Hyper Olympics

In queste ore la mia bolla social è scossa da fremiti di sdegno: domenica 7 marzo alle 15.00 Fabiana Dadone intervisterà Reynor su Twitch. Ma procediamo per gradi: Fabiana Dadone è la neo ministra per le Politiche giovanili; Reynor è lo pseudonimo di Riccardo Romiti, fresco campione del mondo di Starcraft II, un videogioco di genere RTS; Twitch è una piattaforma di live streaming di proprietà di Amazon. Lo sdegno deriva dalle parole della ministra che definisce Reynor “sportivo professionista”.

Facciamo un passo avanti: un RTS, acronimo di real life strategy, è un un videogioco di strategia, nel quale  il giocatore controlla interi eserciti e non singole unità o personaggi; il life streaming è un servizio che consente di assistere in tempo reale a un evento che viene contemporaneamente registrato e rimane disponibile sulla piattaforma; Twitch è una piattaforma specializzata nel gaming, con oltre 15 milioni di accessi quotidiani: ragazze e ragazzi che guardano ragazze e ragazzi che videogiocano con particolare abilità.

Proseguiamo: gli RTS sono ricompresi nella più ampia categoria degli eSport, o sport elettronici, ossia la pratica dei videogiochi a livello competitivo organizzato e professionistico. Le categorie comprendono, oltre ai già citati RTS, picchiaduro (fighting games/beat’em ups),  FPS (sparatutto in prima persona – first person shooter), MMOG (giochi multigiocatore massivi online – multimedia online games), MOBA (arene di battaglia multigiocatore online – online battle arena), giochi di guida. Sono giocati competitivamente a livello amatoriale, semiprofessionistico e professionistico, e ne vengono organizzati campionati e tornei, sia online che dal vivo. Il fenomeno coinvolge circa mezzo miliardo di persone di ogni età, genere ed etnia su tutto il pianeta.

Mezzo miliardo significa una persona ogni sedici, compresi neonati e ottuagenari. Considerato che la vostra sfera sociale è composta mediamente di centocinquanta persone, significa che almeno una decina dei vostri conoscenti è composta da appassionati videogiocatori. Tra questi, potete scommetterci, ci sono i vostri figli e i vostri atleti. Non è un fenomeno che potete liquidare come sciocchezze per ragazzini e che potete permettervi di ignorare, pena l’ulteriore scollamento da un mondo, quello degli adolescenti, da sempre difficile da decifrare ma che l’accelerazione digitale dell’ultimo ventennio ha reso imperscrutabile.

Quella videoludica è una componente essenziale della cultura contemporanea. Lo ha capito bene il Comitato olimpico internazionale che già da qualche tempo ha avviato le consultazioni con le diverse federazioni internazionali con l’obiettivo di rendere gli eSports disciplina olimpica da Los Angeles 2028.

Avete letto bene: disciplina olimpica. Ora, prima di strapparvi le vesti, considerate che il gaming di alto livello è un mix di preparazione fisica (le partite durano ore, i tornei settimane), coordinazione fine, interazione con un mezzo elettromeccanico spinto all’estremo. Non si vede quindi perché dovrebbe avere meno dignità, per dire, dell’equitazione  della vela o del curling.

Fatevi un favore: non ignorate il fenomeno. Imparate non dico a parlare fluentemente, ma almeno a comprendere la lingua che delle ragazze e ragazzi degli anni Venti senza liquidare con sufficienza da boomer tutto ciò che loro trovano interessante e che voi semplicemente non siete ancora in grado di capire. Pensate a quanto detestavate vostro padre quando vi nascondeva il joystick del Commodore 64 intimandovi piuttosto di “andare a prendere una boccata d’aria” o “leggere un buon libro”, poi guardatevi allo specchio e dite: io non voglio essere così.

Potete, possiamo farcela.

Link per la diretta su Twitch

Ph. ©Lucie Liz @Pexels

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