Stefano Morini verso il Sette Colli: “Una manifestazione da onorare. I miei atleti devono andare forte”

Porte chiuse? Nessun problema. Non ci sarà il pubblico allo Stadio del Nuoto, ma la piscina più bella del mondo le porte le apre alla cinquantasettesima edizione del Trofeo Settecolli, manifestazione valida anche come Campionato italiano assoluto. Per l’occasione ha parlato il Tecnico federale Stefano Morini: responsabile del Centro Federale di Ostia da quasi un decennio e terzo allenatore italiano campione olimpico, ha forgiato talenti e collezionato numerosi successi. Dopo due settimane in ritiro con il suo gruppo presso il Lido di Merano, si affaccia all’evento più importante dell’anno con serenità e tranquillità. In fondo lui, le gare dei suoi atleti le ha sempre vissute a “porte chiuse”e di certo non sarà un problema.

Stefano, siete di ritorno dal collegiale a Merano: come avete trascorso queste due settimane e come sta il gruppo? 

Merano è sempre eccezionale, non posso fare altro che ringraziare tutti perché ci accolgono in maniera eclatante e ci viziano molto. Anche la struttura è meravigliosa: sembra incredibile, ma c’è una piscina bellissima, incastonata tra le montagne e un panorama suggestivo. Sebbene i ragazzi non siano costretti a parteciparvi, lo fanno volentieri perchè amano tale contesto e soprattutto vivere questo genere di esperienza. Abbiamo trascorso a Merano quindici giorni e devo dire che sono stati piuttosto produttivi, abbiamo lavorato molto bene. 

Oggi inizia l’unico evento importante di un anno un po’ “particolare”. Come si avvicina il suo gruppo e quali sono le sue aspettative per la manifestazione?

Penso che non sia un anno poi così particolare. Da quando abbiamo ripreso ci siamo allenati bene e mi aspetto un Campionato Italiano, nonché un Trofeo Settecolli più che sufficiente con delle buone prestazioni e riscontri positivi.

Il nuoto non ammette periodi di pause o di stop forzato. La ripresa è stata difficile? Secondo lei è probabile che durante il lockdown gli atleti abbiano sofferto di più rispetto a quelli di altri sport?

No, mi trovo a smentire tutto ciò. Noi ci siamo fermati per trentacinque giorni e penso che questo periodo abbia fatto bene, soprattutto ad atleti che sono qui dal 2009 o 2010 e che hanno sempre lavorato duramente. Per quanto mi riguarda è stata una pausa che li ha rigenerati e questo aspetto è emerso anche durante una web conference con altri allenatori provenienti da tutto il mondo. Il mio gruppo ha ripreso l’otto maggio e non è stato affatto difficile: nel corso di un paio di settimane i ragazzi hanno ritrovato delle buone sensazioni in acqua e sono stati in grado di sostenere delle ottime sessioni di allenamento. Anzi, ritengo che questa pausa debba farci riflettere per il futuro: ogni tanto occorre fare un passo indietro per ripristinare equilibri mentali e fisiologici per poi riprendere al meglio. In generale, devo ammettere che sono soddisfatto.

…una motivazione in più per far bene il prossimo anno?

Diciamo che io mantengo invariata la mia programmazione. Tutti gli anni io lavoro su tre cicli e alla fine di ognuno è prevista una settimana di riposo, dove gli atleti possono anche tornare a casa e dai propri cari, dato trascorrono gran parte della loro vita fuori sede. Ho sempre avuto qualche rimorso, ma mi sembra che a fronte di una giusta programmazione sia solo un aspetto positivo.

Sarà un Settecolli senz’altro diverso: un impianto meraviglioso completamente spento, senza tifo e senza pubblico. Trova che inciderà questo aspetto?

Io sono un allenatore un po’ atipico. Guardo le gare dei miei atleti quasi a “porte chiuse”, a volte anche quelle di portata internazionale. Le guardo dalla televisione, da solo o in qualche zona più appartata, perché non ho alcun tipo di problema e sto bene così. Certo, il pubblico è importante per il movimento, il pubblico da calore, ma in questo caso non sarà strano.

Quindi per lei non avrà la stessa valenza di una prova a tempo?

Assolutamente no. Io voglio che i ragazzi vadano forte, e se così non fosse andremo ad analizzare la gara e trovare le ragioni. Questa manifestazione va onorata e sono lieto che la Federazione l’abbia organizzata. 

 

Ph. © Andrea Staccioli /Deepbluemedia / Insidefoto
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