#IOCHIUDO

Dare conto puntualmente delle chiusure di piscine e del default di associazioni e società sportive, professionisti e aziende legati al mondo dell’acqua è un esercizio doloroso e che richiederebbe ormai un sito a parte.

La vicenda del Crocera Stadium di Sampierdarena merita però di essere riportata, non fosse altro per la lucidità con la quale la dirigenza riassume la situazione:

Crocera Stadium Ssdrl, consapevole della gravità di tale scelta, arrivata peraltro dopo aver coraggiosamente mantenuto accesa la speranza per ben tre mesi, durante i quali si è garantita la prosecuzione delle attività agonistiche ospitando anche numerose società sportive genovesi, deve oggi confrontarsi con costi di oltre 120.000 euro accumulati solo in questo periodo.

Non va poi dimenticato che tale grave situazione si aggiunge ai danni finanziari generati dal primo lockdown per il quale, a fronte di mancati incassi per circa 250.000 euro, sono ad oggi stati riconosciuti a Crocera Stadium Ssdrl un cosiddetto “ristoro” di 3.000 euro ricevuto dal Governo, l’abbattimento del canone da parte del Comune di Genova, oltre che una (solo simbolica) riduzione della TARI: per un totale di soli 18.700 euro.

Crocera Stadium Ssdrl evidenzia poi come durante il 2020 abbia potuto offrire i suoi servizi a pieno regime per solo 2 mesi (quelli pre-lockdown), oltre che per altri tre ma con i noti vincoli, accumulando così ulteriori costi e debiti, anche nei confronti dei propri utenti, ai quali ha poi riconosciuto i servizi non fruiti. Senza dimenticare i disagi creati alle migliaia di famiglie che non hanno potuto proseguire con la propria attività oltre che le ripercussioni sui circa 50 collaboratori fermi per/da mesi.

(…)

Crocera Stadium Ssdrl ha saputo infatti faticosamente creare un presidio sociale, oltre che sportivo, per l’intero ponente genovese. Nei quasi vent’anni di attività la “Crocera” non ha mai ricevuto contributi sostanziali per la gestione, pur avendo investito ingenti risorse private al fine di garantire l’eccellenza in termini di qualità e varietà dei servizi, come peraltro riconosciuto ben oltre i confini regionali, in una struttura comunale notoriamente energivora anche in condizioni di fermo.

Pur orgogliosi di aver negli anni valorizzato un impianto pubblico, di aver sempre mantenuto gli impegni e, rarità anche nella nostra città, gestito la “cosa pubblica” senza contributi e senza poi addossare debiti alla comunità, i dirigenti di Crocera Stadium decidono oggi di “alzare bandiera bianca”, ed alla luce delle incertezze sul futuro, confermano pertanto che in assenza di un urgente oltre che coerente sostegno economico straordinario, viene messa a rischio anche la riapertura dell’impianto polisportivo, se e quando sarà finalmente consentita dalle norme.

Ecco. Quando sentite esponenti del governo sostenere senza un accenno di pudore che “i ristori già erogati coprivano ampiamente fitti, utenze e altre spese fino a gennaio 2021“, che “abbiamo fatto ogni sforzo possibile, operato a sostegno del settore con misure e risorse mai viste prima”, ricordate che è di questo che stiamo parlando.

Quando pensate che l’ottimismo della volontà e i post motivazionali sui social siano sufficienti a pagare mutui e bollette, tanto è arrivato il vaccino e con la primavera sarà tutto a posto e dal primo settembre lo sport di base sarà un Bengodi di assunzioni a tempo indeterminato per ogni laureato in Scienze motorie con 66/100, ricordatevi che il Coronavirus è qui per restare a lungo, che a lungo perdureranno le restrizioni e che in assenza di interventi estesi, significativi e durevoli quello che ci aspetta è un deserto. Che qualcuno gongolando chiamerà “riforma dello sport”.

Ph. ©Omar Gonzalez @Pixabay

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