Recovery plan: cosa c’è per lo sport

È ancora presto per sapere come l’Italia utilizzerà i fondi dell’iniziativa Next Generation EU, a maggior ragione con il governo ormai apertamente in crisi e Giuseppe Conte già a colloquio con Sergio Mattarella, ma non c’è dubbio che, nella totale assenza di interventi strutturali, la sopravvivenza di associazioni e società sportive impegnate nella gestione di impianti è legata a doppio filo alla disponibilità di queste risorse.

Essendo disponibile il testo integrale del Piano nazionale di ripresa e resilienza, si può iniziare a farsi un’idea di quanto e come il tema “sport” sia nelle attenzioni dell’esecutivo (Spoiler: poco, ma almeno c’è).

Il piano è diviso in sei capitoli, ciascuno delle quali può interessare in maniera più o meno diretta lo sport:

  1. Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura
  2. Rivoluzione verde e transizione ecologica
  3. Infrastrutture per una mobilità sostenibile
  4. Istruzione e ricerca
  5. Inclusione e coesione
  6. Salute

Particolarmente interessante il capitolo 2.3: Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici, che al paragrafo 2 prevede la estensione del superbonus al 110% per efficientamento energetico e messa in sicurezza degli edifici. La misura è rifinanziata ed estesa a tutto il 2022: se l’applicabilità fosse estesa all’efficientamento dell’intero impianto sportivo anziché ai soli spogliatoi come è attualmente, questa potrebbe essere davvero la salvezza per le società concessionarie: abbattere i costi energetici per compensare i minori incassi derivanti dalle limitazioni anti-Covid, che verosimilmente ci porteremo dietro a lungo, e i maggiori costi derivanti dai decreti di riforma dello sport voluti dal ministro Vincenzo Spadafora. 

Al capitolo “Inclusione e coesione” fra gli obiettivi generali sono richiamati la Realizzazione di impianti sportivi e parchi urbani attrezzati, che contrastino il degrado urbano, favoriscano la socializzazione dei giovani, e contrastino la marginalizzazione sociale,  Riconoscere il ruolo dello sport nell’inclusione e integrazione sociale come strumento di contrasto alla marginalizzazione di soggetti e comunità locali e riqualificazione delle strutture sportive, volte a garantire il potenziamento del ruolo dello sport ai fini della inclusione e della integrazione sociale: un incoraggiante segnale di consapevolezza del valore sociale della pratica sportiva.

È previsto (tabella M5C2) il rifinanziamento del progetto Sport e periferie con 700 milioni di euro, importo che non sembra sufficiente a risolvere i problemi dell’impiantistica sportiva ma che può rappresentare un volano importante per la riqualificazione dell strutture più fatiscenti. Si tratta di una dotazione che intende agire, in via preferenziale, sulle comunità più indigenti, grazie a misure e interventi coerenti alle politiche e alle strategie a sostegno della transizione verde e digitale, promuovendo le istanze di coesione economica, sociale, territoriale nazionale ed europea, nonché rafforzando la capacità di resilienza economica e sociale e di mitigazione dell’impatto sociale ed economico della crisi indotta dal perdurare della pandemia da Covid-19. Non adatta quindi per la riqualificazione degli impianti in chiave sportiva agonistica.

Come tutti i documenti programmatici va preso con le pinze: deve passare attraverso il vaglio parlamentare, la conversione in legge, le commissioni, i decreti delegati e le circolari attuative, ma certamente se c’è una speranza di non trovarsi nei prossimi mesi a restituire le chiavi delle piscine è dentro queste centosessanta pagine che bisogna cercarla.

PNRR-NEXTGENERATIONITALIA – SCARICA IL DOCUMENTO INTEGRALE [PDF]

 

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