“Frase” e “Mr G”

Drummoyne

La piscina di Drummoyne gestita da Harry Gallagher era vicino all’Iron Cove River, un torrente urbano che si trova nelle vicinanze di Sidney. Da lì prendeva l’acqua. Lì scaricava. Quando Dawn andò a trovare Harry, lo aspettò con i piedi nell’acqua del fiume e la sigaretta appiccicata alla bocca.

Quando la vide Harry si accorse di nuovo di quanto fosse magra. Era avvolta nel fumo, tossiva e indossava quel suo unico costume consunto che aveva già notato a Balmain.

sei qui per nuotare?

“Sei qui per nuotare?” gli chiese Harry. Lei si voltò di scatto, fingendo di essere sorpresa, ma riuscì a sorridere. “Non posso pagare!” rispose di getto. Harry le ricordò subito la promessa fatta e il suo invito senza secondi fini e le chiese se volesse una tazza di the. Il giorno però era sbagliato. Era venerdì e al venerdì non si nuotava perché si puliva la piscina.

Con sorpresa di Harry, Dawn si offrì subito di aiutarlo.

“Hai perso un po ‘di peso, Dawn. Sei stata malata? Chiese Harry che probabilmente non riusciva a distogliere il pensiero della sua magrezza. “Sì, ho l’asma bronchiale come papà e mamma”.

sempre in fuga

La piscina era un pezzo d’antiquariato fatiscente, vecchia e piena di incrostazioni. C’era sempre da aggiustare e da pulire. E poi c’erano i residui della settimana: stracci, sacchetti di carta, sabbia e alghe. Dawn si mise subito a lavorare come un marinaio, facendo scivolare la scopa intorno alla piscina. Sebbene fosse pateticamente magra,  era anche atleticamente bella, muscolosa e levigata. La sua vita fisica disordinata in sella a quell’attrezzo arrugginito che chiamava bicicletta, i muri delle fabbriche e le recinzioni che aveva scalato, le innumerevoli scorrazzate a piedi nudi e tutto il resto l’avevano forgiata.

Era sempre in fuga, sempre in lotta.

“Frase” e “Mr G”

Lavorò fino a sera. Mangiarono qualcosa poi scambiarono ancora qualche parola. “Come è che ti chiamano i tuoi soci?”, chiese Harry . “Mi chiamano “Frase”. Per i ragazzi io invece sono Mr G. , mentre la mamma è Mrs Gall”. La mamma era la mamma di Harry. Sempre presente perché lo aiutava  a tenere la piscina. Praticamente facevano tutto in due. Era questo che li rendeva liberi e accoglienti. Probabilmente fu questa libertà e quest’accoglienza che conquistò Dawn, quel giorno. Una possibile casa dove fare cose normali.

appuntamento

Dawn non se ne andava più, Harry dovette insistere per mandarla a casa, rinnovando il suo appuntamento per il giorno dopo. Ripensando a lei Harry vedeva futuro. Dawn era decisamente selvaggia. Ma si poteva sfruttare quell’energia per farne una campionessa? Come si controlla un genio? I pensieri di Harry non riuscivano a fermarsi. La più grande risorsa di Dawn era il diavolo in lei. Ma Harry doveva stare attento. Doveva farne la sua forza, non  esorcizzarlo.

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