You’ll never be a winner if you smoke, Dawn!

Non vincerai mai se fumi, Dawn!“. Così apostrofò la nuova amica Harry Gallagher quando la incontrò davanti alla sua piscina, quella di Drummoyne, seduta che l’aspettava, con la sigaretta in bocca. “Non credo che papà abbia voglia di vederti“. Gli rispose Dawn, col suo solito modo di pungere, anziché rispondere, ” Non gli piacciono gli allenatori, a parte lo zio Ray“.

Uncle Ray

Lo zio Ray era Ray Miranda, il primo allenatore di Dawn, a Balmain, quello che ne aveva fatto in un certo modo una nuotatrice. Il padre si fidava di lui, mentre con gli altri era diventato diffidente per un fatto avvenuto l’anno prima. “Quell’allocco di Guthrie ha cercato di farmi fuori quando ho vinto una gara da picnic del valore di due bob (scellini), che comunque non ho avuto. Guthrie ha detto che ero una professionista“. ” E te lo dico subito, papà non pagherà le lezioni”. Era successo che Dawn era stata squalificata per due scellini vinti ad una gara di una festa di Natale. Era stato Guthrie, l’allenatore di Lorraine Crapp, a fare la sparata, probabilmente perché non voleva avere rivali contro la sua campionessa.

Le cose vanno a posto.

Era un pezzo che Harry ce l’aveva con Guthrie. Da quando gli aveva soffiato proprio Lorraine Crapp, quando era allenatore al Cabarita Swimming Club di Sidney. Quella bimbetta era già sbocciata a livello assoluto, con risultanti eclatanti e lui se l’era portata nella sua squadra. Lo aveva fatto nel  modo subdolo che sanno fare gli allenatori quando fanno i bastardi. Lusingare e screditare. Quindi Frase aveva una causa comune con Mister G. Era il caso di giocarsi questa carta: “Ero io che allenavo Lorraine” disse Harry, cercando di sembrare abbattuto per aver subito una grave perdita.” Era la mia migliore nuotatrice. Non credo che riuscirò mai più a trovare qualcuno bravo come Lei”.

Harry capì subito che le sue parole avevano smosso qualcosa. Dawn aveva cominciato ad agitarsi. Poi si era messa spalle contro spalle rispetto a lui. Il suo modo di fare Harry lo capiva. Poteva quasi leggere i suoi pensieri. Quella faccia, quegli atteggiamenti e la sua agitazione volevano dirgli che lei non avrebbe mai lasciato un amico e che sarebbe potuta essere la nuotatrice che non aveva mai avuto. Dawn aveva  tredici anni. Ma si capiva che era intelligente e che aveva dietro una storia.

Scorciatoie

Dawn Fraser di Balmain aveva sette fratelli ed essendo la più giovane, aveva imparato tutte le scorciatoie della vita, le strade secondarie, i passaggi tra le palizzate. I bambini intelligenti quando devono cavarsela fanno così per sopravvivere, diventano dei duri. Poi fanno tutto da soli. Sopravvivono, non chiedono mai aiuto, ma sono i primi a darlo quando è necessario.

Harry ce la mise tutta per conquistarla: “Sai sono un po’ ‘un profeta, ti ho mentito. Dal primo giorno in cui ti ho visto, sapevo che avevi una qualità speciale. Non so cosa sia. Non riesco a capirlo. Intendo come persona. Probabilmente sei troppo vecchia per diventare una campionessa!. Scherzo! So che un giorno lascerai un segno. Probabilmente, ciò di cui hai bisogno è di qualcuno che ti metta sulla strada giusta e ti tenga lì “.

Ci stai?

Andiamo? provò Harry. “No sto parlando”. Rispose rimuginando qualcosa. “E i miei frocetti? ” Si riferiva alla masnada che la seguiva nelle scorribande giornaliere. Ma poi pensò anche che era un’occasione e che nessuno aveva davvero mai pensato a lei. Quello era il suo momento.

“Vaffanculo, sto parlando con il mio allenatore di nuoto”, disse, gettando il pacchetto di sigarette in strada. “Dovresti iniziare ora”, rispose dolcemente il coach” riprenderti la salute, smettere di fumare, mangiare correttamente e allenarti quasi tutti i giorni”.

Avrebbe voluto aggiungere “E lascia che ti aiuti“. Ma sarebbe stata una mossa sbagliata, perché nessuno aveva mai aiutato Dawn Fraser. E nessuno avrebbe mai potuto farlo.

Seconda carta

Così Harry giocò la seconda carta. Gettarla sul patetico. ” E poi sai, ultimamente ho avuto un brutto periodo. Ho bisogno di un amica. Mia moglie e i miei figli mi hanno abbandonato. Il mio miglior nuotatore se n’è andato, sono stato malato e sto lottando per  pagare la piscina“. Dawn allora tentò di sgattaiolare: “Sono le dieci”, “Dovrei andare”. Poi, come accade ai bambini, ebbe la meglio la sua curiosità: “Ma tu ci dormi in piscina?”

Condizioni

Harry capì di aver vinto. “Beh, non è poi così male. Leggo molto, disegno e lavoro sui piani di allenamento”. Dawn capitolò: “Te lo dico subito, Mr G, se inizio domani non mi alleno con quelle Sheila del college! Nuoto con quel tizio che chiami Spook“. (era John Henricks).

E poi non mi spingerai dentro. Ti ho visto che fai così. E uscirò quando voglio”. “E un’altra cosa!”, “non mi lancerai addosso la tavoletta, ne mi farai mai fare cento flessioni se salto una vasca, oppure mi incazzo”. “E per ultimo, io odio la rana. Non farò mai rana”.

Qualcos’altro? Chiese Harry che assaporava già il suo successo” Sì, papà non pagherà”. 

Normalità

Da quel giorno Dawn Fraser cominciò a frequentare la piscina di Harry. Al chiosco del bar le cose diventarono presto perfette. Scherzavano, chiacchieravano allegramente ed Harry la riempiva di cibo e  vitamine. Parlavano anche di cose serie e Frase ascoltava. Faceva domande, era ansiosa di imparare. Soprattutto voleva sapere cosa c’era nei libri e gli interessavano le persone importanti, l’arte e l’ etichetta. Imparò anche le buone maniere.

Ma in acqua continuava ad essere un’incubo.

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