Vucenovich ed il nuoto lombardo al Cimitero Monumentale di Milano

In prima fila il Presidente FIN Lombardia, Ing. Danilo Vucenovich. Quasi 300 partecipanti per dar peso ai diritti del mondo delle piscine. Dirigenti, tecnici, atleti, genitori. Una manifestazione pacifica, con rispetto di norme e distanziamenti. Perché lo sport sa stare alle regole, è sulle regole che vive ed educa i ragazzi.

A margine della manifestazione, arrivano puntuali le dichiarazioni del presidente Vucenovich:

“Il nuoto è uno sport che va ad acqua calda, ma questo è così da sempre. Dieci giorni fa il Presidente del Consiglio dava una settimana per l’adeguamento degli impianti, ignorando che il settore già da maggio si era adeguato a linee guida che imponevano aumenti vertiginosi dei costi nonostante una riduzione dei ricavi fino ad oltre il 50%. Nonostante l’esito positivo dei verbali ispettivi, il settore è stato chiuso. Totalmente. Non fino alle 18 come altri settori. Però con impianti che non possono essere spenti. Siamo chiusi e possiamo far allenare gli agonisti, quindi spese alte senza incassi. Il nuoto di alto livello può esistere solo grazie alla grande base, atleti impianti e corsi di nuoto. La scelta di chiudere significa fermare il percorso virtuoso che porta all’eccellenza sportiva”.

E sul piano delle strutture, poi: “Gli impianti si fermeranno, degraderanno perché le Amministrazioni Comunali non sono in grado di gestirli. In più nessuno farà più sport acquatico, garantito fino ad oggi dalle società sportive. Non è lo stato, non i comuni. Fermando le società sportive si fermerà lo sport.”

Mentre sul tema dei lavoratori sportivi Vucenovich non certo parole leggere: “La politica del Ministro Spadafora sulla tutela dei lavoratori sportivi ha un consenso che si basa esclusivamente sull’erogazione dei contributi. In realtà non parla mai, per mancata conoscenza specifica, dei lavoratori sportivi. Se i lavoratori sportivi spariscono, non esisterà alcun lavoro sportivo. I gestori sono impegnati con finanziamenti e mutui per ristrutturare gli impianti, impegni legati alle gare d’appalto e agli accordi di gestione. Il buon funzionamento delle strutturo è dovuto solo ed esclusivamente alla società sportive.”

Vucenovich commenta poi l’ultimo decreto, in particolare sui contributi a fondo perduto, a cui non manca ovviamente la riserva in attesa dei decreti attuativi. 

Poche speranze per veder sopravvivere lo sport in Italia: “Noi vogliamo essere ascoltati. Questo governo non ha la capacità di ascolto. Comprendiamo sia una situazione grave e difficile, ma ricordiamo che in piscina non ci sono stati contagi primari. Il cloro uccide il virus.”

Una staffetta, fuori dall’acqua, con il commento di Luca Sacchi. 

 

 

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