Bronte Campbell in esclusiva per Nuotopuntocom: “Ho convinto io mia sorella a nuotare”

Bronte Campbell è una che sa il fatto suo. Più la conosci e più capisci come mai il suo palmares trabocchi di medaglie mondiali (11 in vasca lunga). A Rio 2016, si è tolta anche lo sfizio di conquistare l’oro olimpico insieme alla sorella maggiore Cate, ma a Tokyo vuol dimostrare di poter vincere da sola, dopo essersi messa alle spalle il periodo difficile dopo la sensazionale doppietta aurea 50-100 nella rassegna iridata di Kazan del 2015, dove calò persino il tris grazie alla gemma del metallo più prezioso conquistato nella 4×100.

Oltre alle grandi doti acquatiche, Bronte sa come tenersi impegnata anche fuori dalla vasca. In questa intervista esclusiva, la ventiseienne nata in Malawi ma cresciuta in Australia si è divertita a raccontarsi a far scoprire tante sfaccettature di sé che la rendono così diversa da Cate.

Nuoto•com: Com’è stato il tuo ultimo anno senza grandi competizioni per le medaglie?

Bronte Campbell: Il 2020 è stata comunque una sfida, anche senza grandi competizioni. Adoro gareggiare, quindi togliere quell’elemento del nuoto è stato difficile, ma ora che sto entrando in un anno olimpico, almeno ho qualcosa su cui lavorare.

 

NPC: Come è stato non avere la possibilità di viaggiare in tutto il mondo

BC: Il viaggio è una delle parti migliori dell’essere un nuotatore. Mi piace molto l’opportunità di vedere posti nuovi e sperimentare culture diverse. La cosa che mi manca di più però è stare sul bordo vasca con gli altri nuotatori. Col passare del tempo, i miei rivali sono diventati miei amici e mi manca poterli vedere e gareggiare con loro.

 

NPC: Pensa che l’ISL abbia rappresentato una specie di prova per le Olimpiadi di Tokyo per quanto riguarda le misure di sicurezza?

BC: Mi è dispiaciuto perdere l’ISL lo scorso anno, ma non ho potuto partecipare a causa delle misure di quarantena appena rientrata in Australia. Sembrava un grande eventi e tutti quelli che sono andati sono stati entusiasti. Mi auguro che l’Olimpiade possa funzionare senza intoppi.

 

NPC: Si è fatta un’idea di come potrebbero essere i Giochi?

BC: Non so davvero cosa aspettarmi a Tokyo, questa Olimpiade sarà diversa da tutte le altre. Ho fiducia nel Comitato organizzatore per quanto riguarda la nostra sicurezza, ma so che questa verrà con alcune restrizioni. Sappiamo che i cori e il tifo dagli spalti non faranno parte dei Giochi e che saranno in atto misure forti per garantire la nostra sicurezza. Comunque, non vedo l’ora di gareggiare di nuovo e di poter nuotare.

 

NPC: Come è cambiata la sua vita con la pandemia?

BC: Adesso passo molto più tempo a casa di quanto facessi prima! Durante il lockdown, ho sviluppato alcuni hobby per i quali non avevo tempo prima. Ora amo fare la ceramica e mi diverto a fare vasi, ciotole, piatti e tazze. Poi, ho una vasta collezione di piante da interno (oltre 40), che richiedono un po’ di tempo per essere annaffiate e curate. La mia casa sembra una giungla, ma la adoro.

 

NPC: Ci racconta la sua infanzia in vasca, sull’onda lunga dell’esempio familiare?

BC: Ho sempre amato nuotare. Mia nonna mi insegnava a nuotare nella sua piscina in giardino e mia madre insegnava ai ragazzi della scuola superiore locale. Il nuoto mi è stato tramandato come una qualcosa da amare dal lato materno della mia famiglia e tutti noi bambini adoravamo nuotare. Ricordo quando mi sono trasferita per la prima volta in Australia all’età di 7 anni e ho iniziato al mio primo club di nuoto: mi sono innamorata di tutto. Mi piaceva allenarmi, mi piaceva correre, mi piaceva anche alzarmi presto e andare in piscina la mattina. Prima dovevo trascinare Cate fuori dal letto per convincerla a unirsi a me, il nuoto non le veniva naturale come a me. Fino a quando non abbiamo avuto la nostra prima gara, in cui io sono andata benissimo e lei ha ottenuto soltanto una medaglia di bronzo, che però non sembrava bella come le mie d’oro. Così, ha iniziato ad allenarsi più duramente ed è diventata la nuotatrice che è oggi. Quindi, in un certo senso, ho convinto io mia sorella maggiore a nuotare.

 

NPC: Anche le vostre sorelle più giovani nuotano?

