Federica Pellegrini, la storia indelebile: “Smetto dopo Tokyo. Vorrei costruire una vita fuori dall’acqua”

ROMA- Indelebile. L’unico aggettivo che potrebbe descrivere il segno lasciato da Federica Pellegrini al nuoto internazionale. Aveva solo sedici anni e dodici giorni quando salì sul secondo gradino del podio olimpico di Atene, con la coroncina di alloro tra i capelli e con lo sguardo fiero di chi sapeva che quello sarebbe stato solo l’inizio di una carriera eccezionale. Oggi gli anni sono trentadue e i giorni sette, ma lei non finisce mai di stupirci. L’avevamo lasciata con l’ennesimo oro ai Campionati italiani assoluti invernali di Riccione nella gara che conosce a memoria e la ritroviamo otto mesi dopo in veste di velocista, per rompere il ghiaccio dopo un anno senza competizioni. Entusiasta e con gli stessi occhi luminosi di quella ragazzina all’esordio olimpico, si tuffa nella piscina che tanto le ha dato e conquista un bronzo nei cinquanta metri stile libero. “Fa molto effetto non avere il pubblico, soprattutto in questa piscina che ha sempre le tribune gremite. Per noi però era importante tornare a nuotare e gareggiare” ci rivela al termine della prima giornata del Trofeo Sette Colli Frecciarossa.

Ma cosa direbbe la Federica di oggi, una donna matura e forte della sua esperienza, a quella giovane sedicenne piena di grinta e con tanto da dare al nuoto? “Mi suggerirei di prendere tutto con più leggerezza, ma io stessa non lo accetterei come consiglio”. E forse proprio in questo risiede la sua immensità: nel dare valore ad ogni singolo allenamento, ad ogni singola bracciata. Lei stessa ammette che non ci sono segreti della sua longevità, lei fa solo ciò che ama e lo fa con passione. Lei non ha paura di vincere, non ha avuto timore di rialzarsi dopo le cadute e questo lo ha dimostrato a suon di medaglie e di prestazioni da pelle d’oca. Da quella frazione straordinaria nella 4×200 di Berlino 2014 al luccicante oro di Gwangju 2019, passando attraverso quello ancora più prezioso di Budapest 2017, talmente splendido da cancellare quel piccolo passaggio a vuoto brasiliano.

Non siamo pronti ad un nuoto senza Federica Pellegrini, ad un 200 stile libero senza la sua regina. Proprio in Corea del Sud, al termine della sua gara tra le lacrime di gioia aveva detto: “piango perché è il mio ultimo mondiale, ma sono felicissima“. Qualche mese dopo è arrivato il Covid, Tokyo è stata rimandata di un anno e nel 2022 saremo di nuovo qui al Foro Italico per i Campionati europei, ma Federica sembra convinta a terminare la carriera dopo la manifestazione a cinque cerchi:

Io continuerei a nuotare volentieri, non avrei alcun problema fisicamente. Ciò che mi spinge a smettere è il dover posticipare la costruzione di una vita personale. L’anno prossimo gli anni saranno trentatré e se volessi avere un figlio, non potrei di certo aspettare i quaranta. Si tratta di una scelta legata alla sfera privata”.

Forse questa volta lo sarà davvero, ma prima c’è un conto in sospeso da saldare. In fondo la storia perfetta è ciclica: si apre e si chiude nello stesso modo e lascia un segno indelebile.

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