Riccione, il bilancio di Cesare Butini: Assoluto soddisfacente. Molte luci e qualche ombra, ma c’è tempo per rimediare

A pochi istanti dall’avvio dell’ultimo pomeriggio di gare, il Direttore tecnico delle squadre nazionali Cesare Butini traccia un primo bilancio della manifestazione:

Non mi piacciono le pagelle, non amo dare voti. Posso dire che sono soddisfatto: è stato un Assoluto eccezionale, sia dal punto di vista dell’impegno sia dei risultati  cronometrici. Risultati che rilanciano e ridanno una prospettiva internazionale di riguardo a tutto il nostro movimento. Cerchiamo di rimanere con i piedi per terra ma certamente, dopo un anno di stop agonistico, avremmo potuto trovarci in maggiore difficoltà mentre qui abbiamo visto sbocciare tante nuove opportunità. L’esempio più lampante è quello di Benedetta Pilato, che l’anno scorso non sarebbe probabilmente stata in grado di conquistare il pass olimpico e con il posticipo è invece stata la prima a qualificarsi, fungendo a sua volta da stimolo a Martina Carraro e Arianna Castiglioni che a loro volta hanno ottenuto risultati straordinari. E dietro questo fenomenale trio abbiamo Lisa Angiolini a 1’07.23, tempo ancora di assoluto rilevo.

È un movimento che cresce: primati italiani che cadono, la piena maturazione di Nicolò Martinenghi, la densità dei 200 stile libero maschili che malgrado l’assenza di Gabriele Detti lascia intravedere potenzialità importanti per la staffetta, e mi fa particolarmente piacere il recupero di Filippo Megli che nonostante i problemi alla spalla prima e del Covid poi si è riaffacciato ad ottimi livelli. Altrettanto piacere mi fa il pieno recupero di Margherita Panziera, che si ripresenta con un tempo di assoluto rilievo internazionale che fa ben sperare in chiave olimpica.

Quasi tutto ha girato per il verso giusto, con qualche eccezione ovviamente: abbiamo qualche difficoltà che cercheremo di superare nella velocità maschile ma nel complesso un Campionato decisamente positivo. Arrivano buoni segnali anche dal mezzofondo femminile, e in generale si osservano in tutte le discipline dei ricambi per il futuro: Giulia Salin, Matteo Lamberti e molti altri. Il timore che la pandemia potesse bloccare lo sviluppo dei giovani talenti per ora è fugato, grazie soprattutto al lavoro delle società che hanno continuato a credere nei loro progetti, dei tecnici che hanno mantenuta alta la motivazione, degli atleti e delle loro famiglie che hanno dovuto accettare ulteriori sacrifici e limitazioni.

Capitolo staffette: andiamo agli Europei con l’obiettivo di completare la qualificazione di tutte e sette, con la veloce maschile in difficoltà temporanea e la 4×200 femminile ormai cronicamente problematica. Buone sensazioni invece per la 4×100 stile libero, con due veterane come Federica Pellegrini Silvia Di Pietro affiancate da Costanza Cocconcelli Chiara Tarantino, il che ci fa sperare di poter riprendere una tradizione che ci ha visto finalisti a Rio 2016. Ricordo che il nostro regolamento prevede che la composizione definitiva delle staffette avvenga in occasione del Sette Colli, così come eventuali ulteriori integrazioni fatte con i consueti criteri di buonsenso volti a tutelare atleti che per diverse ragioni non hanno potuto seguire una preparazione lineare.

Tornando alla spinosa questione della rana, siamo allo stesso tempo dispiaciuti e lusingati di poter contare su tre atlete al di sotto del tempo limite. Stiamo valutando tutte le soluzioni anche in chiave staffette, ma il rispetto che dobbiamo ad ogni atleta ci impone di schierare sempre le nuotatrici migliori in qualsiasi momento, senza dimenticare che il CONI potrebbe anche rifiutare una nostra eventuale richiesta di portare a Tokyo tre raniste.

A proposito di Tokyo, ora inizia una fase di preparazione ai ritmi olimpici che, ricordo, prevedono finali al mattino e qualificazioni la sera.

 

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