Cancellare i Giochi? Rikako Ikee non ci sta: “Pensate agli atleti”

Il riacutizzarsi della pandemia e la proclamazione dello stato di emergenza nello scorso mese di aprile hanno riacutizzato le proteste di una parte sempre maggiore della società giapponese che chiede la cancellazione delle Olimpiadi di Tokyo, viste come un potenziale detonatore dell’infezione da Covid 19. Preoccupazioni concretizzate in una petizione su Change.org dal titolo “Fermiamo le Olimpiadi per salvare le nostre vite” che ha raggiunto, nel momento in cui scriviamo, le 243mila adesioni.

Se è vero che le petizioni su Change.org raramente sortiscono effetti concreti, è altrettanto vero che un quarto di milione di firme raccolte in pochi giorni non sono un segnale da sottovalutare. Ne è convinta Rikako Ikee, che sul suo profilo Twitter (in giapponese, decifrabile con il traduttore di Google) prende le difese della manifestazione davanti ai suoi follower:

Non voglio che pensiate solo a me, ma a tutte le atlete e atleti che stanno facendo del loro meglio in questa situazione. Capisco che è perfettamente normale che in tanti chiedano la cancellazione delle Olimpiadi a causa di questa catastrofe chiamata Coronavirus. Io e gli altri atleti accetteremo qualsiasi decisione, Olimpiadi sì o no, e ovviamente farò del mio meglio se ne avrò l’opportunità. E se non la avrò, mi preparerò al meglio per la prossima edizione.

Le Olimpiadi sono state posticipate di un anno. Per un’atleta come me è stata una fortuna, per altri una disgrazia. Io continuo ad allenarmi ogni giorno con il massimo impegno per raggiungere i miei obiettivi. Sulla questione delle Olimpiadi si alternano comunicazioni rassicuranti e drammatiche. Ho il desiderio di uscire da questi tempi oscuri come chiunque di voi, ma come singola atleta posso fare ben poco.

Ph. ©A.Masini/Deepbluemedia

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