Stefania Pirozzi a #Nuotopuntolive: “Il nuoto non è tutto per me, ma sogno Tokyo prima di tuffarmi in altro”

Stefania Pirozzi è stata l’ospite di questa settimana a #Nuotopuntolive. La ventiseienne poliziotta campana, trasferitasi ormai in pianta stabile a Trieste, ci ha fatto compagnia per una mezz’ora abbondante, rispondendo a tante curiosità in diretta su Instagram. L’obiettivo? La terza Olimpiade dopo Londra e Rio.

Per Tokyo mi sentivo già pronta quest’estate e il rinvio di un anno non è stato facile da accettare all’inizio. So che posso dire la mia anche l’estate prossima e speriamo di riuscire a costruire anche una bella staffetta 4×200 stile libero.

Approfondendo il capitolo staffetta, con cui nel 2014 ha centrato l’oro europeo, ha aggiunto:

Sarebbe bello che riuscissimo ad avere la stessa coesione che c’è in campo maschile. Loro sono molto uniti e lo si vede dai risultati che stanno ottenendo: se seguiremo il loro esempio, anche noi possiamo toglierci belle soddisfazioni. Siamo in tante a giocarci il posto e ci sarà da divertirsi.

Stefania si è divertita a parlare anche dei tanti cambiamenti in carriera:

Misti, delfino, stile: non mi sono fatta mancare nulla. Sono un sagittario, per cui i cambiamenti non mi hanno mai fatto paura e l’impulsività ha sempre avuto la meglio. Sono molto felice anche di aver aperto la parentesi del nuoto pinnato, che mi ha aiutato a vivere il nuoto tradizionale con meno pressioni e a tornare ad apprezzarlo.

Sulle nuotatrici che stima ha fatto tre nomi su tutti:

Tra le straniere dico Katinka Hosszu, contro cui ho avuto l’onore di gareggiare nei misti. In Italia, abbiamo la fortuna di confrontarci con una fuoriclasse del calibro di Federica Pellegrini: è un po’ come un calciatore che si trova di fianco Messi o Ronaldo. Caratterialmente poi, di recente ho scoperto di essere molto simile ad Ilaria Bianchi, impulsiva come me. Lei mi ha aiutato anche a combattere l’ansia da prestazione prima delle gare, soprattutto sui 200 delfino.

Decisa sul presente, ma anche sul futuro:

Non mi vedo per sempre a bordo vasca. Il nuoto è una parte della mia vita, ma non è l’unica cosa. Mi piacerebbe far fruttare ciò che ho studiato, ovvero management sportivo, ad esempio. Oppure, fare la personal trainer: mi vedo più a preparare qualche nuotatore in palestra piuttosto che in acqua. In quarantena, grazie a Endu, mi sono divertita a far allenare gli italiani ed è un’esperienza che mi piacerebbe ripetere.

 

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