Carraro-Castiglioni [VIDEO]: “Felici di avere lottato ad armi pari”

Un podio stellare. Tre donne sotto il precedente primato italiano (1’06”02), tre guerriere che hanno infiammato le corsie dello Stadio del Nuoto di Riccione per un 100 rana da standing ovation come si vede soltanto nelle grandi rassegne internazionali. A trionfare è stata Martina Carraro (1’05″86), che si è presa con impeto l’unico posto rimasto per volare all’Olimpiade di Tokyo, così da raggiungere Benedetta Pilato, oggi seconda ex aequo con Arianna Castiglioni (1’06”00). Quest’ultima però ha il grande merito di aver acceso la miccia già dalla batteria di questa mattina, dimostrando una grande tenacia nonostante il Covid l’avesse fermata a una settimana dalla gara più importante, a cui ha deciso di partecipare soltanto in extremis.

E anche la nuova campionessa e primatista italiana elogia la lombarda, presente in vasca nonostante tutto:

Sono contenta perché non me la volevo far scappare questa opportunità. Ho visto che Arianna era in forma e non me l’aspettavo perché non doveva nemmeno venire a causa del Covid, ma sono contenta che ce la siamo giocata ad armi pari. Tre sotto il vecchio record italiano, siamo andate forte. Io sono andata più forte di loro, ma mi interessava soltanto la qualificazione olimpica.

Il guizzo del mattino della Castiglioni (1’06”37) non ha intimorito la Carraro:

Non ho avuto paura, però ero tesa, perché potevo andarci come no. Questa probabilità mi mandava in bestia perché io volevo andarci a tutti i costi.

Adesso tocca Fabio Scozzoli perché, come ribadisce Martina quando già abbiamo terminato la nostra videointervista

Senza Fabio non ci vado a Tokyo

Da casa, il fidanzato anch’egli ranista, intercettato telefonicamente, ci racconta come ha vissuto la finale:

Ero dieci volte più teso che per le mie gare. Anche Martina era tesissima, ma lei in queste occasioni riesce sempre a dare il meglio e qui si vedono gli atleti forti e vincenti. In una situazione così non è facile fare una bella gara e lei mi ha raccontato che, dieci minuti prima della gara, si è calmata. È quello che riesco a fare anch’io quando devo gareggiare, non da spettatore come in questo caso, emozionalmente coinvolto. Non avevo dubbi che potesse fare 1’05”, anche se non puoi controllare quello che fanno gli altri, ma devi soltanto batterli.

Battuta, ma comunque contenta, una super Arianna Castiglioni

Non sapevo nemmeno se gareggiare o meno, mi ha convinto il mio allenatore Gianni, per questo lo ringrazio. Stare ferma due settimane, una settimana prima degli Assoluti, non è stato semplice e ho tirato fuori una gara impensabile. Il tempismo del virus non è stato impossibile, ma 1’06”00 fino a ieri pensavo fosse impossibile. Non pensavo a battere Martina perché sapevo che stava bene, non penso alla qualifica olimpica, ma sono contenta di quello che ho fatto. Anche perché non volevo nemmeno venire, perché le sensazioni i primi giorni in acqua erano terribili.

 

Sorride anche Benedetta Pilato che, dopo aver sfrecciato agli Assoluti invernali ed essersi garantita il pass olimpico, è dovuta ripartire da zero a causa del Covid:

Ero consapevole di non aver preparato queste gare, per cui sono contenta sia del tempo della finale sia di stamattina perché ero convinta di non riuscire a rifarlo. Sto puntando agli Europei, perché la ripresa dal Covid è stata difficile. Questo 100 rana lo sento sempre più mio, ma il problema è che non stiamo gareggiando tanto e magari Martina ha fatto leva sulla maggiore esperienza. Comunque, domani ci sono i 50.

 

 

Ph. ©G.Scala/Deepbluemedia

 

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