Ivo Ferretti: “La gambata a delfino di Shimanovic? Ininfluente. La rana è da sempre uno stile complicato”

Nonostante il periodo di stop, amiamo parlare di nuoto nuotato. Non riusciamo a farne a meno, e forse è una buona cosa: ci permette di tenere vivo quel legame con ciò che più ci piace. E per farlo questa volta abbiamo interpellato qualcuno che di nuoto nuotato se ne intende proprio: Ivo Ferretti, responsabile dell’area biomeccanica della Federazione Italiana Nuoto e grande esperto della video analisi.

Abbiamo parlato con il professor Ferretti della gambata a delfino nella nuotata a rana che in questi giorni ha animato un po’ i tecnici e gli amanti del nuoto e gli abbiamo chiesto il suo parere, che ovviamente è arrivato puntuale e preciso.

Non sono riuscito a vedere tutte le gare, ma ho visto l’arrivo dei 100 rana in questione, quello con il colpo di gambe delfinato. Onestamente è dagli anni Ottanta che si vedono queste cose, quindi non l’ho sentita come una novità. Per certi aspetti è anche una conseguenza del movimento del corpo e quindi a volte questo colpo di gambe non è volontario. Ci sono dei momenti in cui il colpo di gambe a delfino viene utilizzato in maniera truffaldina, e questo sicuramente è il momento in cui non va bene e non si deve accettare. In alcuni convegni ho fatto vedere alcune riprese delle partenze a rana, in cui i nuotatori fanno due, anche tre colpi di gambe a delfino nella subacquea o addirittura movimenti di sforbiciata.

Ciò che mi è parso di capire, ascoltando anche la polemica sollevata dall’allenatrice di Peaty, Mel Marshall, che l’azione incriminata sia l’arrivo della gara che è valsa a Ilya Shimanovic il record europeo. Credo che quel colpo di gambe a delfino non sia stato determinante per il risultato finale, il record sarebbe arrivato comunque. Nell’osservare e nell’analizzare quanto è successo voglio essere il più obiettivo possibile. Nella rana è permesso, nell’arrivo e nelle virate fuoriuscire con i gomiti, quindi è una sorta di bracciata a delfino e quindi il corpo, se uno arriva un po’ lungo nella virata o nell’arrivo e cerca di fare una bracciata di meno per tuffarsi sull’arrivo, proiettando il corpo in avanti il colpo di gambe a delfino viene inevitabilmente effettuato. Vengono distese le gambe, ma come conseguenza naturale del movimento.

Se si conosce la storia del nuoto, negli anni Settanta si sa che esistevano due tipi di rana nuotata: la rana piatta, cosiddetta formale, predicata principalmente dagli americani, e ben interpretata dall’atleta tedesco Gerald Mörken, campione del mondo dei 100 a Belgrado nel 1973,  che nuotava con una gambata molto larga, cercando di evitare di offrire resistenza all’acqua, tenendo le ginocchia più larghe, la bracciata tenuta più in superficie, il corpo oscillava di meno. Poi c’era il campione dei 200 rana, il britannico David Wilkie, che sembrava letteralemente un cavallo imbizzarrito, ma in realtà nuotava una rana delfinata. All’epoca non era previsto dal regolamento che si potesse andare sotto con la testa nella rana, quindi ognuno dei due tipi di rana aveva una sua logica, la logica di Wilkie era quella di evitare le resistenze fuoriuscendo con le spalle e con il corpo dall’acqua, la logica di Mörken era quella di avere meno resistenze possibili cercando il maggiore scivolamento. Questa premessa per dire che già Wilkie, nuotando una rana per così dire delfinata, con quel movimento del corpo un minimo di gambata a delfino la faceva.

Poi ci sono state una serie di situazioni tra gli anni Ottanta e Novanta assolutamente inguardabili, c’erano strategie di ogni tipo, lecite e non, per avvantaggiarsi nella nuotata, le donne che raccoglievano i capelli alla Margie Simpson per non andare sotto con la testa.

Verso la fine degli anni Ottanta vediamo la nascita della rana ungherese, la cosidetta rolling breaststroke o rana rullata, dove praticamente il movimento del bacino è proprio quello del delfino. Il suo ideatore, che allenò József Szabó portandolo a vincere i 200 rana alle Olimpiadi di Seul nel 1988, teorizzava che il corpo doveva fare un movimento simile a quello del delfino per salire sopra l’onda che si creava con la bracciata, come se avessimo una grande palla e dovessimo salire da una parte e scendere dall’altra. Quindi un movimento proprio delfinato, da qui il nome di rolling breststroke perché praticamente si rotolavano sull’onda. Anche lì il colpo di gambe a delfino veniva naturale, tant’ è vero che una ranista ad un’Olimpiade rischiò la squalifica perchè faceva il colpo di gambe a delfino però verso l’alto. Ma dal regolamento questo è permesso. Non è consentito il contrario, cioè il colpo di gambe verso il basso, ma quello verso l’alto sì, perché il regolamento interpreta questo movimento come un ritorno della gambata a rana. Quindi, se noi la vediamo più da un punto di vista tecnico, questa cosa esiste da sempre. Il problema vero è capire quando è fatta in maniera volutamente distorta per avvantaggiarsi e quando è una conseguenza naturale del movimento del corpo.

