Cifra Tonda – Thomas Ceccon e i suoi 20 anni

Una nuova rubrica per Nuoto•com: “CifraTonda“. A inaugurarla è un atleta con una cifra che forse in molti gli invidiano: Thomas Ceccon festeggia 20 anni. Sicuramente può sembrare strano fare un bilancio di ciò che sono stati vent’anni di vita, ma nell’ottica di un atleta professionista come Thomas, cose da dire ce ne sono. Valutazioni su un percorso fatto e prospettive su progetti futuri. E lui ha accolto il nostro invito con entusiasmo e ha condiviso con la nostra redazione le sue riflessioni, e anche qualche ricordo.

Se devo fare un bilancio dei miei vent’anni dal punto di vista dell’atleta, posso ritenermi soddisfatto, fino a qui è stato un percorso molto buono. Mi ritrovo a festeggiare con una qualificazione olimpica in tasca, e questo non può che farmi piacere. Speriamo solo di poterla utilizzare questa qualifica. In ambito giovanile penso di aver fatto tutto quello che era possibile fare, ho partecipato ad ogni sorta di competizione e con buoni risultati. Da due anni mi confronto con ‘i grandi’. Il primo anno in categoria assoluta non è stato facile: lo stacco è notevole. Ho cominciato con le staffette e questa è stata una buona cosa perché ti permette di inserirti con gradualità. 

Thomas ha cominciato a frequentare la piscina da piccolino, intorno ai 2 – 3 anni e alternava la passione per l’acqua al tennis:

Compio vent’anni e frequento la piscina da circa 18: questa cosa mi fa sorridere, posso dire che fino ad ora ho praticamente passato la mia vita in acqua. Praticavo anche tennis contemporaneamente al nuoto, ma poi i miei genitori hanno fatto una scelta e hanno deciso che dovevo restare in acqua! Posso dire che mi hanno aiutato a fare la scelta giusta.

Se guardo indietro, penso che è stato fondamentale ciò che hanno fatto i miei genitori scegliendo il nuoto per me. Lo conferma il fatto che non ho alcun rimpianto, se potessi tornare indietro credo che veramente non cambierei nulla. Quello che sono oggi, lo devo anche a loro e mi sento soddisfatto e felice così.

Thomas ha un allenatore che lo segue personalmente da quando ha quattordici anni, Alberto Burlina, che lui con grande rispetto chiama il Maestro:

Sono circa otto anni che mi alleno con Alberto, anche se ci conosciamo da molto più tempo, perchè quando nuotavo nella categoria esordienti e ragazzi ero sempre nella stessa società, la Leosport Creazzo, dove lui è capo allenatore ed ero seguito da Anna, la sua compagna, che in piscina allena i più piccoli. Ma lui in vasca era sempre presente. Alberto è l’allenatore che mi ha seguito negli anni più importanti, sia della mia crescita personale, che della mia crescita da atleta. Con lui c’è sempre stato un buon feeling, e col senno di poi, mi rendo conto che era molto in sintonia anche con i miei genitori. Non è cosa da poco. È un allenatore con cui si dialoga, si parla molto; se ci sono problemi e criticità, le affrontiamo sempre insieme. Forse un tempo si arrabbiava di più, ma c’è da dire che anche io ero più piccolo. Abbiamo condiviso insieme anche la scelta di andare a Verona: lui è della zona di Vicenza, io mi facevo quaranta minuti di macchina per andare ad allenarmi e al sabato andavamo insieme a Verona per poter utilizzare la vasca lunga. Quando si è trattato di fare il salto di qualità, Alberto ha parlato con i miei genitori e insieme a loro è stata presa la decisione di trasferirsi al Centro Federale “Alberto Castagnetti”. Ora è lui che tutti i giorni si deve fare la strada per allenarmi, ed è un sacrificio che apprezzo molto, dimostra quanto lui creda in me. 

CECCON Thomas ITA
LEN 45th European Junior Swimming Championships
Helsinki, Finland
Mäkelänrinne Swimming Centre
Day00 03-07-2018
Photo Andrea Masini/Deepbluemedia/Insidefoto

 

Alberto si era opposto alla proposta di Thomas di andare al Centro Federale di Ostia:

Io volevo assolutamente andare a Ostia, perché nel mio immaginario mi sembrava la soluzione ideale. Alberto non era d’accordo, mi ha fatto ragionare su cosa era importante per il mio futuro da atleta, su quali erano le mie priorità, senza trascurare comunque il fatto che ero un ragazzo. A distanza di tempo mi sono reso conto che è stata la scelta giusta: per gli allenamenti, per la scuola e anche per i miei amici. Ora vivo a Verona e sono contento, la città mi piace molto.