BC: Tutta la mia famiglia è cresciuta dentro e intorno all’acqua, quindi tutti amano nuotare. Le mie sorelle più giovani e mia madre fanno ancora squadra di nuoto per divertimento, ma dopo aver visto com’era per me e Cate diventare nuotatrici olimpiche, hanno deciso che era meglio continuare a nuotare come hobby.

 

NPC: Com’è stato fare doppietta individuale a Kazan 2015?

BC: I Mondiali di Kazan sono stati fantastici. Non avrei mai pensato di poter vincere sia il 50 che il 100. Da allora, ho avuto molte difficoltà con gli infortuni, e ho dato per scontato quanto sia più facile nuotare quando il tuo corpo lavora come dovrebbe. Detto questo, ho imparato molto affrontando gli infortuni che mi hanno reso una nuotatrice migliore. Nel 2018 ho nuotato più velocemente nei 100 stile libero rispetto al 2015, un tempo che mi pone nella top 5 di sempre dei 100 stile. La mia mente è al posto giusto dopo aver combattuto contro un infortunio, ora tutto ciò di cui ho bisogno è che il mio corpo regga. Nelle gare veloci tutto può succedere, l’importante è essere lì a lottare.

NPC: Quanto è stato speciale diventare campionessa olimpica assieme alla propria sorella?

BC: È sempre stato un sogno mio e di Cate andare alle Olimpiadi insieme. Quando mi sono guadagnata un posto per la mia prima squadra olimpica nel 2012, è stato il momento più felice che abbia mai vissuto dopo una gara di nuoto. Mi è piaciuto che il mio sogno d’infanzia si fosse avverato.

 

Bronte (a sx) posa con la sorella maggiore Cate durante lo shooting Arena per la collezione 2021, Bishamon

 

NPC: Che rapporto c’è tra lei e Cate?

BC: Ci confrontiamo continuamente. Facciamo lo stesso sport, gli stessi eventi e lo stesso allenamento. Quindi è stato molto importante per noi ricordarci che siamo esseri umani molto diversi, molto separati. Non viviamo più insieme, anche se ci vediamo ogni giorno durante l’allenamento, e ciascuna ha i suoi hobby, amici e interessi. È molto importante per me avere cose che posso fare separate da Cate, che mi fanno sentire me stessa, senza essere sempre paragonata a lei.

 

NPC: Cosa ruberebbe a sua sorella?
BC: Se potessi scegliere, direi le sue lunghe braccia! È molto più alta di me e le sue braccia sono molto più lunghe delle mie. Vorrei essere anch’io più alta, per andare ancora più veloce.

 

NPC: L’allenatore però è lo stesso.

BC: Sì, entrambe siamo seguite da Simon Cusack. È il mio allenatore da quando ho 7 anni, quest’anno festeggiamo un ventennio insieme. È sempre bene allenarsi con persone di cui ti fidi e rispetto. Sia io che Cate siamo tornate a Brisbane all’inizio del 2021, perché il nostro allenatore è tornato qui da Sydney. Tuttavia il mio ragazzo vive ancora a Sydney e sento ancora di vivere lì perché tutte le mie cose sono ancora nell’appartamento di Bondi. Quando le Olimpiadi saranno finite, tornerò a vivere a Sydney per vivere.

NPC: Visto che si diletta con la poesia, è già pronta per motivare i suoi compagni anche in vista di Tokyo?

BC: Ho sempre una poesia per la squadra da dedicarli prima del grande evento dell’anno. Non ne ho ancora scritta uno, ma la sto preparando. C’è molto da scrivere su questo cammino verso Tokyo.

 

NPC: Cosa le piacerebbe fare al termine della carriera da atleta?

BC: Non saprei ancora. Amo lo sport e voglio provare a migliorarlo, mi piace anche scrivere e ho lavorato nei media e nelle pubbliche relazioni. Nel frattempo, entro fine di quest’anno dovrei finire anche il baccellierato in amministrazione aziendale. Sento che ci sono così tante opzioni, devo soltanto sceglierne una.

 

NPC: Il suo modello nel nuoto?

BC: Nessuno in particolare. Ci sono molti nuotatori che ammiro per come competono o per come si comportano a bordo vasca. Cerco di imparare da tutti quelli che incontro e la maggior parte degli altri nuotatori ha cose da insegnarmi.

 

NPC: Chi è la celebrità che vorrebbe conoscere?

BC: Mi piacerebbe incontrare Oprah Winfrey. Penso che sia fantastica e abbia fatto così tante cose interessanti nella sua vita, per cui sarebbe affascinante parlare con lei.

 

NPC: Se chiude gli occhi, cosa sogna?

BC: In questo preciso momento, di nuotare il mio miglior tempo in una finale olimpica. Non molti ci riescono a fare il personale in finale, per cui mi piacerebbe riuscirci.

 

Photo courtesy: Arena

 

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