Nuoto ginnastico

A noi rari nantes non piace ricordarlo, ma i prodromi del nuoto in Italia competono ad una altra federazione, la federazione ginnastica, che è arrivata prima a scegliere il nuotare per farci una pratica di tipo agonistico.

ginnastica

In realtà all’epoca di cui parliamo la ginnastica non era la ginnastica. Era tutto. Le società ginnastiche , infatti, erano delle specie di confraternite che si occupavano dei loro associati per farne uomini particolari. In Germania, dov’erano nate, coltivavano soprattutto il culto della patria. Lo facevano preparando il corpo e lo spirito, con l’ideale del guerriero che tempra il corpo per farne un attrezzo da battaglia. A dire il vero avevano cominciato per vendicarsi contro Napoleone che li aveva annientati a Jena. Inaccettabile per un teutonico lasciare qualcosa di incompiuto. Napoleone non c’era più, ma restavano i francesi. Jahnn, uno degli ispiratori del movimento ginnastico, aveva questo nella testa. Immaginate i prussiani col chiodo sull’elmo. Beh, quella roba lì, costanza e  determinazione.

rituali

Gli sport erano i rituali di questa pratica religiosa del culto della nazione. Il nome “Ginnastica” veniva dal mondo antico, come la maggior parte dei miti del XIX secolo. Per gli uomini di quell’epoca, infatti, era di grande fascino ispirarsi ai greci e ai romani (in Germania più ai greci, in Italia più ai romani, in Inghilterra più a se stessi). Il termine veniva dal greco γυμνός (ghimnos) che significa “nudo”. Il fatto è che nell’antica Grecia gli esercizî del corpo si eseguivano in totale nudità, che naturalmente all’epoca non faceva problema. Nell’800 figuriamoci, si sarebbero messe le mutande anche alle statue.

altri sport

Le società ginnastiche erano polisportive e il ginnasta praticava almeno atletica leggera e pesante, attrezzistica, scherma, pugilato ma anche nuoto e giochi con la palla. Jäger, uno dei signori della ginnastica tedesca, a cui s’ispirava quella italiana, nel 1864 pensò un sistema di preparazione di  36 ore d’insegnamento settimanale, di cui otto erano dedicate agli esercizî liberi e ai primi elementi di ginnastica e scherma, quattro alle corse, al salto, al getto delle lance, alla lotta; quattro al nuoto; quattro agli attrezzi; quattro al maneggio delle armi; quattro alle lezioni teoriche, compresa l’anatomia e la fisiologia. Tanto per farci innervosire al pensiero della nostra miserabile “educazione motoria”.

società ginnastica Torino

Dato che Torino in Italia era la capitale dello sviluppo sociale, da cui arrivò anche il risorgimento, ci è facile immaginare perché la sua società ginnastica fu quella che dettò il percorso alle altre. Intanto fu la prima a nascere. Anno di fondazione: 1844. Già nel 1846 iniziava regolari lezioni di nuoto al Valentino, il famoso parco che si trova sulla riva del Po, simbolo storico della città. Parecchio prima che si organizzassero i nostri rari nantes per fare un qualcosa di simile a Roma.

la prima sezione “Nuoto”.

Vent’anni dopo l’inizio dei corsi, nel 1866 nacque una vera “sezione Nuoto” della società, con sede propria. La sede era nel luogo dove prima c’erano i “Bagni dei pontieri”. Dopo due anni di attività la sezione ricevette un attestato di benemerenza delle autorità militari per aver dato la possibilità a 12000 soldati di imparare a nuotare. Il numero per l’epoca è davvero impressionante. Difficile capire cosa s’intendesse per esercitazione natatoria se l’immagine, qui prodotta (che però dovrebbe riferirsi ai francesi) illustra quel tipo di percorso. Qualunque cosa volesse dire, era qualcosa. Significa che il nuoto in quel momento era già pensato come importante e aveva un suo perché.

Gare

Le prime gare di cui si è certi furono organizzate in occasione del IX Congresso Ginnastico che si disputò a Napoli nel 1891 (l’anno di fondazione della Rari Nantes Roma). La gara prevedeva due prove distinte: una per “Gentleman” l’altra per “Marinai”. Vinse la prima un certo Salvatore Lamagna. La seconda il marinaio Michele Conti. Se ricordate una gara per marinai si disputò anche ai Giochi Olimpici di Atene del 1896. Quindi anche questa usanza non veniva dal nulla. Probabilmente si pensavano questi ultimi in qualche modo avvantaggiati, tanto da necessitare considerazione a parte.

Non trovo notizie più specifiche per sapere quali erano le distanze e quali gli stili praticati. Data la classicità delle società ginnastiche e l’influenza mitteleuropea su di loro, però, supporrei che tutti nuotassero il breastroke, anche se lo stile, naturalmente, per regolamento doveva essere libero.

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