Nuotatori fuor d’acqua

Con grandissimo piacere accogliamo nello staff di Nuoto•com Erika Ferraioli, vincitrice del concorso the N Factor. Di Erika conoscevate i successi sportivi e accademici, da oggi potrete apprezzarne le capacità letterarie. Di seguito l’elaborato con il quale ha conquistato i favori della giuria. Buona lettura, e un grande benvenuto a Erika.

La Redazione


 

Ogni anno la stessa storia. Stesso viaggio, stesso autogrill, stesso hotel, stessa piscina, stesse emozioni nel cuore, anche se ogni anno diverso. Conosciamo quell’odore come se fosse casa, quelle luci, quei suoni, quelle voci. Ci accolgono dandoci l’abbraccio che volenti o nolenti tutti ci aspettiamo quando arriviamo. La certezza di essere lì ogni anno, pronti o meno, nonostante tutto.

Marzo 2020, eravamo pronti, per tuffarci nell’anno più bello e difficile per uno sportivo, quello olimpico.

Ed invece STOP.

Un invisibile virus ci ha bloccato sul più bello, dopo aver sacrificato vacanze, amici ed affetti per inseguire il più grande dei sogni. Quelle gare annullate sono diventate un incubo ben peggiore quando ci siamo ritrovati chiusi in casa, come pesci fuor d’acqua, è proprio il caso di dirlo. Annaspando e scalpitando abbiamo atteso pazientemente la riapertura delle nostre piscine, abbiamo ricominciato tutto da capo, finché non abbiamo imparato di nuovo ad essere una cosa sola con l’acqua.

Dicembre 2020. Alla fine di questo annus horribilis ci ritroviamo di nuovo qui, Campionato assoluto invernale open.

Di stranieri nemmeno l’ombra, viaggiare è troppo rischioso, gli assenti anche tra noi italiani sono molti.
I presenti, un po’ spaesati, si presentano in piscina tra autocertificazioni e nuove regole. Il nuotatore si sa, è un tipo abitudinario. Queste nuove procedure ci lasciano un po’ perplessi ma le accettiamo. Come accettiamo la mascherina fino al blocco di partenza, noi così affamati d’aria. Pur di ricominciare a gareggiare questo ed altro. Abbracci vietati, sorrisi nascosti. Impariamo a comunicare con gli occhi e ci facciamo forza così, con sospiri catturati da una mascherina ma dentro la voglia di far vedere quello che valiamo. Tutto così diverso, ma alla fine sempre tutto così uguale. Ti senti ovattato, un po’ confuso, un anno senza gare è lungo e ti toglie ogni certezza. I giovanissimi reagiscono meglio, per loro è più facile, hanno ancora la spensieratezza che li porta a lasciarsi tutto alle spalle nel tuffo di partenza e volare verso i propri sogni.

Un campionato un po’ sottotono, tutto sommato: due grandi lampi in tre giornate grigie. Ma poco importa, in fin dei conti nella tempesta ognuno prende quel che viene, con la consapevolezza di chi sa cosa ha attraversato per arrivare fin lì, e di chi spera che il peggio sia ormai passato.

Ph. ©Deepbluemedia

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