Le principesse del nuoto

Cercando “le principesse del nuoto” su Google, non si trova altro che materiali, giochi e braccioli delle famose Principesse delle favole Disney come Ariel, Bella, Biancaneve, Cenerentola ed Elsa. Non hanno l’importanza che meritano personaggi di assoluto valore a cui è attribuito il titolo di principessa, né principesse che in passato hanno potuto vivere l’esperienza di atlete in piscina.

Per chi vive e segue il nuoto internazionale la vera Principessa è Inge De Bruijn. Un titolo attribuito grazie ai successi dei tanto cari Giochi Olimpici di Sydney 2000: oro nei 50, nei 100 stile libero e nei 100 farfalla. Una tripletta che le è valso il meritato soprannome di Princess. Qui l’articolo dal portale SOS del grande Craig Lord.

Ma parlando di veri titoli nobiliari, ci sono due personaggi noti a tutti, due vere Principesse, strettamente legate al mondo acquatico.

Charlène Wittstock

Non tutti sanno che Charlène Wittstock (nella foto), classe 1978, è la principessa che in assoluto ha raggiunto i migliori risultati sportivi in vasca. Si tratta della moglie del Principe Alberto II di Monaco, con cui si è sposata il 1 luglio 2011 acquisendo il titolo di Sua Altezza Serenissima Charlène, Principessa consorte di Monaco, succedendo alla principessa Grace Kelly (1929-1982), moglie del Principe Ranieri III, nota attrice americana.

Charlène è nata a Bulawayo nello Zimbawe. Ha iniziato a nuotare da bambina, grazie alla una passione trasmessale da sua madre, Lynette Humberstone, nuotatrice prima ed insegnante di nuoto poi.

Charlène Wittstock ha vinto i campionati sudafricani nel 1996, ha poi rappresentato il Sudafrica ai Giochi del Commonwealth nel 1998 e nel 2002. Ma il risultato più importante è stata la finale con la staffetta 4×100 alle Olimpiadi di Sydney 2000, insieme alla compagna di squadra Kirsty Coventry.

Nello stesso anno, al meeting Internazionale Marenostrum nella tappa di Monaco, ha vinto la medaglia d’oro nei 200 metri dorso. Quell’occasione le ha permesso di conoscere quello che sarebbe poi diventato suo marito, il Principe Alberto. Nel 2002 ha vinto tre medaglie d’oro alla Coppa del Mondo: 50 stile libero, 100 stile libero e staffetta 4×100.

A causa di un infortunio alla spalla ha dovuto rinunciare, anche se già qualificata, ai Giochi Olimpici di Pechino 2008. Appeso il costume al chiudo, si poi è tuffata nel mondo della moda.

La Principessa Charlène ed il Principe Alberto II hanno due figli gemelli, nati nel dicembre 2014: Gabriella Grimaldi, nata due minuti prima del fratello Giacomo Grimaldi, erede al trono del Principato di Monaco.

Prince Alberto of Monaco visits the village and the pools accompained by his girlfriend Charlene Wittstock..Nella foto il Principe di Monaco visita il villaggio e le piscine insieme alla sua compagna Charlene Wittstock Roma 26/07/2009.13th Fina swimming World Championship Village Roma 2009.

 

Charlène Wittstock ha mantenuto vivo il suo legame con il mondo del nuoto, non solo grazie ai ricordi di atleta ma anche attraverso il progetto Fondation Princesse Charlène de Monaco, condiviso con il marito Principe Alberto:

Essere appassionati di sport è un vero privilegio, perché questa passione ti spinge ad abbracciare nobili valori. – commenta la principessa – Lo sport può cambiare qualcuno, salvargli la vita, dargli potere e offrire un destino straordinario. Lo sport può avere un impatto su un individuo, su una famiglia, su una comunità, persino su un’intera nazione. Molti giovani atleti di grande talento, con un vero potenziale da campioni, non hanno i mezzi per allenarsi adeguatamente. Inoltre, oggi, trasmettere questi valori, che condivido con mio marito il Principe Alberto II, alle nuove generazioni di atleti è diventata una delle mie priorità. La mia fondazione intende sostenere diversi progetti sottolineando l’importanza e la consapevolezza della sicurezza acquatica. Troppi bambini annegano in acqua ogni anno perché non sanno nuotare, quando solo imparare a nuotare potrebbe salvare le loro vite e aiutarli a sentirsi più a loro agio e sicuri in acqua. La mia fondazione è focalizzata su questi bambini, che possono diventare adulti responsabili solo se mostriamo loro la via attraverso i valori dello sport e della solidarietà; così, insieme, possiamo aiutare questi giovani atleti ad avere successo.”

Qui il video della presentazione

La fondazione, dal 2013 ad oggi, si è impegnata in diversi paesi: Tanzania, Australia, Senegal, Bangladesh, Ghana, Senegal, Kenya, Thailandia, Canada, Madagascar, Grecia, Marocco, India e California.

Charlène ha poi collaborato con altri campioni per valorizzare la cultura del nuoto. In particolare: nello Zimbabwe ha collaborato con la sua ex compagna di squadra Kirsty Coventry ed il suo progetto Heroes, mentre in Costa Azzurra ha collaborato con la Federazione Francese di Nuoto ed due volte campione olimpico Alain Bernard.

 

Diana Spencer

Il secondo personaggio che merita attenzione per la vicinanza con il mondo del nuoto è la compianta Diana. Seconda solamente per i risultati sportivi. Si tratta di uno dei personaggi più seguiti, letti e raccontati nel pianeta, di cui si sa molto e forse si ignorano solamente alcuni aneddoti o dettagli di gioventù.

Diana Spencer classe 1961. Conosciuta in tutto il mondo come Lady Diana o Lady D, moglie del Principe Carlo, figlio della Regina Elisabetta II e del Principe Filippo Duca di Edimburgo.

Una vita travagliata la sua, terminata prematuramente nell’agosto 1997 nel tragico incidente stradale di Parigi, sotto il ponte de l’Alma insieme al suo fidanzato Dodi Al Fayed.

In pochi sanno che la Principessa, durante gli anni del collegio a Riddlesworth Hall nel Norfolk, nuotava con buoni risultati. Lo ha raccontato la scrittrice inglese Sarah Bradford, famosa per le sue biografie reali. La Bradford è autrice del libroDiana – La vita e il mito” (editore Mondadori). In un passaggio della biografia, il Preside del college Ruth Rudge ha ricordato la determinazione della allora giovane Diana Spencer: “Aveva un carattere molto forte. Faceva di tutto per ottenere quello che voleva”.

Dopo il divorzio dal Principe Carlo, Diana si è dedicata ad aiutare persone meno fortunate: malati di AIDS, bambini vittime di malattie e di soprusi, nonché nella battaglia per la messa al bando delle mine antiuomo.

La sua morte ha lasciato un vuoto incolmabile per tutta l’Inghilterra e per tutto il mondo. Il ministro inglese di allora, Tony Blair, l’ha soprannominata Principessa del Popolo. Un po’ anche Principessa del nuoto.

Ph. ©Frankie Fouganthin  rilasciato sotto licenza Creative Commons CC BY-SA 3.0
Ph. Diana Spencer ©John Mathew Smith & www.celebrity-photos.com rilasciato sotto licenza Creative Commons CC BY-SA 2.0

 

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