma anche patrimoniale.

Il Consiglio attribuisce quindi mandato alla Giunta Nazionale di elaborare una proposta che tenga conto delle argomentazioni sovraesposte, con l’obiettivo di compenetrare l’azione del legislatore con le oggettive necessità del movimento, per non depauperare l’orgoglioso patrimonio di capacità, esperienza e talento che fa dello sport italiano un modello di successo a livello internazionale.

Una riforma che di fatto non ha considerato la grave situazione in cui vertono praticamente tutte le società sportive, la cui salute rappresenta un elemento fondamentale per l’equilibrio del progetto sport italiano.

Fonti: 

Foto © Giorgio Scala – Deepbluemedia

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