Richard Pound. Priorità vaccino agli atleti per garantire i Giochi

A meno di 200 giorni dall’apertura dei Giochi di Tokyo e con il Giappone che ha dichiarato lo stato di emergenza, il canadese Richard Pound (78), membro del Comitato Olimpico Internazionale (CIO), ha detto che agevolare gli atleti olimpici nel ricevere il vaccino COVID-19 sarebbe il “modo più realistico” per garantire lo svolgimento dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Tokyo 2020.

Pound ritiene che nel computo di milioni di persone di ciascuno degli oltre 200 paesi in gara a Tokyo, somministrare il vaccino a circa 300 atleti, a cui però occorre aggiungere lo staff tecnico e i dirigenti al seguito, non solleverà nessuna protesta pubblica a fronte della garanzia di svolgere in sicurezza una manifestazione planetaria e quadriennale (quinquennale) di tale portata.

Quella di Pound è una ipotesi avanzata anche dall’ex presidente dell’EMA Guido Rasi ai microfoni di At The Pool Bar nella puntata “Emergenza Sanitaria. Vaccini e protocolli” dello scorso dicembre (vedi sotto), questa proposta è considerata una possibile soluzione anche dal DT Cesare Butini intervenuto l’altro ieri nella medesima trasmissione, oltretutto gli atleti olimpici potrebbero essere ottimi testimonial pro-vaccino.

Il numero uno del CIO Thomas Bach ha invitato gli atleti a sottoporsi a una vaccinazione COVID-19 prima di Tokyo 2020 escludendo però l’obbligatorietà, il CIO ha inoltre rivelato di essere in trattative con i produttori del vaccino sottolineando però di non voler passare davanti a nessuno, soprattutto a coloro che hanno maggiore bisogno di una vaccinazione.

“Abbiamo chiarito fin dall’inizio che la priorità è per gli infermieri, i medici e tutti coloro che mantengono in vita la nostra società, nonostante la crisi del coronavirus. Queste sono le persone che meritano di essere le prime ad essere vaccinate”.

 

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