Purtroppo il regolamento non riesce a distinguere, ma anche il giudice fa fatica. Mi ricordo Cameron Van Der Burgh, per citare uno che ha smesso perché non voglio nominare chi sta ancora nuotando, anche se ce ne sarebbero, faceva tre colpi di gambe a delfino prima di uscire dalla subacquea: uno direttamente nell’entrata in acqua, uno quando le braccia erano distese in avanti, e un altro prima di uscire, successivo alla gambata a rana. Quello era irregolare, perchè non era una fase delfinata del movimento del corpo, semplicememente cercava di avvamtaggiarsi facendo questo movimento. C’è anche da considerare il fatto che attualmente molti ranisti fanno una gambata molto stretta, simile a quella del delfino, ma con i piedi extraruotati verso l’esterno, vedi Adam Peaty, e quando cominciano ad ondulare un pochino il corpo il movimento viene praticamente spontaneo. Per cui io non sono d’accordo con la polemica sollevata da Marshall: è vero, può succedere, ma lo vedo più strumentale che oggettivo: io non trovo che ci sia stata intenzionalità. Se Peaty avesse mantenuto suo il record, la polemica si sarebbe fatta ugualmente? Quello in cui si vede questa distensione delle gambe sostanzialemnte è un arrivo. Questa è la mia opinione.

La rana è lo stile che da sempre è soggetto ad interpretazioni, e non si può dire che nella rana il regolamento sia chiaro e specifico, tant’è vero che si parlava di lasciar fare i primi 15 metri con le gambe a delfino perché i giudici non riescono a vedere quando l’atleta fa dei colpi di gambe a delfino in più. Questo la dice lunga.

Io ho un’opinione molto semplice, ma credo chiara: o si ammette la prova televisiva, e allora queste cose qui sono da squalifica, o la prova televisiva non è ammessa e a quel punto vale ciò che ha deciso il giudice. Io ricordo un Sette Colli in cui un atleta greco (Romanos Alyfantis, NdR) fece 200 metri rana scandalosamente tutti con il colpo di gambe a delfino, e c’era la telecamera sotto che lo seguiva, però il giudice arbitro, ben sapendo che la prova televisiva non valeva, e non volendo guardare il video, non lo squalificò, nonostante fosse evidentissimo. Altrimenti utilizziamo la VAR, e allora a quel punto squalifichiamo anche quelli che fanno tre colpi di gambe a delfino in subacquea: così sarebbe corretto e democratico.

Io che da sempre analizzo le fasi subacquee, ne parlo con gli allenatori, analizzo e studio, prendendo le misurazioni, dico che l’atleta che fa due o tre colpi di gambe a delfino è all’ordine del giorno, anche molti dei nostri. Oltretutto è all’ordine del giorno l’atleta che tira fuori i gomiti dall’acqua. Ad un campionato Europeo giovanile, dove Benedetta Pilato stabilì il record continentale juniores, ci fu una contestazione nei suoi confronti perché da una fotografia si vedevano i gomiti fuori dall’acqua. Ma il giudice arbitro queste cose non riesce a vederle, perché c’è la schiuma. Se c’è la prova televisiva vale quella, altrimenti vale ciò che dice il giudice. è una questione complessa.

Io ritengo che l’atleta in questione non si è avvantaggiato con quel colpo di gambe, anche con una gambata a rana probabilmente  avrebbe avuto lo stesso risultato. Mentre se entro e faccio tre colpi di gambe a delfino, lì lo sto facendo apposta. Oppure io mi tuffo sul muro, perchè il regolamento mi consente di uscire con i gomiti dall’acqua e mi permette di fare una sorta di bracciata a delfino e tuffandomi dal muro distendo le gambe, potrebbe essere da squalifica, ma anche no. Io credo che questo atleta abbia fatto un arrivo naturale, e siccome ha una rana delfinata, è arrivato in quel modo. Se fosse stata valida la prova televisiva, probabilmente questo atleta sarebbe stato squalificato. Non l’ho vista una cosa scandalosa, obiettivamente. Ne ho viste di peggiori e fatte appositamente perché si sa che il giudice non riesce a vedere. Farfalla e crawl si prestano un po’ meno, ma a rana e a dorso ho visto di tutto, e anche nel passaggio dorso/rana nei misti. Ne potrei elencare un’infinità. Ma questi sono punti critici del regolamento.

La rana si è evoluta ma è stato sempre lo stile più complicato: prima non si poteva andare sotto con la testa, poi era concesso, poi in virata nel 2003 ti dicono che puoi fare un colpo di gambe a delfino, ma quando? Lo puoi fare solo prima della gambata a rana, quindi ptima deve partire la bracciata, poi puoi fare il colpo di gambe a delfino e poi puoi fare la gambata a rana. Questo era il regolamento originario della liberazione della gambata a delfino nella subacquea. dopodiché, siccome gli atleti naturalente fanno il colpo di gambe a delfino quando le braccia sono distese in avanti, fatto confermato anche da studi e osservazioni eseguite con Alberto Castagnetti, i giudici che fanno? Dicono che le mani devono almeno essere partite per il movimento verso dietro prima che tu faccia il colpo di gambe a delfino. Kosuke Kitajima era scandaloso da questo punto di vista perché non rispettava assolutamente la sequenza, faceva il colpo di gambe prima della bracciata. Allora si specificò: devi aver almeno girato i palmi delle mani verso l’esterno prima di poter fare il colpo di gambe a delfino… Ma come si fa a controllare tutto questo? È assurdo! Dopodiché finalmente fu liberalizzato.

Perché allora tutte queste evoluzioni nel regolamento? Perché il giudice non riusciva a vedere. La FINA sta valutando di consentire i primi 15 metri delle gare a rana con gambe a delfino: mi fa inorridire, perché a questo punto vinceranno i delfinisti, non i ranisti. Si va a snaturare completamente la nuotata. Il bello della rana è che è uno stile un pò sui generis, io lo definisco l’unico stile a trazione posteriore.

I regolamenti evolvono perché ci sono dei buchi, cose che sfuggono. i regolamenti spesso sono fatti per i giudici, non per gli atleti.

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

 

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