Nel 2020 Thomas ha superato l’esame di maturità ma in questo anno particolare vuole pensare solo alle Olimpiadi:

Ho superato l’esame di maturità e quest’anno non voglio pensare assolutamente a nient’altro se non che alle Olimpiadi. Poi non escludo nulla, ma ora voglio concentrarmi sul mio sogno olimpico e lavorare per quello. Sono consapevole che non è un appuntamento certo, vista la situazione attuale e come sta evolvendo, ma per quest’anno quello è il mio obiettivo. E poi si vedrà. Onestamente non avrei neppure la mente libera per intraprendere un nuovo percorso, e non sopporterei di iniziare qualcosa per poi mollare, anche da un punto di vista scolastico. Preferisco aspettare un anno e poi decidere con calma. 

Non solo maturità, ma anche patente in questo anno appena trascorso. E Ceccon ne parla con ironia, ridendo e ammettendo che per il momento guida “abbastanza” bene.

Thomas Ceccon Fiamme Oro Leosport Men’s 200m Mixed
Riccione 04/04/2019 Stadio del Nuoto di Riccione
Campionato Italiano Assoluto Primaverile di Nuoto
Nuoto Swimming
Photo © Andrea Staccioli/Deepbluemedia/Insidefoto

 

A vent’anni fa strano pensare a qualche ricordo sportivo particolare, perché si è talmente giovani e con tutto un percorso davanti a sé, che pare impossibile. Invece Thomas porta nel cuore un momento particolare:

All’inizio del mio inserimento con la Nazionale Assoluta, ho sempre avuto qualche problema. Problemi di relazione soprattutto. Ero il più piccolo, nessuno perdeva tempo a parlare con me, e la cosa non era sicuramente piacevole. Quando ho fatto il Mondiale Junior nel 2019 a Budapest, e sono tornato con i ragazzi della mia età, è stata un’esperienza bellissima. Eravamo tutti amici, si scherzava e ci si incoraggiava moltissimo, tutti insieme. Penso sia stata una delle mie esperienze sportive più belle. Il clima che c’era tra di noi era piacevole, sereno, il fatto di essere con la giovanile ha sicuramente aiutato. Mi sono divertito, sono stato bene.

Ora i rapporti con la Nazionale Assoluta sono decisamente migliorati, ho cominciato anche ad andare a fare dei collegiali, generalmente con Claudio Rossetto con il gruppo dei velocisti, ho imparato a conoscere meglio i miei compagni di squadra e quindi ora mi trovo molto meglio. Io sicuramente sono cresciuto, e loro hanno avuto modo di conoscermi. 

Guardando al futuro:

A vent’anni mi sono qualificato per le Olimpiadi ed era l’obiettivo che con Alberto ci eravamo prefissati. È il motivo per cui mi sono spostato a Verona. Sono contento di essermi qualificato a dicembre, così ora mi posso concentrare negli allenamenti, sembra una cosa da niente, ma mentalmente sei molto più sereno sapendo di avere il pass. Diciamo che agli assoluti di marzo vorrei provare a qualificarmi anche per i 100 stile, anche se a Tokyo i 100 dorso e la staffetta saranno molto vicini, però ci voglio provare. Vorrei fare la staffetta e anche la gara singola. E poi proverò anche i 100 delfino, anche se sono consapevole che non li sto allenando in maniera specifica. 

Mi piacerebbe anche poter fare un’esperienza all’estero, sempre in ambito natatorio. Credo che possa essere interessante per vedere come si allenano fuori dall’Italia e poi mi aiuterebbe anche per imparare l’inglese. La vedo come un’opportunità di crescita. Però non voglio che sia un’esperienza buttata lì, per organizzarla probabilmente chiederei il supporto della Federazione, perchè possano indicarmi quale struttura all’estero potrebbe essere più indicata per le mie esigenze: non voglio buttare il tempo e l’allenamento.

Photo © Andrea Staccioli / Deepblumedia / Insidefoto

 

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