La resa di Spadafora: la riforma dello sport nelle mani di Conte

Vincenzo Spadafora getta la spugna. Dopo mesi di braccio di ferro con le forze parlamentari e le istituzioni sportive, il ministro prende carta e penna e scrive ai rappresentanti della maggioranza coinvolti nel tavolo di lavoro sulla riforma dello sport.

Cari colleghi, la versione del Testo Unico inviatavi in data 8 settembre è sempre valida, in quanto i rilievi del Dipartimento per gli affari giuridici e legislativi della presidenza del consiglio – su cui evito spiacevoli considerazioni sui tempi e sui modi – sono stati superati dalle interlocuzioni avute. Resta da approfondire in queste ore solo una questione procedurale che non riguarda i contenuti del testo.

Il DAGL lo scorso 21 ottobre  aveva criticato fortemente l’impianto del testo unico dello sport con cinque pagine di osservazioni e una richiesta di intervento del Consiglio di stato, a seguito delle quali Spadafora aveva risposto “sono rilievi tecnici molto circoscritti che già in queste ore sono stati affrontati e che verranno risolti definitivamente nei prossimi giorni. Ho già formalizzato la richiesta di calendarizzare l’esame del provvedimento di riforma dello sport nella prossima seduta del preconsiglio dei ministri che è prevista per il 29 ottobre”. Ora questa lettera che ha preso in contropiede tutti.

Non avendo registrato il raggiungimento di alcuna mediazione tra i rappresentanti delle forze politiche al Tavolo Sport, proporrò la questione al Presidente del Consiglio e ai Capi delegazioni. Purtroppo, come tutti sapevate bene, questa era l’ultima settimana utile per avviare il percorso lungo e complesso per approvare la riforma, dopo il nostro comune lavoro durato per molti mesi. Potremo, quindi, trovarci tutti, io per primo, a spiegare al mondo dello sport i veri motivi per i quali non riusciremo ad approvare la riforma…Purtroppo non risolveremo le questioni del CONI, tanto richiamate dal CIO, che meritavano di essere risolte attraverso la riforma, non essendovi assolutamente a breve alcun altro strumento normativo per farlo.

Ora la grana passa nelle già molto occupate mani di Giuseppe Conte che ha non pochi problemi da risolvere. Una soluzione potrebbe essere quella di un decreto legge per sciogliere almeno il nodo del CIO e dare al CONI quella autonomia funzionale e gestionale reclamata anche da Thomas Bach. Il tempo stringe e il rischio di conseguenze sulla rappresentanza olimpica di Tokyo 2021 (se mai i Giochi si svolgeranno) e sull’organizzazione di Milano Cortina 2026 si fa sempre più concreto.

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