Lamberti a Studio Aperto: “Lo sport ha dimostrato responsabilità. Non siamo dilettanti allo sbaraglio. Non meritiamo l’ultimatum”

Giorgio Lamberti, Presidente di AGISI Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani, ha commentato oggi a Studio Aperto Mediaset su Italia1,  la posizione del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte in occasione della conferenza stampa di domenica sera (18 Ottobre u.s.).

“Non meritiamo di essere richiamati all’ordine perché non siamo dilettanti allo sbaraglio. Rigettiamo l’ultimatum che ci procura amarezza, che il nostro mondo non merita”

Nell’intervista più approfondita sul portale Sport Mediaset aggiunge:

“In qualità di presidente di AGISI Associazione Gestori Impianti Sportivi Italiani, sento la necessità di intervenire a seguito delle esternazioni del Presidente del Consiglio Conte durante la spiegazione del nuovo DPCM in vigore sul territorio nazionale, riguardante, nel caso specifico gli impianti sportivi. Ritengo, come tanti altri gestori di impianti, prevalentemente di piscine e palestre,  che questo nostro mondo abbia dimostrato sin dai tempi dal lockdown, con la tremenda sofferenza di febbraio e marzo scorsi, di essere responsabile soprattutto nell’ambito della riapertura, attraverso il rispetto dei protocolli e la concertazione di tutte quelle regole necessarie affinché il servizio pubblico fosse garantito agli utenti in generale. 
Non meritiamo di essere richiamati all’ordine perché non siamo dilettanti allo sbaraglio. Rigettiamo l’ultimatum, che ci procura amarezza, che il nostro mondo non merita. Siamo gestori seri, abbiamo nella salute la mission del nostro movimento, perché lo sport è un’agenzia della salute, siamo un’appendice della sanità in questo paese e rivendichiamo con forza quelli che sono gli obiettivi del mondo sportivo, che non è soltanto agonistico ma è anche legato all’attività motoria di base e alla salute dell’individuo.
Se ci fossero necessità ulteriori siamo tutti quanti a disposizione per rendere ancora più stringenti e ferree le regole all’interno delle strutture. Nessuno si è mai tirato indietro. E questa penso che sia una disponibilità che hanno sempre avuto tutti dagli enti di promozione sportiva, dalle federazioni e il CONI stesso. 

Concludo parlando di dati scientifici: ci siamo sempre adoperati nella collaborazione ma ci domandiamo oggi, a distanza di tanti mesi dal primo lockdown e nell’ottica di questo ritorno del virus, quali dati scientifici portano ad immaginare che il mondo sportivo sia elemento di contagio? A noi non risulta. Abbiamo rispettato i canoni e pertanto abbiamo dati che ci fanno pensare che tutte le misure apportate siano state di ottima garanzia per evitare contagi in forma importante.

Cinque milioni di italiani utilizzano e fruiscono delle piscine pubbliche e private in Italia. Abbiamo forse qualche decina di casi di di contagi anche di atleti pallanotisti o nuotatori. Su cinque milioni di praticanti. Mi pare veramente un’accusa e un ultimatum che non meritiamo, per la dedizione e il rispetto delle regole e la responsabilità che abbiamo garantito in questi mesi.”

Nel frattempo oggi, 20 Ottobre, le ATS hanno iniziato controlli di piscine e palestre a tappeto in tutta Italia.

Qui l’intervista sul sito Sport Mediaset

Su TGCOM24

Nella mattinata di oggi AGISI ha inoltre condiviso un comunicato stampa, a firma congiunta con CIWAS di Andrea Pambianchi.

 

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