Cavic: “A Pechino ho vinto io, Omega in conflitto di interessi”

Non l’ha ancora digerita, e come potrebbe essere altrimenti? Milorad Cavic, autore dell’arrivo forse più discusso nella storia del nuoto che potete rivivere a questo link, ospite del podcast di Brett Hawke ha dichiarato:

Non penso di avere perso quella gara. Non ho niente contro Michael, e non credo che questa situazione sia dipesa da lui. Io sono arrivato molto lungo con la bracciata, lui molto corto, e tutti dicono che il risultato sia dipeso da questo. Ma ricordo di avere visto le prime foto in cui io toccavo la parete e lui non era ancora arrivato. Questo senza nulla togliere a Michael, che è senza dubbio il più grande di ogni epoca. Ciò che non mi ha mai convinto è che Omega (l’azienda cronometrista ufficiale dei Giochi, NdR) ha impiegato tre giorni per fornire una spiegazione. E Omega era uno degli sponsor ufficiali di Phelps all’epoca, e non serve che ti ricordi quanto denaro gira intorno alle Olimpiadi. C’erano miliardi di motivi per cui le cose dovevano andare in quel modo. Da quel momento ho voltato pagina e sono andato avanti, ma vedo che a tanti anni di distanza Omega ha ancora il monopolio del cronometraggio nel nostro sport e continua a sponsorizzare gli atleti di alto livello, e questa non è una cosa buona. C’erano le foto in cui si vedeva chiaramente la mia vittoria, e poi quelle foto sono scomparse. Ho provato sincero imbarazzo per Michael, costretto a spiegare questa situazione grottesca. Posso solo dire di essere sceso in vasca, di avere dato tutto ciò che avevo e di avere toccato per primo. Tre giorni dopo Omega se n’è uscita con la versione che per attivare la piastra era necessaria una pressione di 3 chilogrammi. Dopo tanti anni mi resta solo l’amarezza e il rimpianto per non avere neppure conosciuto Michael, ci avrei bevuto volentieri una birra insieme come ho fatto con tutti gli avversari che ho incontrato nella mia carriera.

 

Ph. ©Deepbluemedia

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