Cate Campbell si racconta a Npc: “Quante incognite per Tokyo, ma io sono pronta”

 Le tante incognite sull’imminente Olimpiade di Tokyo non spaventano Cate Campbell. La sprinter aussie, reduce dal primo collegiale con la nazionale australiana in Gold Coast non vede l’ora di tornare a confrontarsi con le avversarie di tutto il pianeta ed è pronta a guidare la staffetta veloce al tris d’oro dopo i sigilli di Londra 2012 e Rio 2016.

Nuoto•com: Come è andato il primo camp con la Nazionale Australiana post pandemia?

Cate Campbell: È stato splendido essere in raduno con la Nazionale in Gold Coast due settimane fa. Non avevo visto molti dei miei compagni nuotatori per più di un anno, per cui è stato bello reincontrarli. Poi mi è mancato molto non gareggiare nel 2020, per cui è stato bello fare qualche sfida con le ragazze in allenamento.

NPC: Come è la situazione con la pandemia in Australia?

CC: Il nostro Paese sta combattendo molto aggressivamente la pandemia. Il Governo ha imposto restrizioni dure per mantenere il virus fuori dall’Australia, ma le nostre vite sono abbastanza normali. Posso andare in qualsiasi negozio o a prendere un caffé senza dover indossare la mascherina e non abbiamo nessun problema con gli allenamenti. L’unica cosa che ci manca è viaggiare, sia internamente sia a livello internazionale. Ma mi ritengo fortunata a vivere in Australia al giorno d’oggi, perché vedo che la situazione è decisamente peggiore nel resto del mondo.

NPC: Quanto sono stati importanti sua madre e tutta la sua famiglia nello scegliere il nuoto?

CC: La mamma ha insegnato a nuotare a me e a mia sorella e ci ha trasmesso l’amore per l’acqua. Non ci ha mai spinto a diventare nuotatori competitivi, ma ci ha sempre incoraggiati a lavorare sodo e seguire il nostro sogno.

 

NPC: Possiamo dire che le Olimpiadi del 2000 a Sydney e i trionfi dei nuotatori australiani nei Giochi di casa siano stati importanti nella scelta di essere un’atleta professionista?

CC: Le Olimpiadi di Sydney 2000 sono state le prime che ricordo di aver guardato. Ho visto i nuotatori australiani dominare la piscina e ho pensato: “Voglio farlo anch’io, un giorno”. Non riesco ancora a credere di essere riuscita a realizzare il mio sogno d’infanzia.

 

NPC: Detiene il record dei 100 stile in vasca corta: quanto è importante la corta per migliorare in lunga secondo lei?

CC: Cerco sempre di migliorare in tutto. Sono molto orgogliosa di detenere un record mondiale in corta, ma se potessi abbassarlo ancora, lo farei. Lo stesso vale per il mio primato personale sui 100 stile in lunga: anche se penso che sia buono, voglio comunque migliorarlo.

 

NPC: Quanto le è mancato non poter partecipare all’Isl?

CC: È stato molto difficile non poter prendere parte all’Isl. Le gare sono la cosa che mi è mancato di più durante la pandemia: la Isl è così divertente ed è sempre un’esperienza così fantastica. Spero davvero che continui e di poterci gareggiare di nuovo.

 

NPC: Come è stato non vedere i suoi colleghi e le rivali in piscina durante l’ultima, pazza annata?

CC: Mi mancava vedere tutti l’anno scorso. I miei amici e le rivali internazionali, ma anche i miei compagni di nuoto australiani. Sono una grande ragione per cui sono rimasta in vasca per tutti questi anni: adoro passare del tempo e gareggiare con loro. Mi spingono sempre a fare meglio e spero di motivarli anche io a essere migliori.

 

Cate Campbell posa col nuovo costume Arena, il Bishamon

 

NPC: Come ha fatto per mantenere il focus senza gare internazionali?

CC: Ad essere onesti, è stato molto difficile mantenere la motivazione per tutto il 2020. Ma ho provato a cambiare un po’ le cose durante l’allenamento e a inventarmi nuovi hobby fuori dalla piscina. Non essere in grado di viaggiare e gareggiare è stato davvero difficile: l’allenamento è così noioso senza gare! Ho lavorato più duramente che potevo, ma sono stata anche un po’ più comprensiva con me stessa nei momenti più duri. Quando il calendario è arrivato al 2021, è stato un enorme spinta motivazionale: essere in un anno olimpico mi rende sempre entusiasta.

 

NPC: Nel 2015 ha parlato di come ha lottato per difendere l’immagine del proprio corpo? È un problema comune nel nuoto, ma sempre nascosto. Anche Emily Seebohm ha recentemente parlato dei disturbi alimentari: com’è la percezione di questo problema nello sport femminile, e in particolare nel nuoto, ai giorni nostri?

CC: Le donne assorbono sempre messaggi su come dovrebbero apparire: dai media, dalla gente comune, a volte anche dagli amici e dalla famiglia. Non mi piace l’idea che una donna debba apparire in un certo modo per essere “sexy”. E per qualche ragione, nella nostra società, equipariamo la “sensualità” al “successo”. Pertanto, le ragazze pensano che se vogliono avere successo o essere accettate dalla società, devono apparire in un certo modo. Nel nuoto, il successo arriva in tutte le forme e dimensioni, e anche “sexy”. Amo l’idea che le donne possano essere forti e belle.

 

NPC: Quanto sono importanti per lei i social, che utilizza non solo per parlare di nuoto ma anche per trattare argomenti più “profondi”?

CC: Sono fortunata ad avere a disposizioni piattaforme che possono raggiungere molte persone. Gli atleti sono spesso modelli di comportamento per ciò che ottengono nel loro sport, ma io voglio essere un modello fuori dall’acqua così come in acqua. Un giorno dovrò ritirarmi e voglio che le persone si ricordino di me per qualcosa di più del fatto che sia una semplice nuotatrice.

 

NPC: È pronta per la sua quarta Olimpiade: in cosa crede che sarà diversa rispetto alle precedenti?

CC: Ognuna delle mie esperienze olimpiche è stata molto diversa, ma Tokyo porterà tutta una serie di nuove sfide. Al momento c’è molta incertezza nel mondo, nessuno sa come saranno esattamente i Giochi, ma fin tanto che stanno ancora andando avanti, è tutto ciò che ho bisogno di sapere. Se dovrò, gareggerò in una piscina priva di pubblico e lascerò Tokyo subito dopo le mie gare, senza partecipare alle Cerimonie d’apertura e chiusura. In definitiva, per me, le Olimpiadi riguardano la mia prestazione e finché potrò gareggiare, sarò felice.

 

NPC: Cosa ne pensa di Tokyo? I Giochi saranno organizzati regolarmente, senza pubblico o come: qual è la sua opinione?

CC: Una delle sfide quando mi preparo per Tokyo, è che non so davvero per cosa prepararmi. Dovrei prepararmi per le tribune vuote? O ci sarà qualche spettatore? Come sarà il Villaggio Olimpico? I miei amici e la mia famiglia potranno venire a vedermi gareggiare? Ci sono così tante domande senza risposta e così tante incognite. Per mantenermi concentrata e motivata, mi sto concentrando su ciò che posso controllare. Ad esempio, posso controllare quanto mi alleno o la quantità del recupero o ancora posso controllare il cibo che mangio. Quando mi concentro sulle cose che posso controllare, mi sento meno ansiosa e più motivata.

 

NPC: La stimola avere una sorella che culla lo stesso sogno e che gareggia contro di lei?

CC: Sono molto fortunata a potermi allenare con una delle migliori stileliberiste al mondo.

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